Descrizione
"Cabaret, questo sconosciuto" è il saggio firmato da Flavio Oreglio all'interno del REPORT 2025 sull'Umorismo, pubblicazione annuale realizzata dall'Associazione Osservatorio Feldman in collaborazione con Sagoma Editore (lo stesso editore del volume L'arte ribelle. Storia del cabaret da Parigi a Milano, 2019, sempre di Oreglio). Il volume raccoglie contributi multidisciplinari sull'umorismo — arte, diritto, etologia, filosofia, linguistica, marketing, neuroscienza, politica, psicologia, stand-up, teatro, tecnologia — firmati, tra gli altri, da Natalino Balasso, Renato Sarti, Federico Faloppa e Maurizio Molinari, con postfazione di Antonello Taurino dedicata ai cent'anni di Dario Fo.
Il contributo di Oreglio, frutto — come dichiarato dall'autore — di oltre trent'anni di studi su fonti storiche, documenti d'epoca, testimonianze dirette e letteratura critica internazionale, condensa l'impianto teorico e metodologico che ha guidato la costituzione del Centro Studi Musicomedians e, da questo, dell'Archivio Storico del Cabaret Italiano (attivo dal 2018). Il saggio muove da una constatazione: nell'ambiente professionale che si è a lungo autodefinito "cabarettistico" manca una definizione condivisa e storicamente fondata di cosa sia il cabaret, sostituita da definizioni soggettive e impressionistiche.
L'argomentazione si sviluppa in tappe: (1) il cabaret è un fenomeno storicamente determinato, nato a Parigi nel 1881 con lo Chat Noir di Rodolphe Salis, non come genere di spettacolo ma come format artistico legato a un luogo fisico (il cabaret artistique), che fa convivere pittura, poesia, chanson, satira grafica e sperimentazione verbale senza includere, nella sua configurazione originaria, i comici in senso moderno; (2) in Italia il modello attecchisce nel secondo dopoguerra, soprattutto a Milano, ma resta un fenomeno circoscritto che — secondo la ricostruzione storica di Oreglio — si conclude tra il 1968 e i primi anni Settanta; (3) da allora il termine "cabaret" sopravvive solo come etichetta ombrello applicata, per consuetudine linguistica priva di fondamento storico, alla comicità dal vivo in genere; (4) da qui l'errore concettuale cabaret = comicità, che la tesi definisce una "tradizione immaginaria"; (5) la distinzione fra spirito (opposizione, sperimentazione, libertà espressiva) e forma storica del cabaret, per evitare sia la nostalgia paralizzante sia la mitizzazione indiscriminata delle figure del passato; (6) la proposta conclusiva di una "rivoluzione semantica": abbandonare progressivamente il termine "cabaret" per descrivere il presente, a favore di categorie più precise — comedy, comedy club, live-performer, entertainer — e di una definizione dei luoghi basata sulla presenza di una direzione artistica (piccolo palcoscenico) piuttosto che sulla semplice esistenza di un palco.
Per l'Archivio Storico del Cabaret Italiano, il testo ha un valore particolare: essendo firmato dal fondatore dello stesso Centro Studi Musicomedians da cui l'Archivio è nato, costituisce una fonte primaria e insieme una dichiarazione di metodo — utile sia come riferimento teorico per la catalogazione (distinzione fra cabaret storico e comicità contemporanea), sia come possibile contenuto editoriale per la sezione "Voce d'autore" o per un futuro approfondimento critico collegato a "Il Percorso".
Parole chiave
cabaret; storia culturale; semantica; terminologia; Chat Noir; cabaret artistique; Milano; comicità dal vivo; genealogia; mitizzazione; nostalgia; comedy; entertainment; live-performer; direzione artistica
Nota sull’autore
Laureato in scienze biologiche con specializzazione in Ecologia, il "poeta catartico" di zelighiana memoria è pianista appassionato di Ragtime e cantautore cultore del genere teatro-canzone. Coordina da più di vent'anni il Centro Studi Musicomedians che ha portato alla costituzione dell'Archivio Storico del Cabaret Italiano e alla pubblicazione del libro L'arte ribelle – Storia del cabaret da Parigi a Milano (Sagoma Editore, 2019). Negli ultimi anni ha definito una sua personale forma teatrale denominata "Teatro Cantastorie".
Tecnica e supporto
Volume a stampa, formato pubblicazione fuori commercio; progetto editoriale Associazione Osservatorio Feldman, realizzazione editoriale Sagoma Editore; Editor in Chief Matteo Andreone; progetto grafico e impaginazione Carlo Amatetti. Contributo di Flavio Oreglio: pp. 46-53, sezione tematica "Comedy", testo su due colonne con apparato di parole chiave e nota biografica a corredo. File digitale in formato PDF (documento acquisito in Archivio).
Dati editoriali
Titolo: REPORT 2025 sull'Umorismo. Editore/curatela: Associazione Osservatorio Feldman, in collaborazione con Sagoma Editore. Copyright: © 2026 Osservatorio Feldman, Sagoma Editore. ISBN: 9788865061893. Pubblicazione fuori commercio; è vietata la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mezzo, senza autorizzazione scritta dell'editore.