«Il Putto», numero unico
Curato da Franco Nebbia, marzo 1966: una «polemica culturale» di alto profilo attorno al Nebbia Club, con il contributo di intellettuali del calibro di Umberto Eco.
Il primo museo virtuale dedicato alla memoria del cabaret italiano: un patrimonio raccolto dal basso che oggi torna accessibile, ordinato e narrato. Manoscritti, locandine, riviste e voci che hanno fatto la satira del Novecento.
— Le Chat Noir · Cabaret Voltaire · La Martinella —
«L'arte ribelle»
Dalla Parigi del 1881 alla Milano degli anni Sessanta
Nella prassi consolidata, il museo d'impresa nasce da un'azienda già esistente che decide di narrare la propria storia. Qui accade l'opposto: è un patrimonio documentario, accumulato per iniziativa associativa, a precedere e rendere possibile la nascita di un'impresa culturale e del suo museo.
L'Archivio Storico del Cabaret Italiano custodisce le tracce materiali e immateriali di un genere a lungo trascurato dalla storiografia, situato al crocevia tra canzone d'autore, monologo, teatro comico e satira sociale.
La genesi e la strutturaQuando l'impresa nasce dalla documentazione
— Domanda di ricerca della tesi · Università IULMItinerari complementari guidano dal fenomeno europeo del cabaret fino ai luoghi, al patrimonio dell'Archivio e alle sue voci d'autore.
Genesi, missione e governance dell'istituto. Il Centro Studi MusiComedians, il Comitato dei Garanti, l'azione culturale.
Entra Sala III fondi documentali: riviste, locandine, manoscritti, rassegna stampa e materiali audiovisivi della scena milanese e romana.
Entra Sala IIIUna cronologia: dal Chat Noir parigino al Cabaret Voltaire, fino alla nascita del cabaret italiano tra Milano e Roma.
Entra Sala IVI testimoni-garanti: protagonisti diretti che certificano dall'interno l'attendibilità della memoria custodita.
Entra Sala VLa geografia dei locali milanesi: dal Santa Tecla all'Intra's Derby Club, dal Nebbia Club al Cab 64, fino al Refettorio e alla Bullona.
Entra Voce d'autoreL'editoriale di Flavio Oreglio: che cos'è davvero il cabaret e perché Milano ne divenne lo snodo nazionale. Con documenti dell'Archivio.
LeggiRicerca full-text, schede catalografiche e riproduzioni digitali ad alta risoluzione dei documenti.
Roadmap · Release 3Esposizioni temporanee, collaborazioni interistituzionali e calendario delle iniziative dell'Archivio.
Roadmap · Release 3Una selezione dai nuclei documentali che testimoniano la stagione del cabaret meneghino e capitolino.
Curato da Franco Nebbia, marzo 1966: una «polemica culturale» di alto profilo attorno al Nebbia Club, con il contributo di intellettuali del calibro di Umberto Eco.
Articolo del 31 ottobre 1984: la parabola del musicista maceratese che elesse Milano come approdo per istituire il primo cabaret italiano.
Monografia di Enrico Borgatti, novembre 1984: la genesi milanese legata alla decostruzione della «quarta parete».
Documentare e interpretare questo patrimonio significa colmare una lacuna nella storia culturale del Novecento italiano.— Dalla Sezione Preliminare della tesi
Il cabaret come impresa culturale: un modello nato a Montmartre e reinterpretato, decenni dopo, nei sotterranei di Milano.
Rodolphe Salis fonda in Boulevard de Rochechouart il primo cabaret artistique: un'impresa culturale completa di brand identity, rivista promozionale e cartellonistica firmata Steinlen e Toulouse-Lautrec.
Il cabaret diventa laboratorio d'avanguardia e culla del movimento Dada, estendendo il modello a tutta l'Europa tra le due guerre.
Tra cantine e calzamaglie nasce la «formula pura» meneghina: presidio di resistenza intellettuale e laboratorio di linguaggi d'avanguardia.
Si costituisce l'istituto che raccoglie e ordina la memoria del genere. Nel 2019 la prima presenza digitale, poi abbandonata: la premessa di questo nuovo museo virtuale.
Questo prototipo restituisce all'Archivio una presenza digitale stabile, ordinata e narrativa — superando i limiti del sito del 2019 e adottando gli standard internazionali della musealità d'impresa.
Inizia la visitaVia XXV aprile, 11 — 20068 Peschiera Borromeo (MI)