Sala II A supporto del Centro Studi MusiComedians · Fondato nel 2008 Milano · Italia

I fondi documentali.

Riviste, locandine, manoscritti, rassegna stampa e materiali audiovisivi: i nuclei che testimoniano la stagione del cabaret italiano. Una selezione rappresentativa, un vero e proprio gateway digitale che agevola e supporta la consultazione dell’archivio fisico gestito dal Centro Studi Musicomedians.

Cerca nei fondi

Filtra per tipologia
Ordina per data
Catalogo

I documenti dei fondi

Pubblicazioni

Cabaret, questo sconosciuto

Contributo in volume · Osservatorio Feldman, 2026

Nel suo contributo al Report 2025 sull'Umorismo dell'Osservatorio Feldman, Flavio Oreglio — fondatore dell'Archivio Storico del Cabaret Italiano — ricostruisce in chiave storica e semantica l'origine del cabaret come format artistico nato a Parigi nel 1881 (lo Chat Noir di Rodolphe Salis), e ne segue lo slittamento, nel contesto italiano, verso un'etichetta generica per la comicità dal vivo. Un testo-chiave per comprendere l'impianto teorico alla base dell'intero Archivio.

Flavio Oreglio2026
Pubblicazioni

L'arte ribelle

Monografia · Sagoma Editore, 2019

Il volume che fonda editorialmente la ricerca dell'Archivio Storico del Cabaret Italiano: dallo Chat Noir degli Idropatici (Parigi, 1881) al Derby del Gruppo Motore (Milano, anni '60-'70), Flavio Oreglio ricostruisce per la prima volta in modo sistematico la storia del cabaret come "arte ribelle", con oltre 150 fotografie e interviste esclusive ai protagonisti ancora viventi di un'epoca mitica.

Flavio Oreglio2019
Arti Grafiche e Locandine

Cab. 64 al "Mio Bar"- febbraio 1965

Locandina

Locandina pubblicitaria relativa a una serata del cabaret milanese Cab.64 risalente al febbraio 1965, stampata su carta color avorio con bordo decorativo a motivo geometrico. Il documento…

Leggi la scheda completa

Locandina pubblicitaria relativa a una serata del cabaret milanese Cab.64 risalente al febbraio 1965, stampata su carta color avorio con bordo decorativo a motivo geometrico. Il documento annuncia il programma della serata del 10 febbraio 1965, articolato in due momenti distinti. In calce sono indicate le condizioni di consumazione (prima consumazione L. 1.500, successive L. 800) e la disponibilità di ampio parcheggio.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta; inchiostro nero su carta avorio

Archivio Storico del Cabaret Italiano10 febbraio 1965
Fondo GRA-01 1 immagine →
Arti Grafiche e Locandine

ADEI-WIZO e Cab.64

Invito pieghevole

Invito pieghevole numerato per una serata organizzata dall'ADEI-WIZO al Cab.64, tenutasi il 13 marzo 1966 a partire dalle ore 22. Recto (copertina): la metà destra ospita una vignetta…

Leggi la scheda completa

Invito pieghevole numerato per una serata organizzata dall'ADEI-WIZO al Cab.64, tenutasi il 13 marzo 1966 a partire dalle ore 22. Recto (copertina): la metà destra ospita una vignetta grafica originale stampata in inchiostro bruno-rosso, raffigurante una figura antropomorfa stilizzata e grottesca dal grande naso pronunciato, il corpo sinuoso e gli arti esili, che reca le lettere "ADEI CAB", in riferimento alla collaborazione tra le due realtà. L'immagine, racchiusa entro cornice rettangolare dallo stesso colore, è eseguita con tratto espressivo riconducibile alla tecnica xilografica o linoleografica. Verso (interno): il programma della serata è impaginato nella metà destra del foglio aperto, in carattere tipografico bruno-rosso su fondo bianco. Lo spettacolo è definito "spettacolo di cabaret e folclore ebraico" e prevede la partecipazione di: Cochi e Renato — alla chitarra Jacqueline Perrotin — al pianoforte Velia Mantegazza — coi suoi pupazzi e con la partecipazione straordinaria di: Herbert Pagani Hanna Roth Segue l'indicazione di un ulteriore momento dello spettacolo affidato a Tinin Mantegazza e il suo quotidiano parlato. In calce, nella metà sinistra: il numero progressivo dell'invito (N° 70) e la dicitura "esibire il presente invito all'ingresso"; nella metà destra: "Sarà offerta una prima consumazione".

Tecnica e supporto: Stampa tipografica bicolore (nero e bruno-rosso) su carta avorio; formato a dépliant pieghevole, due facciate (recto/verso)

Archivio Storico del Cabaret Italiano13 marzo 1966
Fondo GRA-02 2 immagini →
Arti Grafiche e Locandine

Recital di Giovanni D'Anzi al Cab.64

Invito illustrato

Invito pubblicitario in forma di striscia a fumetti, composto da quattro vignette disposte in sequenza orizzontale entro una cornice rettangolare a tratto marcato. L'illustrazione,…

Leggi la scheda completa

Invito pubblicitario in forma di striscia a fumetti, composto da quattro vignette disposte in sequenza orizzontale entro una cornice rettangolare a tratto marcato. L'illustrazione, realizzata a inchiostro nero su carta di colore arancio/salmone, è eseguita con tratto rapido, espressivo e umoristico, riconducibile alla tradizione della vignettistica satirica italiana degli anni Sessanta. Le vignette ospitano un gruppo di personaggi grotteschi e caricaturali che si scambiano informazioni sull'evento attraverso balloon di testo scritti a mano in corsivo. Il documento è un esempio significativo di grafica pubblicitaria d'autore applicata alla comunicazione degli spettacoli dal vivo, in cui la forma del fumetto viene adottata come strumento di invito in sostituzione della tradizionale locandina tipografica. Lo stile grafico, immediato e ironico, è perfettamente coerente con il clima culturale del cabaret milanese degli anni Sessanta. Giovanni D'Anzi (1906–1974) fu uno dei più celebri compositori e parolieri della canzone milanese del Novecento, autore di brani iconici come Milano d'estate e Oh mia bela Madunina. La sua presenza al Cab.64 in forma di recital testimonia il prestigio raggiunto dal locale nel panorama dello spettacolo cittadino.

Tecnica e supporto: Disegno a inchiostro nero su carta colorata (fondo arancio/salmone); formato orizzontale, striscia unica a vignette

Archivio Storico del Cabaret Italianoaprile 1967
Fondo GRA-03 1 immagine →
Arti Grafiche e Locandine

Tessera "Socio ad honorem" dell'Intra's Derby Club

Tessera associativa onoraria

Tessera associativa onoraria del Intra's Derby Club. Il fronte della tessera presenta un fondo di colore arancio-terra, sul quale campeggia in bianco una vivace illustrazione: lo scheletro…

Leggi la scheda completa

Tessera associativa onoraria del Intra's Derby Club. Il fronte della tessera presenta un fondo di colore arancio-terra, sul quale campeggia in bianco una vivace illustrazione: lo scheletro di un animale quadrupede (riconducibile a un cavallo), raffigurato in posa dinamica e coronato da un elegante cappello a cilindro. La tessera presenta una grafica umoristica applicata all'identità visiva di un locale di spettacolo, con evidente intento paradossale e surreale. Sul corpo dello scheletro è integrato il nome del locale in carattere tipografico: "INTRA'S DERBY CLUB". Sul margine sinistro, in verticale, è riportato l'indirizzo: "57, monte bianco · Milano". Nella metà destra della tessera, in carattere corsivo bianco, la dicitura "socio ad honorem", seguita da una linea tratteggiata destinata alla firma del titolare, oggi quasi illeggibile.

Tecnica e supporto: Impressione a secco con inchiostro/foil bianco su supporto rigido in similpelle di colore arancio-bruno; formato tessera, angoli arrotondati

Archivio Storico del Cabaret Italianoanni '60
Fondo GRA-04 1 immagine →
Arti Grafiche e Locandine

Cab. 64 al "Mio Bar"- novembre 1964

Locandina

Locandina pubblicitaria relativa a una serata del cabaret milanese Cab.64 risalente a novembre 1965, stampata su carta color avorio con bordo decorativo a motivo geometrico. Il documento…

Leggi la scheda completa

Locandina pubblicitaria relativa a una serata del cabaret milanese Cab.64 risalente a novembre 1965, stampata su carta color avorio con bordo decorativo a motivo geometrico. Il documento annuncia il programma della serata del 20 novembre 1964, articolato in due momenti distinti. In calce sono indicate le condizioni di consumazione (prima consumazione L. 1.500, successive L. 800) e la disponibilità di ampio parcheggio.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta; inchiostro nero su carta avorio

Archivio Storico del Cabaret Italiano20 novembre 1964
Fondo GRA-05 1 immagine →
Arti Grafiche e Locandine

Cochi & Rena - "La Cosa"

Copertina di disco

Copertina di disco dell'etichetta CAB (etichetta discografica autonoma del Cab.64) recante il titolo "La Cosa" del duo Cochi & Rena (Cochi Ponzoni e Renato Pozzetto). L'impaginazione è…

Leggi la scheda completa

Copertina di disco dell'etichetta CAB (etichetta discografica autonoma del Cab.64) recante il titolo "La Cosa" del duo Cochi & Rena (Cochi Ponzoni e Renato Pozzetto). L'impaginazione è divisa in tre riquadri entro cornici tipografiche di gusto ottocentesco-circense: Riquadro in alto a sinistra: titolo del disco in caratteri tipografici misti, con lettering di stile western/circo — "COCHI & RENA / 'LA COSA'" — su fondo ocra. Riquadro in alto a destra: indicazione dell'etichetta — "È un disco CAB" — con il logotipo CAB in caratteri decorativi tridimensionali ombreggiati, corredato da fregi tipografici. Riquadro centrale (dominante): illustrazione a inchiostro nero di Tinin Mantegazza, raffigurante una figura femminile grottesca e caricaturale — corporatura voluminosa, capigliatura riccia e cespugliosa, abito scuro, gambe esili su tacchi alti — attorniata da balloon fumettistici contenenti simboli e caratteri tipografici (K, *, &, Q, $) in luogo di parole, a evocare un linguaggio convenzionale, cifrato o volutamente assurdo. Nell'angolo in basso a destra, un piccolo animale stilizzato (insetto o ragno) completa la scena con ulteriore tocco surreale. Lo stile dell'illustrazione è pienamente riconducibile al tratto di Tinin Mantegazza — segno nervoso, espressionista, con figure deformate e atmosfera tra il grottesco e il surreale — coerente con le altre testimonianze grafiche del medesimo autore presenti nel fondo.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica e illustrazione a inchiostro nero su cartone di colore ocra/avorio; formato quadrato (standard copertina disco)

Archivio Storico del Cabaret Italiano1969
Fondo GRA-06 1 immagine →
Arti Grafiche e Locandine

Teatro dei gobbi - Vignetta caricaturale

Ritaglio di stampa periodica

Ritaglio da pubblicazione periodica recante una vignetta caricaturale a inchiostro nero firmata Albert-Georges Badert (Parigi, 1914–1994), disegnatore e giornalista francese, attivo nella…

Leggi la scheda completa

Ritaglio da pubblicazione periodica recante una vignetta caricaturale a inchiostro nero firmata Albert-Georges Badert (Parigi, 1914–1994), disegnatore e giornalista francese, attivo nella stampa periodica popolare (Ici Paris, L'Épatant, Parisiana). Le figure, identificate da didascalie manoscritte o tipografiche apposte in basso, sono: Vittorio Caprioli — a sinistra, corporatura robusta, in abito scuro, nell'atto di gesticolare Franca Valeri — al centro, figura femminile slanciata, in abito aderente scuro, con espressione teatrale accentuata Alberto Bonucci — a destra, figura maschile esile, in abito chiaro Al di sotto delle tre figure corre una sequenza di mani gesticolanti — dodici vignette di mani in diverse posizioni — che illustra visivamente il tema della gestualità comunicativa. La didascalia in francese recita: "— Tiens\! Mais il n'y a pas que les Napolitains qui s'expriment avec leurs mains\!..." ("Guarda\! Non sono solo i napoletani ad esprimersi con le mani\!..."), con chiaro intento umoristico riferito allo stile recitativo gestuale e corporeo tipico del trio. Lo stile caricaturale è vivace e sintetico, con deformazione accentuata dei tratti fisiognomici caratteristica della vignettistica di costume del periodo.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da periodico; inchiostro nero su carta; ritaglio

Archivio Storico del Cabaret Italianofine anni 40'
Fondo GRA-07 1 immagine →
Arti Grafiche e Locandine

Derby Club - "Il Motore" - Programma di spettacolo

Locandina

Locandina pubblicitaria di grande impatto cromatico — fondo arancio acceso con testo in blu scuro — relativa allo spettacolo cabaret intitolato "Il Motore", presentato da Gianni Bongiovanni…

Leggi la scheda completa

Locandina pubblicitaria di grande impatto cromatico — fondo arancio acceso con testo in blu scuro — relativa allo spettacolo cabaret intitolato "Il Motore", presentato da Gianni Bongiovanni al Derby Club di Via Monterosa 84, Milano, a partire dal 3 gennaio 1967 dalle ore 22. L'impaginazione è gerarchicamente organizzata per corpi tipografici decrescenti: in testa il nome del locale in caratteri cubitali (DERBY CLUB), seguito dalle informazioni essenziali sull'evento, quindi i nomi degli artisti in caratteri di grande leggibilità. Il bordo perimetrale a puntini — motivo decorativo ricorrente nella grafica del Derby Club — incornicia l'intera composizione.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica bicolore (inchiostro blu su carta/cartoncino arancio vivo); formato verticale allungato; bordo decorativo a puntini su tutti e quattro i lati

Archivio Storico del Cabaret Italiano1967
Fondo GRA-08 1 immagine →
Arti Grafiche e Locandine

Locandina Nebbia Club Cabaret formula pura

Locandina

La locandina pubblicitaria del Nebbia Club è dominata per i due terzi superiori da una grande illustrazione a inchiostro nero firmata L. Francesconi '65, di straordinaria densità visiva e…

Leggi la scheda completa

La locandina pubblicitaria del Nebbia Club è dominata per i due terzi superiori da una grande illustrazione a inchiostro nero firmata L. Francesconi '65, di straordinaria densità visiva e complessità compositiva. Si tratta di un disegno a sviluppo verticale, dall'impianto caotico e volutamente sovraffollato, nel quale figure umane caricaturali, oggetti, strumenti musicali, frammenti di testo e parole si intrecciano in un flusso continuo senza soluzione di continuità. Il segno è nervoso, veloce, espressionista, con forte componente automatica o quasi-surrealista. All'interno dell'illustrazione si distinguono — tra gli altri elementi — numerose scritte e frammenti verbali sparsi nella composizione, tra cui si leggono: "Nebbia Club", "tanti peli sulla lingua", "l'unione fa la forza", "ho visto loca è poca", "il buio oltre la quiete", "urlo", "put tiger in your tank" (slogan pubblicitario Esso dell'epoca), riferimenti a personaggi e titoli di canzoni o sketch. Le scritte, integrate nel disegno come elementi plastici, contribuiscono a costruire un'immagine-manifesto del clima culturale e della poetica del locale. Nella parte inferiore, una fascia nera ospita in caratteri tipografici bianchi e rossi le informazioni essenziali: il nome del locale (NEBBIA CLUB) in rosso e di grande dimensione, seguito dalla dicitura Cabaret "Formula Pura", dalla menzione della compagnia stabile AS.CAB.IT., dal nome della trattoria ospitante (TRATTORIA STELLA), dall'indirizzo e dai recapiti telefonici.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica tricolore (nero, rosso, bianco) su carta; illustrazione a inchiostro nero riprodotta in stampa; formato verticale allungato; fascia inferiore in nero con testo in bianco e rosso

Archivio Storico del Cabaret Italiano1965
Fondo GRA-09 1 immagine →
Arti Grafiche e Locandine

Gigi Caldanzano - Invito della Galleria La Muffola

Biglietto d'invito illustrato

Copertina / p. 1 (immagine 1): intestazione della galleria in alto — "biglietto d'invito della galleria / la muffola / via lentasio, 5 / tel. 876.890 - milano" — seguita da un testo…

Leggi la scheda completa

Copertina / p. 1 (immagine 1): intestazione della galleria in alto — "biglietto d'invito della galleria / la muffola / via lentasio, 5 / tel. 876.890 - milano" — seguita da un testo narrativo ironico e surreale firmato (Mantegazza), che racconta in forma di favola la parabola di un pittore osservato dalla gente e dal critico con gli occhiali. A lato, una vignetta a inchiostro raffigura una figura grottesca china su un leggio o cavalletto. Nella colonna destra, le informazioni essenziali sulla mostra e una breve nota biografica sull'artista: "nato a Genova nel 1921 / vive e lavora a Savona / espone dal 1944 in circa 40 mostre tra personali e collettive". In calce, una nota programmatica: "È per questo che esponiamo i disegni di colore che non hanno abbandonato la 'gente'". Pp. 2–3 (immagine 2): testo critico di Tullio d'Albisola — ceramista, teorico e animatore della scena ligure dell'arte ceramica — che illustra la storia e la poetica della galleria ("la muffola", ovvero il piccolo forno per ceramiche) e traccia un profilo dell'artista, inquadrandolo nella tradizione della ceramica mediterranea e ligure, con riferimenti a Picasso ceramista, Arturo Martini, Aligi Sassu, Emanuele Luzzati, Fancello e Guglielmo Bozzano. Caldanzano è definito "sardo-genovese", maestro ceramista e "letteratissimo disegnatore". Accanto al testo, due disegni a inchiostro: una figura femminile danzante e una maschile in corsa con cappello volante, entrambe di carattere espressionista e vivace. Pp. 4–5 (immagine 3): due disegni a pagina intera, raffiguranti scene di porto con figure maschili popolari — un marinaio con bicchiere sullo sfondo di imbarcazioni; un uomo con berretto al tavolo di osteria con bottiglia — dal segno rapido e impressionistico, di chiaro sapore ligure-portuale. Pp. 6–7 (immagine 4): altri due disegni a pagina intera: una scena animata di porto con figure femminili e maschili in movimento; un gruppo di tre figure borghesi attorno a un bancone o cassa, con tratto caricaturale più accentuato. P. 8 (immagine 5): un singolo disegno a pagina intera — figura maschile barbuta in posa dinamica, corporatura robusta, tratto energico e sintetico — che chiude il fascicolo con forte impatto visivo.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta avorio/ocra; fascicolo cucito con punto metallico, 8 pagine numerate + copertina; illustrazioni a inchiostro nero riprodotte in stampa

Archivio Storico del Cabaret Italiano4 dicembre 1965
Fondo GRA-10 5 immagini →
Arti Grafiche e Locandine

Stampati del Portofino - Invito della Galleria La Muffola

Biglietto d'invito illustrato

Biglietto d'invito in forma di fascicolo illustrato, realizzato in occasione della mostra personale di Gianni Baldini e dei suoi Stampati del Portofino presso la Galleria La Muffola di Via…

Leggi la scheda completa

Biglietto d'invito in forma di fascicolo illustrato, realizzato in occasione della mostra personale di Gianni Baldini e dei suoi Stampati del Portofino presso la Galleria La Muffola di Via Lentasio 5, Milano, aperta dal 19 al 31 dicembre 1960. La mostra aveva per oggetto i disegni su carta riprodotti dai telai per tessuti stampati (i celebri Stampati del Portofino) che Baldini aveva concepito per l'haute couture internazionale e che qui venivano presentati come opere autonome su supporto cartaceo. L'invito si articola come segue: Copertina (immagine 1): intestazione della galleria — "biglietto d'invito della galleria / la muffola / via lentasio, 5 / tel. 876.890 - milano" — nella consueta veste grafica della serie. La copertina è dominata da una grande forma triangolare a punta — stilizzazione geometrica di un albero di Natale, coerente con la stagione dell'esposizione — campita in giallo acceso con motivo a reticolo di rettangoli neri arrotondati, riproducente direttamente uno degli stampati di Baldini. A destra, il titolo della mostra è composto in carattere nero corsivo-grassetto, spezzato sillabicamente su più righe in modo da creare un ritmo visivo: "gian / ni / bal / dini / e / dei / suoi / stam / pati / del / porto / fino". Pp. 14–15 (immagine 2): doppia pagina di grande raffinatezza grafica e concettuale. A sinistra: la sagoma dell'abete è ritagliata nel foglio — elemento di découpage che crea una finestra triangolare bianca per sottrazione di materia, lasciando intravedere la pagina sottostante. A destra: il motivo a reticolo giallo e nero degli stampati è riprodotto a piena pagina come elemento visivo autonomo, campito su fondo giallo intenso. Le due pagine si corrispondono specularmente: la forma positiva (stampata in copertina) diventa negativa (ritagliata) nella pagina interna, in un raffinato gioco di rimandi tra pieno e vuoto, tra stampa e intaglio. P. 16 (immagine 3): testo critico in corsivo, firmato (Mistretta), che inquadra la figura e la poetica di Gianni Baldini. Il testo descrive l'artista come designer tessile radicato nel paesaggio e nella cultura di Santa Margherita Ligure e Portofino, dove osserva la donna in villeggiatura come soggetto privilegiato della sua ricerca cromatica e decorativa. Gli Stampati del Portofino vi sono presentati come frutto di "intuizione spontanea" piuttosto che di elaborazione intellettuale, e come risposta alle esigenze della "donna di classe". Il testo menziona esplicitamente Mantegazza e Albuzza come promotori della mostra alla Muffola.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica bicolore (nero e giallo) su carta avorio; fascicolo cucito, almeno 16 pagine numerate + copertina; elemento grafico a intaglio/découpage su p. 14 (sagoma di abete ritagliata nel foglio, che lascia intravedere la pagina sottostante); illustrazioni riprodotte in stampa

Archivio Storico del Cabaret Italianodicembre 1960
Fondo GRA-11 8 immagini →
Arti Grafiche e Locandine

La Muffola augura Buon Natale 1960 - 1961

Cartolina d'auguri con annuncio espositivo

Cartolina d'auguri natalizia della Galleria La Muffola, concepita contestualmente come annuncio espositivo per il mese di dicembre 1960. Il documento si presenta come cartoncino quadrato…

Leggi la scheda completa

Cartolina d'auguri natalizia della Galleria La Muffola, concepita contestualmente come annuncio espositivo per il mese di dicembre 1960. Il documento si presenta come cartoncino quadrato con bordura perimetrale in rosso vivo e campo centrale bianco, su entrambe le facciate. Recto (immagine 1): testo in carattere da macchina da scrivere (o tipografico che ne imita l'aspetto), allineato con spaziatura ampia, che reca il messaggio augurale: "1960 / La Muffola augura / a tutti i suoi amici / Buon Natale, prosperità / e felice Anno Nuovo. / 1961". L'indicazione dei due anni a cavaliere — 1960 in alto, 1961 in basso — sottolinea la funzione di cerniera temporale del documento, emesso a cavallo tra i due anni. Verso (immagine 2): testo in medesimo carattere, che comunica l'allestimento per tutto il mese di dicembre di una sezione dedicata agli oggetti d'arte adatti per regali all'interno del locale. Gli artisti e le opere presenti sono: ceramiche di Stefano D'Amico, Jolanda Schiavi, Mario Rossello, Marco Biassoni, Lele Luzzati, Gigi Caldanzano; tessuti stampati di Portofino (Gianni Baldini); gioielli di Luigi Bonifacio. Il testo si chiude con un rinnovato augurio di Buon Natale e Felice Anno Nuovo.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica bicolore (nero su carta bianca, con bordura perimetrale rossa) su cartoncino; formato quadrato; recto e verso entrambi stampati

Archivio Storico del Cabaret Italianodicembre 1960
Fondo GRA-12 2 immagini →
Arti Grafiche e Locandine

Eugenio Tomiolo - Invito della Galleria La Muffola

Biglietto d'invito illustrato

Biglietto d'invito in forma di fascicolo illustrato, realizzato in occasione della mostra personale di Eugenio Tomiolo (disegni ed incisioni) presso la Galleria La Muffola di Via Lentasio…

Leggi la scheda completa

Biglietto d'invito in forma di fascicolo illustrato, realizzato in occasione della mostra personale di Eugenio Tomiolo (disegni ed incisioni) presso la Galleria La Muffola di Via Lentasio 5, Milano, aperta dal 5 al 31 dicembre 1960. Il fascicolo si distingue dagli altri della serie per la presenza di un apparato testuale particolarmente ricco e per la natura delle opere riprodotte — incisioni di carattere narrativo e simbolico, ciascuna corredata da titolo. Il fascicolo si articola come segue: Copertina / p. 1 (immagine 1): intestazione della galleria nella consueta veste grafica. La pagina è organizzata in tre colonne: a sinistra, le informazioni essenziali sulla mostra e la nota biografica dell'artista — "nato a Venezia nel 1911 / vive e lavora a Milan\[o\] e Riva Trigoso / espone dal 1934 in 30 mostre personali e collettive in Italia, Turchia, Libia, Svizzera, America (Ohio), Polonia / ha conseguito 15 primi premi / dal 1956 lavora alla costruzione di una piccola nave d'altura che varerà in primavera"; al centro, una grande figura a inchiostro nero — figura maschile robusta, di spalle, in posa pensierosa, dal tratto energico e sintetico; a destra, il testo di Tinin Mantegazza, in corsivo, che rievoca la genesi del gruppo di "cantastorie" di cui Tomiolo faceva parte, battezzato all'"Osteria del Pino Pomè", e racconta come La Muffola sia nata come strumento di diffusione di quella poetica narrativa e figurativa, osteggiata dal mercato ufficiale dell'arte. Il testo menziona esplicitamente Maria Monti e Giorgio Gaber come presenti all'inaugurazione del 16 novembre, e cita altri artisti del gruppo: Longoni, Francimei, Solari. Annuncia inoltre la prossima edizione di un volume di dieci tavole incise da Tomiolo — "industrie fiorite e della vita" — stampato al torchio dall'artista stesso. Pp. 10–11 (immagine 2): doppia pagina con due incisioni riprodotte, ciascuna con didascalia tipografica in basso: a sinistra "l'uomo può" — composizione caotica e visionaria con figure umane, animali e oggetti in turbine; a destra "l'amore" — scena paesaggistica con figure umane tra vegetazione, dal tono più lirico e contemplativo. P. 12 (immagine 3): pagina singola con incisione dal titolo "il fortunato" — figura maschile in corsa su animale fantastico, tra fiori e vegetazione, in un'atmosfera favolistica e grottesca; composizione centrifuga, dal segno incisorio denso e vibrante.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta avorio; fascicolo cucito, almeno 12 pagine numerate + copertina; illustrazioni riprodotte in stampa da disegni e incisioni originali dell'artista; didascalie tipografiche in calce a ciascun foglio

Archivio Storico del Cabaret Italianodicembre 1960
Fondo GRA-13 3 immagini →
Arti Grafiche e Locandine

Il sediaro - Invito della Galleria La Muffola

Biglietto d'invito illustrato

Biglietto d'invito in forma di fascicolo illustrato, realizzato in occasione della mostra personale di Bruno Calvani — intitolata Il sediaro — presso la Galleria La Muffola di Via Lentasio…

Leggi la scheda completa

Biglietto d'invito in forma di fascicolo illustrato, realizzato in occasione della mostra personale di Bruno Calvani — intitolata Il sediaro — presso la Galleria La Muffola di Via Lentasio 5, Milano, aperta dal 9 al 24 giugno 1961. Il fascicolo è il più esteso della serie conservata nel fondo (almeno 56 pagine numerate) e si configura come un vero e proprio catalogo-libro, con apparato testuale e tavole illustrate di ampio respiro. Costituisce inoltre l'ultimo documento della prima stagione artistica della Muffola (1960–61), come esplicitamente dichiarato nel testo interno. Il fascicolo si articola come segue: Copertina / p. 1 (immagine 1): intestazione della galleria nella consueta veste grafica. La copertina è dominata da una grande riproduzione fotografica di un disegno di Calvani — figura femminile sinuosa seduta accanto a sedie dal tratto espressivo e nervoso, firmato "Br. Calvani" in basso a sinistra — affiancata dal titolo della mostra e dal nome dell'artista in carattere tipografico. In calce, le informazioni pratiche sull'evento: date, orario di inaugurazione e orari di galleria. Pp. 54–55 (immagine 2): doppia pagina con, a sinistra, una riproduzione fotografica di disegno — figura maschile seduta su sedia, dal tratto ampio e materico, firmata "Br. Calvani" — e a destra il testo conclusivo del fascicolo, non firmato, che dichiara esplicitamente: "Con questa mostra si chiude la prima stagione artistica della Muffola: sono passati sette mesi, intensi e ricchi di incontri con gli autori, con le loro opere ed i personaggi che le animano". Il testo presenta il soggetto della mostra — il sediaro, ovvero il seggiolaio ambulante — come "personaggio destinato a scomparire", colto da Calvani con "disegni attenti e commossi" che "raccontano la fratellanza ed il rispetto dell'artista verso l'artigiano". P. 56 (immagine 3): pagina finale recante il resoconto completo della prima stagione della Muffola 1960–61, intitolato "Nella stagione 1960-61 la Muffola ha presentato:", seguito da un elenco in corsivo di tutte le mostre, eventi e presenze della stagione inaugurale. L'elenco — di straordinario valore documentario — comprende: Opere visive: disegni e maioliche di Gigi Caldanzano; ceramiche di Stefano D'Amico, Sergio Dangelo, Jolanda Schiavi, Mario Rossello, Antonio Sabatelli, Marco Biassoni; le stoffe del Portofino di Gianni Baldini; le carte d'arancio raccolte da Luca Crippa; disegni di Renato Birolli, Umberto Boccioni, Carlo Conte, Angelo Del Bon, Filippo De Pisis, Osvaldo Licini, Lorenzo Pepe, Ottone Rosai, Gino Rossi, Mario Sironi, Luigi Spazzapan; litografie di Gustavo Bonora, Lello Castellaneta, Attilio Forgioli, Franco Pardi; disegni, pastelli e linoleum di Franco Rognoni; festoni, ceramiche, arazzi, foulard e cartoni animati di Emanuele Luzzati; gli studi ed i personaggi di Maria Perego; dipinti, disegni e terrecotte di Alberto Longoni; dipinti, disegni ed acquetinte di Mario Marioni; poesie di Tullio d'Albisola; disegni e porcellane di Nino Strada; disegni e sculture di Bruno Calvani. Canzoni e ballate: Maria Monti; Giorgio Gaber; Polidori; Paolo Poli.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta bianca, illustrazioni riprodotte in stampa fotografica da disegni originali dell'artista, firmati "Br. Calvani" o "Br. Calv."

Archivio Storico del Cabaret Italianogiugno 1961
Fondo GRA-14 3 immagini →
Arti Grafiche e Locandine

Bertholt Brecht è il loro tema - Invito della Galleria La Muffola

Biglietto d'invito illustrato

Biglietto d'invito in forma di fascicolo illustrato, realizzato in occasione della mostra collettiva "Bertholt Brecht è il loro tema" presso la Galleria La Muffola di Via Lentasio 5,…

Leggi la scheda completa

Biglietto d'invito in forma di fascicolo illustrato, realizzato in occasione della mostra collettiva "Bertholt Brecht è il loro tema" presso la Galleria La Muffola di Via Lentasio 5, Milano, aperta dal 4 al 14 febbraio 1961. La mostra presenta per la prima volta in una galleria le opere di quattro artisti — Gustavo Bonora, Lello Castellaneta, Attilio Forgioli e Franco Pardi — accomunati dall'aver scelto la poetica e i testi di Bertolt Brecht come tema generativo di un ciclo di litografie su pietra: quaranta soggetti brechtiani, cinquanta esemplari numerati per ogni pietra. Il fascicolo si articola come segue: Copertina / p. 1 (immagine 1): intestazione della galleria nella consueta veste grafica. A sinistra, il titolo della mostra in carattere tipografico bold — "Bertholt Brecht / è il loro tema" — seguito dai nomi dei quattro artisti in maiuscoletto spaziato, e da tre blocchi di testo che illustrano il progetto: la realizzazione di quaranta soggetti brechtiani su pietra litografica (50 esemplari numerati per pietra); la diffusione delle stampe negli stabilimenti industriali attraverso l'associazione "Società Nuova", dove venivano organizzati recitals dedicati al poeta tedesco; e la circostanza che si tratta della prima esposizione degli artisti in una galleria. A destra, la riproduzione di una litografia di Gustavo Bonora intitolata "Dell'infanticida Maria Farrar" — composizione di ampio respiro con figure disposte su più piani prospettici, dal tratto incisivo e drammatico — titolata in calce. Pp. 26–27 (immagine 2): doppia pagina con due litografie riprodotte. A sinistra (p. 26): Lello Castellaneta, "Il sarto di Ulma" — figura ibrida con ali meccaniche e campanile in testa, in posa frontale su sfondo scuro, dal carattere visionario e allegorico, con richiami all'iconografia medievale riletta in chiave grottesca. A destra (p. 27): Attilio Forgioli, "La liturgia del respiro" — composizione densa e materica con figure umane contorte in primo piano e architetture sullo sfondo, dal segno espressionista e convulso. P. 28 (immagine 3): pagina singola con riproduzione della litografia di Franco Pardi, "La leggenda del soldato morto" — figura emerge da un groviglio di segni graffiati, dal tratto violento e frammentato; in calce alla riproduzione si legge una dedica o titolazione manoscritta dell'artista parzialmente leggibile.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta avorio; fascicolo; illustrazioni riprodotte in stampa fotografica da litografie originali degli artisti, con didascalie tipografiche in calce; le opere originali sono litografie su pietra, 50 esemplari numerati per soggetto

Archivio Storico del Cabaret Italianofebbraio 1961
Fondo GRA-15 3 immagini →
Arti Grafiche e Locandine

Le carte d'arancio - Invito della Galleria La Muffola

Biglietto d'invito illustrato

Biglietto d'invito in forma di fascicolo illustrato, realizzato in occasione della mostra "Le carte d'arancio da Napoleone a Mike Bongiorno" presso la Galleria La Muffola di Via Lentasio 5,…

Leggi la scheda completa

Biglietto d'invito in forma di fascicolo illustrato, realizzato in occasione della mostra "Le carte d'arancio da Napoleone a Mike Bongiorno" presso la Galleria La Muffola di Via Lentasio 5, Milano, aperta dall'11 al 18 gennaio 1961. La mostra presenta una selezione della collezione di carte d'arancio raccolta dal pittore Luca Crippa — 2500 esemplari, non in vendita — ed è dichiarata nel testo la prima mostra di questo genere in Italia. Il fascicolo si distingue dagli altri della serie per la scelta di un supporto cartaceo uniformemente arancione, che riproduce materialmente il colore e l'atmosfera degli oggetti esposti, trasformando il documento stesso in un prolungamento estetico della mostra. Il fascicolo si articola come segue: Copertina (immagine 1): intestazione della galleria nella consueta veste grafica, su fondo arancio. Il titolo della mostra campeggia in carattere tipografico bold-corsivo su fondo arancio: "LE CARTE D'ARANCIO / da Napoleone / a Mike Bongiorno" — formula che abbraccia un arco temporale di oltre un secolo e mezzo di storia della grafica commerciale, dal periodo napoleonico all'Italia del boom televisivo. In calce le informazioni pratiche sull'evento. Pagine interne illustrate (immagine 2): doppia pagina a piena superficie, interamente occupata dalla riproduzione ingrandita di due carte d'arancio originali stampate in nero su fondo arancio. A sinistra: un'etichetta con decorazione araldica recante la scritta "PALERMO / AGRUMI" con stelle, rami di agrumi, foglie e frutto; a destra: un'etichetta con motivo ornamentale a rosone solare circolare e fregio geometrico a zigzag in fascia superiore — entrambe di matrice popolare e di grande forza grafica. La riproduzione a scala molto ampliata esalta la qualità del segno xilografico o tipografico originale. P. 20 (immagine 3): testo critico in corsivo firmato (Luca Crippa), stampato in nero su fondo arancio. Il testo inquadra le carte d'arancio come testimonianze dello "stile cartolina postale 1900" applicato all'imballaggio degli agrumi: oggetti di grafica commerciale popolare che mobilitano "infiniti soggetti e simboli" — personaggi storici e favolistici, emblemi araldici, fauna, flora — per sedurre l'acquirente. Crippa ne rivendica il valore come documento della "fantasia popolare" e come soggetto di riflessione grafica, citando il precedente del grafico olandese Ton de Heus, che nel 1956 aveva esposto ad Amsterdam la propria collezione con grande successo. In chiusura, una nota didascalica precisa che le carte esposte fanno parte di una collezione di 2500 esemplari raccolta dal pittore Luca Crippa, e che la raccolta non è in vendita.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica bicolore (nero su carta/cartoncino arancio vivo) su tutto il fascicolo; copertina e pagine interne uniformemente arancioni; fascicolo cucito; illustrazioni riprodotte in stampa da carte d'arancio originali della collezione

Archivio Storico del Cabaret Italianogennaio 1961
Fondo GRA-16 3 immagini →
Arti Grafiche e Locandine

Stefano D'Amico - Invito della Galleria La Muffola

Biglietto d'invito illustrato

Biglietto d'invito in forma di fascicolo illustrato, realizzato in occasione della mostra personale di Stefano D'Amico (ceramiche) presso la Galleria La Muffola di Via Lentasio 5, Milano,…

Leggi la scheda completa

Biglietto d'invito in forma di fascicolo illustrato, realizzato in occasione della mostra personale di Stefano D'Amico (ceramiche) presso la Galleria La Muffola di Via Lentasio 5, Milano, aperta dal 25 ottobre al 16 novembre 1961. La mostra apre la seconda stagione della galleria, come dichiarato esplicitamente nel testo interno. Il fascicolo si articola come segue: Copertina (immagine 1): intestazione della galleria nella consueta veste grafica. La copertina è dominata da una grande fotografia in bianco e nero su fondo nero di un oggetto circolare dall'aspetto lunare o cosmico — superficie sferica con texture irregolare, crateri, macchie e venature — che potrebbe essere la superficie di un piatto ceramico fotografato frontalmente oppure, per suggestione visiva, la luna piena. L'immagine, di grande forza evocativa e ambiguità semantica deliberata, è affiancata in basso dal nome dell'artista in carattere tipografico bold maiuscolo: STEFANO D'AMICO. In calce, le informazioni pratiche sull'evento. Pagina interna con testo e illustrazione (immagine 2): doppia pagina con riproduzione fotografica di un'opera ceramica a rilievo — lastra o pannello di grandi dimensioni con figure di animali (cavalli) e figure umane in stile arcaizzante e popolare, dal modellato denso e materico — seguita da un testo redazionale non firmato che illustra il senso della riapertura della galleria per la nuova stagione. Il testo dichiara che la Muffola riapre "con un calendario di manifestazioni che riconferma i nostri criteri programmatici" e presenta D'Amico come artista che "ripropone l'inserimento dell'arte popolare nella decorazione della ceramica legandosi in forme vitali a quel movimento ligure spontaneo nato con Fancello, De Salvo, Luzzati, Fabbri, Broggini e Sabatelli". Il testo contiene inoltre un'esplicita presa di posizione della galleria contro il "sofismo culturale" e le "correnti canonizzate dai raffinatissimi assertori del manierismo culturale". P. 60 (immagine 3): nota biografica tipografica sull'artista: "Stefano D'Amico è nato a Milazzo e vive a S. Margherita Ligure. Dal 1950 dedica la maggior parte della sua attività alla ceramica. Negli ultimi anni ha partecipato alle maggiori manifestazioni nazionali e internazionali. Ha vinto il 1° premio alla Mostra Nazionale della Ceramica di Chiavari. Nel 1958 il Centro Culturale Olivetti di Ivrea gli ha allestito una mostra personale e nel 1959 ha esposto nella Sala della Cultura del Palazzo dei musei di Modena. Ha partecipato all'Esposizione mondiale di Bruxelles. Opere sue di ceramica figurano in raccolte pubbliche e private d'Europa e d'America."

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta bianca; fascicolo, illustrazioni riprodotte in stampa fotografica da opere ceramiche dell'artista; copertina con immagine fotografica di forte impatto visivo

Archivio Storico del Cabaret Italianoottobre 1961
Fondo GRA-17 3 immagini →
Arti Grafiche e Locandine

Dieci autori - Invito della Galleria La Muffola

Biglietto d'invito illustrato

Biglietto d'invito in forma di fascicolo illustrato, realizzato in occasione della mostra collettiva "Il volto e la figura umana raccontati da dieci autori" presso la Galleria La Muffola di…

Leggi la scheda completa

Biglietto d'invito in forma di fascicolo illustrato, realizzato in occasione della mostra collettiva "Il volto e la figura umana raccontati da dieci autori" presso la Galleria La Muffola di Via Lentasio 5, Milano, aperta dal 23 gennaio al 3 febbraio 1961 circa. La mostra riunisce disegni di dieci artisti del Novecento italiano — sia storici che contemporanei — accomunati dal tema della figura e del volto umano. Il fascicolo si articola come segue: Copertina / p. 1 (immagine 1): intestazione della galleria nella consueta veste grafica. La pagina è organizzata in due sezioni: a sinistra, il riquadro con i nomi dei dieci artisti in carattere tipografico misto (nome in corsivo, cognome in maiuscoletto bold) entro bordo rettangolare — Renato Birolli, Umberto Boccioni, Carlo Conte, Angelo Del Bon, Filippo De Pisis, Osvaldo Licini, Lorenzo Pepe, Ottone Rosai, Gino Rossi, Mario Sironi; a destra, il titolo della mostra in carattere bold maiuscolo di grande dimensione — "IL VOLTO E LA FIGURA UMANA / RACCONTATI DA / DIECI AUTORI" — seguito da un testo redazionale non firmato che illustra la filosofia della mostra. Il testo dichiara che l'obiettivo non è la celebrazione mercantile degli artisti, ma il recupero della "poesia, il racconto" che le loro opere — "tutt'altro che minori" — lasciano trasparire, al di là della "celebrità mercantile". In calce, le informazioni pratiche racchiuse in un riquadro tipografico. Pp. 22–23 (immagine 2): doppia pagina con due disegni riprodotti. A sinistra (p. 22): Mario Sironi, "Studio di nudo" — figure umane sintetizzate in masse scure e linee vibranti, dal tratto possente e drammatico, firmato "Sironi" in basso a sinistra. A destra (p. 23): Umberto Boccioni, "Uomo con berretto" — figura maschile in posizione raccolta, dal segno leggero e nervoso che percorre la superficie con linee continue e dinamiche, firmato "Boccioni" in basso. P. 24 (immagine 3): pagina singola con Gino Rossi, "Studio di testa" — tre volti sovrapposti e compenetrati in parziale simultaneità, dal tratto sintetico e geometrizzante, con richiami al primitivismo e alla lezione cézanniana.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta bianca; fascicolo, illustrazioni riprodotte in stampa fotografica da disegni originali degli artisti, con didascalie tipografiche in calce

Archivio Storico del Cabaret Italianogennaio 1961
Fondo GRA-18 3 immagini →
Arti Grafiche e Locandine

Poeta per immagini - Invito della Galleria La Muffola

Biglietto d'invito illustrato

Biglietto d'invito in forma di fascicolo illustrato, realizzato in occasione della mostra personale di Alberto Longoni — intitolata "poeta per immagini" — presso la Galleria La Muffola di…

Leggi la scheda completa

Biglietto d'invito in forma di fascicolo illustrato, realizzato in occasione della mostra personale di Alberto Longoni — intitolata "poeta per immagini" — presso la Galleria La Muffola di Via Lentasio 5, Milano. La mostra comprende disegni, dipinti e sculture e si configura come la prima ampia presentazione milanese dell'artista in un contesto galleristico. Il fascicolo si articola come segue: Copertina / p. 1 (immagine 1): intestazione della galleria nella consueta veste grafica. La pagina è interamente tipografica, senza illustrazioni, organizzata in tre blocchi di testo: un incipit descrittivo dell'artista — "Chiuso, riflessivo e instancabile: disegna, dipinge e modella con un entusiasmo ed una cocciutaggine che rivelano la forza dell'artista d'eccezione" — seguito dal nome in carattere bold maiuscolo (ALBERTO LONGONI) e dalla formula poetica del titolo ("poeta / per immagini"), e da un testo che descrive la poetica dell'artista: "racconta nel disegno, nelle tele, nelle sculture le cose universali della vita umana, le vicende dell'amore e dell'odio, della pace e della guerra: attimi, sensazioni o epopee, raccontate con il rigore formale di uno stile inconfondibile, con la libertà d'espressione di uno spirito vivo". Segue una nota biografica: "Alberto Longoni ha 40 anni, vive a Milano, ha esposto in Francia, Germania, Italia e Svizzera; ha pubblicato due volumi di disegni — '20 disegni di Alberto Longoni' a cura di Ernesto N. Rogers e 'Chronik Einer Basstrompete' — edizioni Bücher Gilde Gutemberg, Zurigo; sue opere sono conservate in numerose collezioni private". In calce, le informazioni pratiche sull'evento. Pp. 41–42 (immagine 2): doppia pagina con un disegno a piena larghezza — "Concerto a sei voci" — raffigurante una composizione prospettica visionaria: una struttura architettonica serpentinata e ritmica, con colonnati, balaustre e arcate che si moltiplicano e si deformano nello spazio, mentre sei figure sedute a sinistra osservano la scena. Il disegno, di notevole complessità e rigore costruttivo, rivela una padronanza della prospettiva e un gusto per l'architettura immaginaria che rimanda alla tradizione vedutistica italiana rielaborata in chiave moderna. Sotto il disegno, l'elenco delle mostre personali dell'artista: Gallerie Palette, Zurigo (1954); Galerie De L'Odeon, Parigi (1954); Galerie D'Art Moderne, Copenaghen (1955); Galleria del Fiore, Milano (1956); Gallerie Palette, Zurigo (1956); Galerie A.G., Parigi (1959); Gallerie Palette, Zurigo (1959); Overbeck Gesellschaft, Lübeck (1960). P. 43 (immagine 3): pagina singola con un disegno a inchiostro nero a piena pagina, firmato e titolato in basso a destra con grafia autografa: "il poeta — un uomo libero / A. Longoni '60". Il soggetto è una figura umana integralmente composta di fiori — centinaia di piccoli fiori disegnati a china, di forme e dimensioni diverse, che si addensano a costruire la sagoma di un corpo e di un volto in posa frontale, con braccia allungate e gambe accennate. L'immagine ha una qualità meditativa e visionaria: la figura è contemporaneamente presente e dissolta nella proliferazione del particolare botanico, in un gioco tra totalità e frammento di grande raffinatezza concettuale.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta bianca; fascicolo, illustrazioni riprodotte in stampa fotografica da disegni, dipinti e sculture dell'artista, con didascalie tipografiche in calce

Archivio Storico del Cabaret Italianoaprile 1961
Fondo GRA-19 3 immagini →
Arti Grafiche e Locandine

Emanuele Luzzati - Invito della Galleria La Muffola

Biglietto d'invito illustrato

Biglietto d'invito in forma di fascicolo illustrato, realizzato in occasione della mostra personale di Emanuele Luzzati — ceramiche e festoni — presso la Galleria La Muffola di Via Lentasio…

Leggi la scheda completa

Biglietto d'invito in forma di fascicolo illustrato, realizzato in occasione della mostra personale di Emanuele Luzzati — ceramiche e festoni — presso la Galleria La Muffola di Via Lentasio 5, Milano, aperta dal 2 al 16 marzo 1961. Il fascicolo è tra i più caratteristici della serie per l'assoluta prevalenza dell'elemento grafico-narrativo, che pervade copertina e pagine interne con lo stile inconfondibile di Luzzati. Il fascicolo si articola come segue: Copertina (immagine 1): intestazione della galleria nella consueta veste grafica. La parte superiore della copertina è interamente occupata da una striscia narrativa a inchiostro di Luzzati, con figure caricaturali e testi manoscritti integrati nel disegno — un re corpulento con corona di spine che abbraccia un'oca, musici danzanti, figure festose — e le scritte: "l'amore del re / per la Frosina / per il sovrano / era una festa" e "ma suo marito ci rimise la testa, così che…" Il racconto continua e si interrompe in medias res, con un effetto di suspense ironica tipico della poetica di Luzzati. In basso, il titolo della mostra — CERAMICHE E FESTONI / di Emanuele Luzzati — in carattere bold, seguito dalle informazioni pratiche sull'evento racchiuse in un riquadro tipografico a bordo arrotondato. Pp. 34–35 (immagine 2): doppia pagina con striscia narrativa a tutta larghezza nella parte superiore — "Un capitano di gran valore / che andava alla guerra per fare l'amore / a una festa, guardava soltanto la finestra di destra" / "alla finestra ci son le ragazze / che da Albissola van fino a Varazze / ma alla finestra da parte sinistra, arrwa\[…\]" — con figure di cavalieri, cavalli, dame affacciate; nella parte inferiore, testo critico in due colonne: a sinistra, la nota che "è estremamente raro che Luzzati accetti di fare una mostra, non ama mettersi in vetrina" e che "preferisce lavorare e nel lavoro riversa l'immensa carica di amore che ha per il prossimo"; a destra, la riflessione che "la sua opera non ha limiti di materia: terra, carta, legno, tela; ogni oggetto è una fiaba, un omaggio per gli altri" e che "chi possiede un suo lavoro ne subisce l'influsso e lo ama come si può amare durante l'infanzia". Pagina finale visibile (immagine 3): striscia narrativa superiore con scene di festa — "il trombetta / a caval del cavallo / con la Rosina / andavano al ballo" — figure di musicisti, cavalieri e danzatori dal segno rapido e gioioso; sotto, il testo conclusivo firmato (Mantegazza): "Conoscere un altro possessore di una sua opera apre immediatamente uno stato di simpatia e di comprensione" e "L'uomo non si disgiunge dalla sua opera, conoscerlo significa divenirne amico."

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta bianca; fascicolo, illustrazioni riprodotte in stampa da disegni a inchiostro dell'artista, con testi manoscritti integrati; testo critico tipografico nelle pagine interne

Archivio Storico del Cabaret Italianomarzo 1961
Fondo GRA-20 3 immagini →
Arti Grafiche e Locandine

Mario Marioni - Invito della Galleria La Muffola

Biglietto d'invito illustrato

Biglietto d'invito in forma di fascicolo illustrato, realizzato in occasione della mostra personale di Mario Marioni — dipinti, disegni ed acqueforti — presso la Galleria La Muffola di Via…

Leggi la scheda completa

Biglietto d'invito in forma di fascicolo illustrato, realizzato in occasione della mostra personale di Mario Marioni — dipinti, disegni ed acqueforti — presso la Galleria La Muffola di Via Lentasio 5, Milano, aperta dal 27 aprile al 14 maggio 1961. Il fascicolo si articola come segue: Copertina (immagine 1): intestazione della galleria nella consueta veste grafica. La copertina presenta una riproduzione fotografica centrata di un'opera di Marioni — volto femminile dal tratto rapido e sintetico, con capigliatura resa in masse nere dense contrastanti con il bianco del viso, firmata "M. Marioni" in basso a destra — di carattere marcatamente espressionista. A sinistra, il nome dell'artista in carattere bold maiuscolo a corpo grande: MARIO / MARIONI. In basso le informazioni pratiche sull'evento. P. 46 (immagine 2): pagina interamente tipografica recante la nota biografica dell'artista: "Mario Marioni è nato a Milano il 2 settembre 1910. Ha avuto per la pittura, come maestro, il pittore siciliano Giovanni Lentini, e fu vicino ai molti artisti che frequentavano lo studio di suo padre, incisore-acquafortista. La tecnica dell'acquaforte è stata, se così si può dire il suo pane d'ogni giorno." Seguono le pubblicazioni: una cartella di 15 acqueforti originali (Editore Bolaffio di Lenno, 1953) e una raccolta di disegni (Editore Fulvio Topi di Lugano, 1958). Le mostre personali: Lugano (1946 e 1958), Milano (1955); collettive a Milano, Roma, Genova, Ascona, Ginevra, Lugano, Basilea e Zurigo. Gli affreschi a Comologno e Massagno (Canton Ticino). I riconoscimenti: medaglia d'oro alla Biennale Reggiana dell'incisione e del disegno (1955); premio Adolph Milich (1956); premio Cesare da Sesto (1960). In chiusura: "Dal 1943 al 1950 ha vissuto a Lugano: ora abita a Milano." P. 48 (immagine 3): pagina singola con riproduzione fotografica di un'opera a piena pagina — firmata "M. Marioni" in basso a destra — raffigurante un serpente avvolto a spirale su sfondo paesaggistico nebuloso, con vegetazione e profilo di collina sul fondo. L'animale, che occupa la quasi totalità della composizione, è reso con un tratto materico e vibrante che alterna zone dense e luminose nel corpo a spirale; la testa, piccola e minacciosa, emerge in basso a sinistra. L'immagine ha una qualità arcaica e visionaria, con richiami alla tradizione pittorica nordica e simbolista.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta bianca; fascicolo; illustrazioni riprodotte in stampa fotografica da dipinti, disegni e acqueforti dell'artista, firmate "M. Marioni"

Archivio Storico del Cabaret Italianoaprile 1961
Fondo GRA-21 3 immagini →
Arti Grafiche e Locandine

Medeo - Invito della Galleria La Muffola

Biglietto d'invito illustrato

Biglietto d'invito in forma di fascicolo illustrato, realizzato in occasione della mostra collettiva di Nino Strada e Tullio d'Albisola presso la Galleria La Muffola di Via Lentasio 5,…

Leggi la scheda completa

Biglietto d'invito in forma di fascicolo illustrato, realizzato in occasione della mostra collettiva di Nino Strada e Tullio d'Albisola presso la Galleria La Muffola di Via Lentasio 5, Milano, aperta dal 16 al 31 maggio 1961. La mostra presenta le illustrazioni realizzate dai due artisti per una serie di pubblicazioni futuriste e post-futuriste legate all'area di Albissola, con particolare attenzione all'edizione popolare del poemetto "Medeo" — definito nel testo "un cantastorie del porto con i tarocchi della vita". Il fascicolo si articola come segue: Copertina / p. 1 (immagine 1): intestazione della galleria nella consueta veste grafica. La pagina è interamente tipografica, organizzata in tre blocchi: un incipit redazionale — "Non intendiamo fare la presentazione di due autori troppo conosciuti che lavorano in collaborazione dall'infanzia alle fornaci savanesi" — seguito dai nomi dei due artisti in maiuscoletto bold (NINO STRADA e TULLIO D'ALBISOLA) e da un testo che ricorda le loro grandi ceramiche alla terza Biennale di Monza (1927), alla sesta Triennale di Milano (1936) e al salone d'onore della Mostra delle Arti Decorative di Parigi (1937) in collaborazione con l'architetto Giuseppe Pagano. Si annunciano quindi le illustrazioni esposte — per "L'anguria Lirica" (1933), "L'incidente" (1935), "Le Streghe" (1950) — e l'edizione popolare MEDEO, definita in carattere cubitale "un cantastorie del porto con i tarocchi della vita". In calce le informazioni pratiche. P. 50 (immagine 2): doppia pagina con due illustrazioni e relative note biografiche. A sinistra: riproduzione di un'illustrazione a tratto denso e visionario — tre figure femminili danzanti con zampe animali, in posa rituale — con nota: "Nino Strada pittore, scultore e maestro del rinnovamento ceramico italiano, insegna in Istituti professionali ed è direttore artistico di complessi industriali ceramici. Ha illustrato per le edizioni della Conchiglia Milano: 'I sette impiccati' di Andrejeff, 'Gli atti degli Apostoli', 'I poeti moderni' e altri volumi." A destra: riproduzione di un disegno sintetico — una mano nera a silhouette racchiusa in un profilo ovale con aureola — con nota: "Tullio d'Albisola poeta ceramista, figlio del vasaio Giuseppe Mazzotti, ha firmato il manifesto sulla ceramica futurista col poeta F.T. Marinetti. Ideatore del libro di latta, è noto nel mondo artistico internazionale anche come primo scultore editato in alluminio dalla fonderia di Varazze dell'Ingegnere Omero Mantegazza." P. 52 (immagine 3): pagina con fondo grigio, struttura elegante e asimmetrica: in alto, una terzina poetica in carattere tipografico con iniziale ornata — "Una dalia può ferire / se dal seno spiove giù, / nelle robinie punge smarrita, la gioventù." — attribuibile a Tullio d'Albisola; al centro, una vignetta xilografica di gusto popolare ottocentesco raffigurante un vaso ornamentale con fiori e fogliame. La pagina, con la sua combinazione di verso lirico e ornamento tipografico arcaico, introduce la dimensione del "cantastorie" evocata dal titolo Medeo.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta bianca; fascicolo; illustrazioni riprodotte in stampa fotografica; una pagina su fondo grigio con testo poetico e vignetta xilografica

Archivio Storico del Cabaret Italianomaggio 1961
Fondo GRA-22 3 immagini →
Arti Grafiche e Locandine

Mostra natalizia - Invito della Galleria La Muffola

Biglietto d'invito illustrato

Biglietto d'invito in forma di foglio singolo realizzato in occasione della mostra natalizia della Galleria La Muffola, aperta dal 6 al 31 dicembre 1961. Il documento si distingue per la…

Leggi la scheda completa

Biglietto d'invito in forma di foglio singolo realizzato in occasione della mostra natalizia della Galleria La Muffola, aperta dal 6 al 31 dicembre 1961. Il documento si distingue per la straordinaria eleganza e concisione della soluzione grafica: su fondo di cartoncino verde scuro, l'intero contenuto è affidato alla sola tipografia in nero, senza illustrazioni. Il testo del titolo della mostra è composto in righe di lunghezza progressivamente crescente verso il basso, di larghezza via via maggiore — da una stella tipografica in cima a un fusto rettangolare in basso — così da formare visivamente la sagoma stilizzata di un albero di Natale interamente costruita con caratteri tipografici. La composizione — di notevole raffinatezza concettuale e grafica — trasforma il titolo della mostra in un'immagine visiva, sfruttando la tipografia come strumento di disegno. L'albero di Natale costruito con le parole che descrivono le "cose che spariscono" produce un cortocircuito semantico di grande efficacia: la forma festiva e augurale si incrina nella malinconia del contenuto, che evoca la scomparsa dei mestieri artigianali tradizionali. In basso, oltre una linea di separazione, le informazioni pratiche sull'evento in carattere tipografico su fondo verde.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica bicolore (nero su cartoncino verde scuro); foglio singolo non rilegato; formato quadrato

Archivio Storico del Cabaret Italianodicembre 1961
Fondo GRA-23 1 immagine →
Arti Grafiche e Locandine

Maria Perego - Invito della Galleria La Muffola

Biglietto d'invito illustrato

Biglietto d'invito in forma di fascicolo illustrato, realizzato in occasione della mostra personale di Maria Perego — forme, elementi e studi relativi ai suoi pupazzi — presso la Galleria…

Leggi la scheda completa

Biglietto d'invito in forma di fascicolo illustrato, realizzato in occasione della mostra personale di Maria Perego — forme, elementi e studi relativi ai suoi pupazzi — presso la Galleria La Muffola di Via Lentasio 5, Milano, aperta dal 20 marzo al 4 aprile 1961. La mostra presenta non le opere finite ma gli "attrezzi del lavoro" — schizzi, studi, bozzetti progettuali, appunti di animazione — di una delle più note animatrici televisive italiane del tempo, creatrice del celebre topo Topo Gigio. Il fascicolo si articola come segue: Copertina / p. 1 (immagine 1): intestazione della galleria nella consueta veste grafica. La pagina è organizzata in due colonne: a sinistra, il titolo della mostra in carattere bold a corpo grande, disposto verticalmente su più righe — "le / forme / gli / elementi / e / gli / studi / di / MARIA / PEREGO"; a destra, un testo firmato (Maria Perego) in prima persona, di notevole interesse come documento critico e poetico. L'artista dichiara di non essere "certa di fare una cosa giusta presentando in una mostra i miei pupazzi", precisando che questi oggetti "non aspirano ad avere un interesse figurativo, sono gli 'attrezzi' del mio lavoro, la loro forma nasce spesso dalle necessità dell'animazione, dalla lunghezza delle mie dita, o dal peso specifico del materiale di cui son fatti". Aggiunge che i pupazzi più interessanti sono "quelli che creano la più grande distanza fra la semplicità del mezzo adottato e la finzione suscitata", e che avrebbe dovuto presentare "oggetti che in sè non dicono niente (un fazzoletto per esempio o un paio d'occhi da bambola o la luce di un riflettore)". Conclude dichiarando che gli schizzi e appunti esposti vogliono offrire "un'occhiata dietro le quinte" a chi è curioso di comprendere un lavoro che "si concreta solo all'atto dello spettacolo". In basso, le informazioni pratiche sull'evento. Pp. 38–39 (immagine 2): doppia pagina con un grande tavolo progettuale manoscritto dell'artista — titolato in grafia autografa "Pesci-violino: Variazioni figurative sul tema 'forma di violino', da muovere come pesci intorno a un violinista. Il movimento del pesce si lega molto bene alla musica d'archi. Il paradosso del pesce volante crea fiaba." Seguono 19 elementi numerati — disegni di pesci-violino in diverse forme e varianti, ciascuno con caratteristiche morfologiche distinte — con note tecniche manoscritte sui sistemi di collegamento ("il 2, 6, 5, 9, 11 legano bene fra loro", "13, 15, 16 legano", "18, 19 legano") e annotazioni poetiche integrate ("Una luna si specchia nell'acqua e nacque un violino", "questo è l'uovo di questi"). A destra, due figure isolate — un violoncello antropomorfo e una figura femminile — con indicazioni tecniche. La pagina ha la qualità di un documento di lavoro autentico, con la grafia manuale dell'artista e il pensiero progettuale visibile nel suo farsi. P. 40 (immagine 3): pagina singola con un piccolo disegno a inchiostro centrato — un topolino con cappello a cilindro a righe che suona la chitarra, affiancato da una sveglia — dal tratto semplice, narrativo e immediatamente riconoscibile come appartenente al mondo visivo di Maria Perego. Il topolino musicante con cappello richiama esplicitamente l'universo di Topo Gigio, il personaggio televisivo che aveva reso celebre l'artista.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta bianca; fascicolo; illustrazioni riprodotte in stampa da disegni e schizzi progettuali dell'artista, con testi manoscritti integrati; alcune pagine con disegni a china a piena pagina

Archivio Storico del Cabaret Italianomarzo 1961
Fondo GRA-24 3 immagini →
Arti Grafiche e Locandine

Tullio Pericoli - Invito della Galleria La Muffola

Biglietto d'invito illustrato

Biglietto d'invito in forma di fascicolo illustrato, realizzato in occasione della prima mostra milanese in galleria di Tullio Pericoli, aperta dal 18 novembre al 2 dicembre 1961 presso la…

Leggi la scheda completa

Biglietto d'invito in forma di fascicolo illustrato, realizzato in occasione della prima mostra milanese in galleria di Tullio Pericoli, aperta dal 18 novembre al 2 dicembre 1961 presso la Galleria La Muffola. Il fascicolo — il più esteso della serie con almeno 64 pagine — si configura come un vero e proprio catalogo monografico, con ampio apparato critico e ricca documentazione visiva. Il fascicolo si articola come segue: Copertina / p. 1 (immagine 1): intestazione della galleria nella consueta veste grafica. La pagina è interamente tipografica, occupata dal testo critico di Giancarlo Fusco, giornalista e scrittore. Il testo si apre con una riflessione ironica e brillante sulle convenzioni della presentazione artistica — "Le arti figurative, negli ultimi 60 anni, hanno fatto di tutto. Si sono scompaginate, prismatizzate, cubizzate, infuturite, fantascientizzate, nuclearizzate, congelate, dissolte, dinamicizzate eccettera. Un vortice. Un balletto dedicato a Fregoli. Ma qualcosa, anche qui, manco una piega. Da molto più di 60 anni. La presentazione, cioè, dell'espositore da parte di un tale che, in genere, è ancora più sconosciuto del presentato. Presentare anche il presentatore? E perchè no\!" — seguita, dopo il comando tipografico "Stop\!", dal ritratto dell'artista: "Questo giovane che ho il piacere di portarvi per mano, è Tullio Pericoli. Un nome, una marca, un programma. Viene da Ascoli Piceno. Sta a Milano da un numero irrisorio di mesi. Ma il suo ringhio, fra i cementi ambrosiani, si è già fatto sentire. Disegna paesaggi. Di carne. Umana. Colline di carne, montagne di carne con osso, erte di controfiletto borghese, cocuzzoli chierico-letterarii, ossi buchi rilegati in pelle. E l'anima? In attesa di accertarne l'esistenza, spera con tutto il cuore che esista. Non solo. Si augura che se esiste, già che ci siamo, funzioni\! (Finchè naturalmente non arriva una donna che la rompe)." In calce le informazioni pratiche sull'evento. Pp. 62–63 (immagine 2): doppia pagina con una grande composizione a piena larghezza, firmata "Pericoli '61" in basso a destra, di grande complessità e originalità tecnica. L'opera è strutturata su tre fasce: in alto, una teoria di silhouette di mani alzate ritagliate — elemento di découpage che crea un bordo perforato — su fondo bianco; al centro, una composizione pittorica densa su fondo grigio, con una moltitudine di teste e volti tondeggianti, pietrosi, sovrapposti e compenetrati intorno a un elemento centrale rettangolare (un manifesto, una lapide, un giornale?) su cui si leggono parzialmente parole e segni; in basso, una fascia di scrittura automatica o pseudoscrittura — segni calligrafici ripetuti ritmicamente — che crea un bordo ornamentale-testuale. L'insieme ha una qualità visionaria e grottesca, con evidente carica satirica e politica. P. 64 (immagine 3): pagina con riproduzione fotografica di un'opera a piena pagina — tre figure umane corporee e massicce sedute attorno a un tavolo su cui campeggia la scritta "Le Bro\[zzof?\]" e altri testi parzialmente leggibili; le figure, dal tratto caricaturale e satirico, hanno corpi pesanti, deformati, con dettagli anatomici esasperati — seguita dalla nota biografica dell'artista: "TULLIO PERICOLI nato a Colli del Tronto, ha 25 anni. Risiede a Milano e collabora al quotidiano 'Il Giorno' e ad altre pubblicazioni periodiche. Ha esposto ad Ascoli Piceno nel 1957 e 1960. Primo premio per la caricatura a Perugia nel 1958 e ad Ancona nel 1959."

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta bianca; fascicolo ; illustrazioni riprodotte in stampa fotografica da disegni e opere dell'artista, firmate "Pericoli"; una pagina con découpage a silhouette

Archivio Storico del Cabaret Italianonovembre 1961
Fondo GRA-25 3 immagini →
Arti Grafiche e Locandine

Il dito nell'occhio - locandina

Locandina

Locandina teatrale per la prima rappresentazione dello spettacolo "Il dito nell'occhio" al Piccolo Teatro della Città di Milano, in data lunedì 15 giugno alle ore 21.15. L'impaginazione è…

Leggi la scheda completa

Locandina teatrale per la prima rappresentazione dello spettacolo "Il dito nell'occhio" al Piccolo Teatro della Città di Milano, in data lunedì 15 giugno alle ore 21.15. L'impaginazione è organizzata gerarchicamente con caratteri tipografici di corpo decrescente, su fondo giallo-verde intenso che conferisce alla locandina grande visibilità e impatto visivo. Il documento riporta le seguenti informazioni: Autori: Franco Parenti, Dario Fo, Giustino Durano Composizioni mimiche: Jacques Lecoq Musiche: Vittorio Paltrinieri e Durano Gli attori (per ordine alfabetico): Carlo Bagno, Antonio Cannas, Giancarlo Cobelli, Ignazio Colnaghi, Giustino Durano, Graziella Galvani, Dario Fo, Camillo Milli, Maria Palumbo, Franco Parenti, Nicoletta Ramorino, Relda Ridoni, Aurora Trampus Quartetto ritmico: Vittorio Paltrinieri con Sandro Baglini, Francesco Rapisarda, Giordano Fontana Regia degli autori Scene e costumi: Dario Fo Direttore di scena: Gastone Martini Costruzioni di mobili: Colombo; Costumi dei fornitori Vogel; Attrezzista: Spacati Prezzi: Poltrona di platea L. 1.200; Poltroncina di platea L. 800; Palcoscenico di balconata L. 600; Ingressi (con 24 anni e studenti) L. 300. Le prenotazioni si ricevono alla Cassa del Teatro dal martedì al sabato ogni giorno dalle 10 alle 21. La vendita e la prenotazione dei posti vengono aperte con due giorni di anticipo. In calce: "Posteggio autorizzato per automobili".

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta di colore giallo-verde vivo; inchiostro nero; formato verticale allungato

Archivio Storico del Cabaret Italianogiugno 1953
Fondo GRA-27 1 immagine →
Arti Grafiche e Locandine

I sani da legare - striscione

Striscione pubblicitario

Striscione pubblicitario orizzontale per lo spettacolo "I sani da legare" al Piccolo Teatro della Città di Milano, con Franco Parenti, Dario Fo e Giustino Durano. Il documento si distingue…

Leggi la scheda completa

Striscione pubblicitario orizzontale per lo spettacolo "I sani da legare" al Piccolo Teatro della Città di Milano, con Franco Parenti, Dario Fo e Giustino Durano. Il documento si distingue dagli altri materiali della serie per il formato orizzontale allungato — tipico dello striscione da affissione esterna o da esposizione in foyer — e per la soluzione grafica di grande impatto visivo: fondo interamente rosso vivo, sul quale campeggia in carattere tipografico bold bicromo (bianco con contorno nero) il titolo dello spettacolo in corpo cubitale, occupando quasi tutta l'altezza del manifesto. L'impaginazione è essenziale e gerarchica su tre livelli: In alto, in carattere nero di corpo minore: "al PICCOLO TEATRO della Città di Milano" Al centro, in carattere nero corsivo-bold di corpo medio: "Franco Parenti – Dario Fo – Giustino Durano in" In basso, a dominare l'intera composizione, il titolo in carattere display bianco con ombra nera di corpo massimo: "I SANI DA LEGARE" La scelta cromatica — rosso/bianco/nero — è di grande efficacia comunicativa e visiva, con evidenti richiami alla grafica del manifesto politico e propagandistico, qui reinterpretata in chiave teatrale e satirica in modo tutt'altro che innocente, dato il contenuto dello spettacolo.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica tricolore (bianco e nero su cartoncino/carta rosso vivo); formato orizzontale allungato

Archivio Storico del Cabaret Italiano1954
Fondo GRA-28 1 immagine →
Arti Grafiche e Locandine

I sani da legare - locandina

Locandina

Locandina teatrale per una replica dello spettacolo "I sani da legare" di Franco Parenti, Dario Fo e Giustino Durano, in data sabato 30 ottobre 1954 presso il Teatro La Fenice, ore 21.15.…

Leggi la scheda completa

Locandina teatrale per una replica dello spettacolo "I sani da legare" di Franco Parenti, Dario Fo e Giustino Durano, in data sabato 30 ottobre 1954 presso il Teatro La Fenice, ore 21.15. Il documento — distinto dallo striscione orizzontale del Piccolo Teatro conservato nel medesimo fondo — è una locandina verticale completa di tutti i dati artistici e tecnici dello spettacolo, e documenta una tappa della tournée che seguì il debutto milanese. L'impaginazione è organizzata gerarchicamente su fondo giallo vivo con testo in rosso e nero: In testa, in carattere bold rosso: "TEATRO LA FENICE", seguito da una linea orizzontale di separazione e dalla data e ora in carattere nero. I nomi dei tre autori-presentatori in carattere bold nero: Franco Parenti — Dario Fo — Giustino Durano con la dicitura "presentano". Il titolo in carattere display rosso di corpo dominante: "I SANI DA LEGARE", affiancato da una grande illustrazione — riproduzione fotografica di un disegno a inchiostro — raffigurante due figure umane stilizzate in posa acrobatica e drammatica, con elementi scenici (aste, oggetti) che evocano il clima circense e della commedia dell'arte dello spettacolo. L'illustrazione, firmata in basso a sinistra con iniziali illeggibili, occupa circa un terzo dell'altezza della locandina. Composizioni mimiche: Jacques Lecoq Musiche: Fiorenzo Carpi Gli attori (per ordine alfabetico): Edo Cacciari, Antonio Cannas, Giancarlo Cobelli, Giustino Durano, Jole Fierro, Dario Fo, Graziella Galvani, Carlo Mazzone, Camillo Milli, Franco Parenti, Paola Pieracci, Luisa Rossi, Anna Sora Scene e costumi: Dario Fo Direttore di scena: Bruno Martini Maestranze tecniche: Amministratore Piero Monaldi; Segretario Fulvio Fo; Sarta Lea Gavinelli; Trecaorbe Pietro Lapira; Capo macchinista Ciro Camassa; Costruzioni di Gino Bozzuffi; Costumi della Sartoria Finzi Prezzi (tasse comprese): Poltrona fila A–fila M L. 1.000; fila N–R L. 700; Palchi di II fila L. 2.000; Palchi di III fila L. 1.500; Ingressi ai palchi L. 300; Galleria (posto numerato e ingresso) L. 500 / solo ingresso L. 250; Loggione (posto numerato e ingresso) L. 300 / solo ingresso L. 150. In calce: "La vendita dei Biglietti si effettua pre\[sso\] la segreteria del Teatro 'FENICE'

Tecnica e supporto: Stampa tipografica bicolore (rosso e nero su carta gialla viva); formato verticale allungato

Archivio Storico del Cabaret Italiano1954
Fondo GRA-29 1 immagine →
Arti Grafiche e Locandine

Cab.64 programma di spettacolo

Locandina

Locandina pubblicitaria di grande qualità grafica per il CAB (Cab. 64) al "Mio Bar" di Via S. Sofia 24, Milano, relativa al programma a partire dal 9 ottobre 1965. Il documento si distingue…

Leggi la scheda completa

Locandina pubblicitaria di grande qualità grafica per il CAB (Cab. 64) al "Mio Bar" di Via S. Sofia 24, Milano, relativa al programma a partire dal 9 ottobre 1965. Il documento si distingue nettamente dalle locandine tipografiche in bianco e nero della serie precedente per la ricchezza cromatica e la qualità illustrativa, testimoniando una evoluzione significativa nella comunicazione visiva del locale. L'impaginazione è organizzata in sei riquadri sovrapposti entro una cornice decorativa perimetrale a motivi geometrici, ciascuno con carattere tipografico proprio e illustrazione originale a colori: Riquadro 1 — intestazione: il logo CAB in carattere ornamentale tridimensionale decorato con motivi floreali e cromatici (verde, giallo, magenta), affiancato dall'indirizzo del locale. A sinistra e destra del logo, due figure illustrate: un personaggio in abito a righe con cappello che canta con note musicali; un arlecchino-giullare che emerge da una scatola a pois. Riquadro 2: titolo "CHANSONNIERS & PUPI" in carattere bold ombreggiato, con le stesse due figure di copertina ripetute ai lati. Riquadro 3: titolo "OMBRE CINESI" in carattere bold ombreggiato, con al centro l'illustrazione di una lanterna magica o proiettore ottico ottocentesco, reso in colori vivaci (giallo, rosa, verde), con candela accesa. Riquadro 4: titolo "BERRETE" in carattere ornamentale corsivo, con a sinistra l'illustrazione di bottiglie e bicchieri (whisky, gin, champagne) in colori caldi. Riquadro 5: titolo "MANGERETE" in carattere bold, con a destra l'illustrazione di una pentola fumante con coperchio, circondata da ortaggi e ingredienti, in colori caldi e appetitosi. Riquadro 6 — cast: su sfondo crema con illustrazione di un petardo o cilindro esplosivo numerato "12" a sinistra, il cast è elencato in grafia corsiva manoscritta: Cochi e Renato Ombretta Colli Giorgio Gaber Gino Negri Jacqueline Perrotin i pupazzi di Velia Mantegazza Lino Toffolo, Sandro Tuminelli Bruno Lauzi In calce, la dicitura "AMPIO PARCHEGGIO" con una sequenza decorativa di puntini colorati. L'informazione sugli orari e i prezzi è riportata in testa, in carattere magenta: "DAL 9 OTTOBRE '65 DOPPIO SPETTACOLO: DALLE 22,40 ALLE 24, DALLE 1,10 ALLE 2,40 / PRIMA CONSUMAZIONE L. 2.000".

Tecnica e supporto: Stampa tipografica e illustrativa policroma (nero, magenta/rosa, giallo, verde oliva) su carta avorio; formato verticale allungato; cornice decorativa perimetrale a motivi geometrici

Archivio Storico del Cabaret Italiano1965
Fondo GRA-30 1 immagine →
Arti Grafiche e Locandine

Franco Rognoni - Invito della Galleria La Muffola

Biglietto d'invito illustrato

Biglietto d'invito a fascicolo della Galleria La Muffola per la mostra di Franco Rognoni, in programma dal 16 al 28 febbraio 1961, con inaugurazione giovedì 16 alle ore 21. Il documento si…

Leggi la scheda completa

Biglietto d'invito a fascicolo della Galleria La Muffola per la mostra di Franco Rognoni, in programma dal 16 al 28 febbraio 1961, con inaugurazione giovedì 16 alle ore 21. Il documento si compone di una pagina poetica di apertura (priva di attribuzione), contenente versi dedicati a un personaggio malinconico e ironico evocato attraverso oggetti — cilindro, monocolo, bocchino, dentiera — e dei suoi ricordi; di una doppia pagina interna (pp. 30-31) con l'annuncio della mostra e una tavola illustrata firmata da Tinin Mantegazza raffigurante una figura con cilindro in abito da sera; di una pagina (p. 32) con un disegno di Rognoni a tratto su fondo granuloso raffigurante due figure in abbraccio, accompagnato da una didascalia manoscritta con versi di canzone

Tecnica e supporto: Stampa tipografica e riproduzione di disegni su carta; fascicolo cucito; bianco e nero

Archivio Storico del Cabaret Italianofebbraio 1961
Fondo GRA-31 3 immagini →
Rassegna Stampa

La talpa di città - articolo di Oreste Del Buono

Ritaglio di giornale

Ritaglio di quotidiano recante un articolo della rubrica fissa "La talpa di città" a firma di Oreste Del Buono, pubblicato sul Corriere della Sera del 12 ottobre 1988. Il pezzo è articolato…

Leggi la scheda completa

Ritaglio di quotidiano recante un articolo della rubrica fissa "La talpa di città" a firma di Oreste Del Buono, pubblicato sul Corriere della Sera del 12 ottobre 1988. Il pezzo è articolato in quattro sezioni con titoli propri — "Un lamento", "Lontano", "Il Motore", "Dall'A alla Z" — e costituisce una testimonianza di eccezionale valore storico sulla scena dei locali notturni, del jazz e del cabaret milanese dal secondo dopoguerra agli anni Ottanta. Il documento è corredato da una fotografia in bianco e nero con didascalia: "Un'immagine del '73 con tre dei più assidui protagonisti del Derby Club di via Monterosa 84: Enzo Jannacci con Cochi e Renato allora coppia inseparabile." Il contenuto si articola come segue: "Un lamento": risposta dell'autore a una lettrice — identificata come "Gentile Del Buono" — che lamenta la scomparsa del Derby dalla televisione dopo la trasmissione "Monterosa 84". Del Buono rivendica l'esistenza e il valore del locale come patrimonio culturale della città, e deplora la mancata attenzione mediatica verso artisti come Marcello Marchesi, Tino Buazzelli, Franco Nebbia, Milly, Enrico Montesano, Laura Betti, Paolo Poli, Pippo Franco, Gabriella Ferri, Enzo Jachetti, Lorenzo Pilat, Ettore e Guido Lombardi, Fabrizio De André, Maurizio Micheli, Herbert Pagani. "Lontano": ricostruzione storica della scena dei locali milanesi degli anni Cinquanta-Sessanta — la cantina "Santa Tecla", il pubblico giovane e appassionato, il clima di libertà espressiva — e della figura di Gianni Bongiovanni, ristoratore emiliano che aprì una cantina all'84 di Viale Monterosa nel 1959 associandosi al pianista Enrico Intra, dando vita a quello che sarebbe diventato il Derby Club, "presto noto come Intra's Club". "Il Motore": storia del Derby Club come luogo di confluenza di jazz, cabaret e vita culturale; citazione dello spettacolo "Giovanni il Telegrafista" con Cochi e Renato; menzione di Emilio Pozzi de "Il Giorno" come primo giornalista a occuparsi del locale; ricostruzione della genesi del Nebbia Club e del Cab. 64 dalla collaborazione tra Franco Nebbia, Tinin Mantegazza e Gianni Bongiovanni nel 1964; menzione di Gino Negri e della "Cassina di Pomm" in Via Melchiorre Gioia. "Dall'A alla Z": riflessione sulla storia dei locali notturni milanesi come "mitologia metropolitana"; elogio di Beppe Viola come "il più grande di tutti"; menzione di Luciano Bianciardi, Giancarlo Fusco, Giovanni Arpino come possibili curatori di un'antologia sulla scena; riferimento ai locali dalla "Artethusa" allo "Zelig"; chiusura con la resistenza del solo "Derby" grazie a Gianni Bongiovanni.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica offset su carta da quotidiano; ritaglio montato o conservato sciolto; bianco e nero con fotografia in mezzatinta

Archivio Storico del Cabaret Italiano12 ottobre 1988
Fondo RAS-01 1 immagine →
Documento
Rassegna Stampa

È morto Franco Nebbia — Il Giornale

Ritaglio di quotidiano con busta di servizio dell'Eco della Stampa

Ritaglio di quotidiano recante il necrologio di Franco Nebbia, pubblicato su Il Giornale di Milano il 31 ottobre 1984, conservato entro la busta di servizio dell'Eco della Stampa con…

Leggi la scheda completa

Ritaglio di quotidiano recante il necrologio di Franco Nebbia, pubblicato su Il Giornale di Milano il 31 ottobre 1984, conservato entro la busta di servizio dell'Eco della Stampa con intestazione stampata, dati del destinatario manoscritti e timbro con data di ricezione. La busta reca nell'intestazione i dati del destinatario — parzialmente leggibili — e il numero di protocollo manoscritto "N. 78" in alto a destra. Il ritaglio riporta un ritratto fotografico di Franco Nebbia con didascalia nominativa, seguito dal testo dell'articolo: "Trieste, 30 ottobre. È morto stamani nel reparto coronarico dell'Ospedale Maggiore di Trieste Franco Nebbia, popolare pianista, presentatore e showman, all'età di 57 anni, che era stato colpito, domenica scorsa, da un infarto." Al momento della morte Nebbia era impegnato nelle repliche dello spettacolo "Fraulein Pollinger", una commedia di Krische messa in scena dal Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia al Politeama Rossetti, che lo aveva chiamato a interpretare dal vivo le musiche di scena, con Sandro Massimini e Daniela Mazzuccato come protagonisti. Si riferisce che pochi giorni prima Nebbia aveva confessato agli amici una "grande gioia" nell'accettare l'invito del regista Giorgio Pressburger, potendo così immergersi in un'atmosfera "liberty" con il supporto di uno strumento musicale sul palcoscenico. Il testo ricostruisce brevemente il profilo artistico: nato a Macerata nel 1927, trasferitosi giovanissimo a Milano "con molto coraggio e poco denaro", Nebbia vi creò "il primo cabaret italiano dove appunto, con gran successo e nel clima di fervore del primo dopoguerra, coinvolse un pubblico sempre crescente nelle sue caustiche analisi della società italiana contemporanea", ricorrendo alla musica — in particolare al pianoforte — per "addolcire un po' i suoi strali". Viene ricordato il suo ruolo nel "famoso trio dei 'Gobbi'" e la sua attività come animatore di rubriche radiofoniche, tra cui il quiz a premi "Il gambero". L'articolo conclude sottolineando che "la notizia della sua prematura scomparsa è stata appresa con sgomento in tutta Italia: tutti lo conoscevano, almeno attraverso la radio."

Tecnica e supporto: Stampa tipografica offset su carta da quotidiano; ritaglio conservato entro busta di servizio dell'Eco della Stampa; bianco e nero con fotografia in mezzatinta; intestazione dell'Eco della Stampa a stampa con dati manoscritti e timbro a inchiostro

Archivio Storico del Cabaret Italiano31 ottobre 1984
Fondo RAS-02 Vedi il documento (PDF) →
Ritaglio di quotidiano
Rassegna Stampa

Franco Nebbia al Piccolo Teatro - Un «filosofo notturno»

Ritaglio di quotidiano

Ritaglio di quotidiano recante una recensione dello spettacolo "W la Coppia" di Franco Nebbia e Claudia Lawrence al Piccolo Teatro di Milano, a firma del critico pseudonimo VICE. Il…

Leggi la scheda completa

Ritaglio di quotidiano recante una recensione dello spettacolo "W la Coppia" di Franco Nebbia e Claudia Lawrence al Piccolo Teatro di Milano, a firma del critico pseudonimo VICE. Il documento è corredato da una fotografia in bianco e nero che ritrae i due artisti — Franco Nebbia in primo piano a sinistra, con barba e sguardo pensieroso; Claudia Lawrence a destra, di tre quarti — con luce teatrale drammatica, in posa evocativa. Il testo si apre con una riflessione filosofica sull'umorismo come strumento di conoscenza — "Riuscire a far ridere, con garbo specialmente, è prerogativa di pochi" — e sulla capacità del cabaret di smascherare le illusioni della "nostra natura terrena". La recensione descrive Nebbia come "primo e formidabile cabarettista, intelligente e versatile attore" che ha presentato con Claudia Lawrence uno spettacolo "frizzante e piacevole tenuto sulla linea di una intelligente satira di costume". I temi dello spettacolo — l'amore e la politica come bersagli privilegiati — sono presentati attraverso "divagazioni e discorsi semiseri" nella "crudezza d'oggi", con "mottetti, romanzetto (con stoccatina finale), indovinate ironie sul costume 'sadico'" e "gustosi ammiccamenti" sulle manie della società contemporanea. Nebbia vi è descritto come capace di "soffiare sulle manie della società odierna, dandocene una radiografia amara", mordendo "senza essere sboccato, con quel suo viso pieno e malizioso". Claudia Lawrence è presentata come "artista sensibile, tutto pepe", i cui "passi di danza, i suoi movimenti fugaci delle braccia (forse con lo scopo di liberarci in aria facendosi allontanare per un po' dalla triste realtà)" sono apprezzati con riserva critica. Il testo si chiude con un riferimento alla bravura pianistica di Nebbia — "un autentico pezzo di bravura al pianoforte" — e alla sua partecipazione alla "Romana Orleans Jazz Band", di cui si loda la "bravura elegante, discreta, pulita da falsi esibizionismi". Il margine inferiore del ritaglio è troncato, con perdita di una porzione di testo.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica offset su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero con fotografia in mezzatinta

Archivio Storico del Cabaret Italiano
Fondo RAS-03 Vedi il documento (PDF) →
Rassegna Stampa

Il complesso più piccolo d'Italia

Ritaglio di rivista

Ritaglio di periodico recante un articolo di presentazione del duo Cochi e Renato (Cochi Ponzoni e Renato Pozzetto), pubblicato sulla rivista ABC nel 1964. Il documento è corredato da una…

Leggi la scheda completa

Ritaglio di periodico recante un articolo di presentazione del duo Cochi e Renato (Cochi Ponzoni e Renato Pozzetto), pubblicato sulla rivista ABC nel 1964. Il documento è corredato da una fotografia in bianco e nero che ritrae tre persone in scena: a sinistra Cochi Ponzoni con occhiali e chitarra; al centro una donna in abito elegante a fantasia — identificabile dalla didascalia con Liliana Zoboli — ; a destra Renato Pozzetto con chitarra. Sullo sfondo un pannello decorativo. La didascalia precisa: "nella foto con Cochi alla sua destra e Renato alla sinistra".

Tecnica e supporto: Stampa tipografica offset su carta da periodico; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero con fotografia in mezzatinta

Archivio Storico del Cabaret Italiano1964
Fondo RAS-04 1 immagine →
Rassegna Stampa

A che punto è il cabaret a Milano?

Pagina di quotidiano

Pagina intera del quotidiano Il Giorno dell'11 marzo 1966 recante un articolo di inchiesta sul cabaret milanese a firma di Marco Mascardi, corredato da fotografia e inserito nella sezione…

Leggi la scheda completa

Pagina intera del quotidiano Il Giorno dell'11 marzo 1966 recante un articolo di inchiesta sul cabaret milanese a firma di Marco Mascardi, corredato da fotografia e inserito nella sezione "Inchieste – Viaggi – Varietà". La pagina ospita inoltre altri articoli non pertinenti al fondo ("Vola anche in vacanza", "Il colore nel giornale con il lord fotografo" di Alberto Arbasino, "La pubblicità è buttata"). Il documento è corredato da una fotografia con didascalia: "Franco Nebbia nel suo nuovo cabaret annesso all'osteria Stella in via Canonica. Nel fondo: Umberto Napolitano, un giovane cantautore di Torino." Il testo dell'articolo si articola intorno alla domanda "A che punto è il cabaret a Milano?" e sviluppa una riflessione critica sullo stato del genere dopo circa tre anni dal suo rilancio. L'autore osserva che il cabaret milanese è nato come scoperta di un pubblico intellettuale e borghese — "è nato a Milano per quanto riguarda l'Italia" — ma che nel frattempo si è progressivamente "addomesticato", perdendo la "grinta" originaria. Il documento è di grande rilievo storiografico in quanto costituisce una delle rare inchieste giornalistiche coeve sulla scena del cabaret milanese degli anni Sessanta, condotta nel pieno della stagione documentata dal fondo

Tecnica e supporto: Stampa tipografica offset su carta da quotidiano; pagina intera conservata; bianco e nero con fotografia in mezzatinta

Archivio Storico del Cabaret Italiano11 marzo 1966
Fondo RAS-05 1 immagine →
Rassegna Stampa

Abbasso i «cabaret» troppo intellettuali

Ritaglio di quotidiano

Ritaglio di quotidiano recante il resoconto di una tavola rotonda tenutasi presso gli Amici del Piccolo Teatro — l'associazione degli abbonati e sostenitori del Piccolo Teatro di Milano —…

Leggi la scheda completa

Ritaglio di quotidiano recante il resoconto di una tavola rotonda tenutasi presso gli Amici del Piccolo Teatro — l'associazione degli abbonati e sostenitori del Piccolo Teatro di Milano — con la partecipazione di attori e autori del cabaret milanese, moderata da Sandro Bajini e Carlo Colombo. Il testo riferisce che alla tavola rotonda erano presenti Giancarlo Cobelli, Maria Monti, Roberto Pistone, Ezio Marano e Gino Negri, riuniti per discutere i problemi del cabaret come spettacolo "che in Italia ha origini recentissime". Il dibattito si è aperto con la domanda su cosa significhi "cabaret", stabilendo che "il primo e massimo intento del cabaret è di arrivare a chiunque". La polemica è entrata nel vivo con l'accusa a Cobelli di essere stato "troppo qualunquistico" nel suo ultimo spettacolo "Il can can degli italiani" al Piccolo Teatro, che Cobelli ha difeso ricordando come la sua attività di regista e attore di cabaret abbia dimostrato che "critica e pubblico" possono convivere.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica offset su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero

Archivio Storico del Cabaret Italiano23 aprile 1964
Fondo RAS-06 1 immagine →
Rassegna Stampa

Canzoni liberty al Cab / Pianista pittore al Nebbia

Ritaglio di quotidiano

Ritaglio di quotidiano recante due brevi cronache parallele sui locali di cabaret milanesi attivi nei primi giorni del gennaio 1966, presentate in due colonne affiancate con titoli propri…

Leggi la scheda completa

Ritaglio di quotidiano recante due brevi cronache parallele sui locali di cabaret milanesi attivi nei primi giorni del gennaio 1966, presentate in due colonne affiancate con titoli propri entro un riquadro decorativo a dentini. Colonna sinistra — "Canzoni liberty al Cab": "Il 1° gennaio al Cab di via Santa Sofia ha debuttato il terzo spettacolo-cabaret della stagione, che si intitola Liberty ed è dedicato alle canzoni e alle macchiette dell'inizio di secolo. Il materiale è stato raccolto e scelto da Marcello Marchesi, Jacqueline Perrotin e Tinin Mantegazza. Lo spettacolo è interpretato da Jacqueline Perrotin, Cochi e Renato e dai pupazzi di Velia Mantegazza. La serata al Cab è completata dal 'Quotidiano parlato' di Tinin Mantegazza e dall''Ospite della settimana'." "Durante il mese di gennaio gli 'ospiti' che si alterneranno settimanalmente sulla pedana del Cab, sono: Jo Garceau con Paolo Ciarchi, Lino Toffolo, Felice Andreasi e Bruno Lauzi." Colonna destra — "Pianista pittore al Nebbia": "Il nuovo 'Nebbia club' ha aperto i battenti in questi giorni con uno svelto spettacolo affidato alla compagnia del 'Suicabit' — composta da Anna Montinari, Roberto Vezzosi, Massimo Castri e Giorgio Naddi — al cantante-pittore Herbert Pagani e, naturalmente, all'estro pianistico-canoro di Franco Nebbia, che per l'occasione indossa le vesti di padrone di casa e oste." "L'ambiente caratteristico ricavato nei locali di un vecchio 'trani' nel cuore del cosiddetto quartiere cinese, e le decorazioni di un 'liberty' volutamente caricato, opera dello stesso Pagani, contribuiscono all''atmosfera', indispensabile in un cabaret o teatro minimo come questo."

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia; bordo decorativo a dentini perimetra il ritaglio

Archivio Storico del Cabaret Italiano5 gennaio 1966
Fondo RAS-07 1 immagine →
Rassegna Stampa

La Vanoni non canta più per la malavita

Ritaglio di quotidiano

Ritaglio di quotidiano o settimanale recante un breve articolo su Ornella Vanoni e il locale milanese Santa Tecla, corredato da una fotografia in bianco e nero che ritrae la cantante in…

Leggi la scheda completa

Ritaglio di quotidiano o settimanale recante un breve articolo su Ornella Vanoni e il locale milanese Santa Tecla, corredato da una fotografia in bianco e nero che ritrae la cantante in primo piano con un grande cappello ornato, in posa elegante e teatrale. Il testo recita: "Anche il Santa Tecla, il locale della 'bohème' milanese, ha il suo premio. I primi premiati sono stati Gino Paoli — che della sua 'Gatta' ha venduto cinquantamila dischi —, Giorgio Gaber e Ornella Vanoni. Ornella non è più l'affascinante interprete delle canzoni della 'malavita'. Dopo il matrimonio con l'impresario Lucio Ardenzi, per così dire, s'è imborghesita. Canta canzoni normali. Il suo autore preferito è Gino Paoli."

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da periodico; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero con fotografia in mezzatinta

Archivio Storico del Cabaret Italiano4 ottobre 1960
Fondo RAS-08 1 immagine →
Rassegna Stampa

Inaugurato il «Cab»

Ritaglio di quotidiano

Ritaglio del Corriere della Sera del 10 ottobre 1965 recante la recensione dell'inaugurazione della nuova stagione del Cab. di Via S. Sofia 24, firmata con la sigla a. m.Il documento è la…

Leggi la scheda completa

Ritaglio del Corriere della Sera del 10 ottobre 1965 recante la recensione dell'inaugurazione della nuova stagione del Cab. di Via S. Sofia 24, firmata con la sigla a. m.Il documento è la recensione d'apertura di stagione del Cab. 64 per l'anno 1965–66, pubblicata sul Corriere della Sera il giorno successivo all'inaugurazione — lo stesso giorno in cui fu stampata la locandina "CAB — Chansonniers & Pupi" (9 ottobre 1965) conservata nel fondo. Il confronto tra i due documenti — locandina e recensione — è particolarmente illuminante: la locandina annunciava il programma, la recensione ne dà il resoconto critico a serata avvenuta.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia; bordo decorativo a dentini perimetra il ritaglio

Archivio Storico del Cabaret Italiano10 ottobre 1965
Fondo RAS-09 1 immagine →
Rassegna Stampa

Al «Cab. 64» - Gino Negri all'acido solforico

Ritaglio di quotidiano

Riproduzione di un ritaglio del quotidiano Il Giorno del 21 novembre 1964 recante la recensione dello spettacolo inaugurale del Cab. 64 di Via S. Sofia, a pochi giorni dall'apertura del…

Leggi la scheda completa

Riproduzione di un ritaglio del quotidiano Il Giorno del 21 novembre 1964 recante la recensione dello spettacolo inaugurale del Cab. 64 di Via S. Sofia, a pochi giorni dall'apertura del locale

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto del quotidiano Il Giorno; bianco e nero; nessuna fotografia;

Archivio Storico del Cabaret Italiano21 novembre 1964
Fondo RAS-10 1 immagine →
Rassegna Stampa

Le famose spiritosaggini di un grande umorista nero

Ritaglio di quotidiano

Ritaglio di quotidiano in tre sezioni recante un articolo di Lorenzo Bocchi dedicato alla figura e all'opera di Alphonse Allais (Honfleur, 20 ottobre 1854 – Parigi, 1905), umorista,…

Leggi la scheda completa

Ritaglio di quotidiano in tre sezioni recante un articolo di Lorenzo Bocchi dedicato alla figura e all'opera di Alphonse Allais (Honfleur, 20 ottobre 1854 – Parigi, 1905), umorista, scrittore e giornalista francese, presentato come "una colonna della Scapigliatura parigina" e "grande umorista nero" rivalutato come "autentico scrittore al rango di caposcuola". Il testo si articola in tre sezioni: Prima sezione (immagine 1): profilo biografico e caratterizzazione di Allais come inventore prolifico e anticipatore — "Con trent'anni di anticipo" — di idee e formule umoristiche. Si racconta l'aneddoto della sua scuola, dove i compagni "aspettavano con impazienza le sue battute", e la controversia con il critico Francisque Sarcey, al quale Allais aveva contrapposto un falso "Santo-Allo". Si descrive la fondazione del "Club des Hydropathes" — evidenziato a pennarello giallo nell'originale — che riuniva la "scapigliatura" parigina dell'epoca, con nomi come Paul Bourget, Alphonse Daudet, François Coppée, Paul Verlaine, Émile Zola. Si narra di Allais che suonava il violoncello all'Eliseo per raccogliere firme per una petizione. Si menzionano le sue collaborazioni giornalistiche (Le Chat Noir, Le Journal, Le Sourire ecc.) e la sua capacità di produrre "massime, favole e cronache che tutti leggevano, ma che nessuno prendeva sul serio". Seconda sezione (immagine 2): approfondimento sul milieu culturale di Allais — il Montmartre degli anni Ottanta-Novanta dell'Ottocento, con il locale "Le Chat Noir" di Rodolphe Salis, frequentato da Paul Bourget, Henry de Régnier, Jean Moréas, François Coppée, Paul Verlaine e altri. Si racconta l'episodio del falso "Santo-Allo" nella rivista La Plume e la conseguente querelle con Francisque Sarcey. Si descrive il famoso articolo "Finis Britanniae" — con il quale Allais annunciava di aver estratto dal sottosuolo carbone e ferro in quantità tale da rendere superflua la dipendenza dal carbone americano — e le sue "rivelazioni diplomatiche" che smontavano le pretese dello zar Nicola II. Si menziona la collezione di aforismi e "boutades" con riferimenti a Shakespeare, ai "serpents à sonnettes" di Sarah Bernhardt e alla "forza del declino" di Hellen; al pittore di moda "le petit Watteau à vapeur"; a Catulle Mendès; alla "grande consumatrice di belle fard (lard) le gardien du fard". Si racconta infine dell'aneddoto del caffè di Montmartre con la birra ordinata al cameriere. Terza sezione (immagine 3): conclusione dell'articolo con la morte di Allais nel 1905 — "Da otto giorni era inchiodato al letto da una flebite, con divieto categorico di bere una goccia d'alcool. S'alzò, andò al caffè, bevve e due ore dopo era a Brest" — e la valutazione critica finale: "Era un grande scrittore – doveva scrivere Jules Renard. Creava ad ogni istante". Si rileva che le opere "antume" (sic) sono rimaste note, mentre le "ceneri" furono disperse: una finta tomba nel cimitero di Saint-Ouen, "ultima mistificazione di Alphonse Allais". Firma: Lorenzo Bocchi.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio in tre sezioni conservate sciolte; bianco e nero

Archivio Storico del Cabaret Italiano31 maggio 1959
Fondo RAS-11 3 immagini →
Rassegna Stampa

Inaugurato ieri sera il «Cab 64»

Ritaglio di quotidiano

Ritaglio di quotidiano recante la recensione della serata inaugurale del Cab 64 di Via Santa Sofia 24, firmata con la sigla M. T. Il documento è la seconda recensione dell'inaugurazione del…

Leggi la scheda completa

Ritaglio di quotidiano recante la recensione della serata inaugurale del Cab 64 di Via Santa Sofia 24, firmata con la sigla M. T. Il documento è la seconda recensione dell'inaugurazione del Cab. 64 identificata nel fondo, da leggere congiuntamente a quella de Il Giorno del 21 novembre 1964 firmata dall'anonimo critico ("Gino Negri all'acido solforico").

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano21 novembre 1964
Fondo RAS-12 1 immagine →
Rassegna Stampa

Teatro cabaret a Milano

Ritaglio di quotidiano

Brevissimo ritaglio di quotidiano recante un annuncio relativo alla programmazione del "Teatrino del Corso" — sala milanese di spettacolo di piccole dimensioni — con la notizia che "venerdì…

Leggi la scheda completa

Brevissimo ritaglio di quotidiano recante un annuncio relativo alla programmazione del "Teatrino del Corso" — sala milanese di spettacolo di piccole dimensioni — con la notizia che "venerdì verrà presentato il nuovo spettacolo — terzo della stagione — dal titolo 'Théâtre Cabaret'". l documento, pur nella sua estrema brevità, è di interesse per la ricostruzione del contesto culturale milanese del febbraio 1961 — lo stesso mese in cui alla Galleria La Muffola si inaugurava la mostra "Bertholt Brecht è il loro tema" (4–14 febbraio 1961) documentata nel fondo. Il "Teatrino del Corso" — sala di piccole dimensioni attiva a Milano negli anni Sessanta, dedicata alla prosa e alla sperimentazione teatrale — emerge come uno dei luoghi del teatro di ricerca milanese dell'epoca, distinto dai grandi teatri istituzionali (Piccolo Teatro, Teatro Manzoni) e dai locali di cabaret propriamente detti.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano7 febbraio 1961
Fondo RAS-13 1 immagine →
Rassegna Stampa

Al teatro Gerolamo - 'Il diavolo' di Paolo Poli

Ritaglio di quotidiano

Ritaglio di quotidiano recante la recensione dello spettacolo "Il diavolo" di e con Paolo Poli al Teatro Gerolamo di Milano. Il documento testimonia una tappa significativa della carriera…

Leggi la scheda completa

Ritaglio di quotidiano recante la recensione dello spettacolo "Il diavolo" di e con Paolo Poli al Teatro Gerolamo di Milano. Il documento testimonia una tappa significativa della carriera di Paolo Poli (Firenze, 1929–2016) nella Milano dei primi anni Sessanta. Poli — già presente nell'elenco della stagione 1960–61 della Galleria La Muffola come interprete di "canzoni e ballate" — appare qui in un contesto teatrale più strutturato, al Teatro Gerolamo — storica sala milanese dedicata al teatro di marionette e al teatro popolare, che negli anni Sessanta ospitava anche spettacoli di prosa e di varietà colto. Lo spettacolo "Il diavolo" è descritto come uno "zibaldone di pagine curiose, maliziose, poco conosciute di autori, perlopiù italiani e antichi" — formula che definisce perfettamente il metodo di lavoro di Poli, basato sulla riscoperta e reinterpretazione di testi letterari dimenticati o marginali della tradizione italiana ed europea. Le fonti citate — Gregorio Magno, Machiavelli, Benedetto Marcello, de Sade, Vincenzo Monti, Pietro Gori, Lorenzo Stecchetti, Franz Kautner, Cesare Pavese, Nino Rastelli — testimoniano un eclettismo colto e provocatorio che attraversa secoli e generi letterari, dal medioevo alla poesia anarchica, dalla letteratura libertina alla canzonetta. Il riferimento all'esperienza televisiva di Poli a Canzonissima — dove interpretava "il ragazzino perbene tiranneggiato dalla terribile Sandra Mondaini" — lo colloca in un preciso momento della storia della televisione italiana: la Canzonissima citata è presumibilmente quella della stagione 1961–62, una delle più contestate per le interferenze della RAI sui contenuti satirici. Claudia Lawrence — già incontrata nel fondo come partner di Franco Nebbia in uno spettacolo al Piccolo Teatro e come cantante accompagnata da Cochi e Renato al Cab. 64 — compare qui come "elegante ballerina e mima", confermando la sua versatilità e la sua presenza trasversale nella scena dello spettacolo milanese degli anni Sessanta.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia;

Archivio Storico del Cabaret Italiano4 giugno 1962
Fondo RAS-14 1 immagine →
Rassegna Stampa

I «3 Baudets» al Gerolamo

Ritaglio di quotidiano

Ritaglio di quotidiano in due sezioni recante due notizie distinte relative alla scena teatrale milanese dell'ottobre 1960: Notizia principale — "I «3 Baudets» al Gerolamo": "Questa sera,…

Leggi la scheda completa

Ritaglio di quotidiano in due sezioni recante due notizie distinte relative alla scena teatrale milanese dell'ottobre 1960: Notizia principale — "I «3 Baudets» al Gerolamo": "Questa sera, alle 21.30, si riapre il teatro Gerolamo. Sono i '3 Baudets' ad iniziare la stagione teatrale in questo teatro, che presenterà spettacoli di 'cabaret' sino a metà novembre, dopodiché verrà ospitata la Compagnia del Teatro Milanese." "I '3 Baudets', che si sono già fatti applaudire nell'aprile del 1958, in questo stesso teatro, stasera presentano uno spettacolo dal titolo 'Opus 109', che sarà completamente nuovo rispetto a quello già dato nel '58. I 'Trois Menestrels', con il loro repertorio di canzoni e 'sketches' che ha ottenuto grande successo a Parigi e sulla Costa Azzurra; Roger Compte, cantante umorista; il mimo André Pradel; Karen, Leny Escupero, e infine Pia Colombo sono gli elementi più rappresentativi della 'nouvelle vague'."Notizia secondaria — "Dario Fo ritorna ai 'manichini'": "Le repliche della novità di Dario Fo 'Aveva due pistole con gli occhi bianchi e neri', che si sta rappresentando al Teatro Odeon dal 2 settembre, continueranno sino al 16 ottobre. Il 18 la Compagnia 'Fo-Rame' riprenderà, per assecondare le richieste del pubblico, il primo lavoro di Fo 'Ladri, manichini e donne nude'."

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano7 ottobre 1960
Fondo RAS-15 1 immagine →
Rassegna Stampa

Cabaret: sul micropalco macchina comica

Ritaglio di quotidiano

Ritaglio di quotidiano recante una breve recensione di uno spettacolo al Nebbia Club di Milano, pubblicata il 14 novembre 1964 — sei giorni prima dell'inaugurazione del Cab. 64 (20 novembre…

Leggi la scheda completa

Ritaglio di quotidiano recante una breve recensione di uno spettacolo al Nebbia Club di Milano, pubblicata il 14 novembre 1964 — sei giorni prima dell'inaugurazione del Cab. 64 (20 novembre 1964). Il documento è di eccezionale interesse per la ricostruzione della scena cabarettistica milanese nell'autunno 1964 — i giorni immediatamente precedenti all'inaugurazione del Cab. 64 (20 novembre 1964). Il testo offre uno spaccato prezioso del panorama dei locali attivi in quel momento: — L'Intra (Derby Club) come primo in ordine cronologico — Il Nebbia Club come secondo nato — Una "cave" anonima "a due passi dalla stazione" — Il locale di Mantegazza "sulla scalinata della Biblioteca Ambrosiana" — identificabile con il Cab. 64 di prossima inaugurazione, descritto come "un minuscolo micropalcoscenico" sulla scalinata della Biblioteca Ambrosiana (la cui posizione rispetto a Via S. Sofia 24 è da verificare) La descrizione dello spettacolo in scena al Nebbia Club è particolarmente interessante: si tratta di uno spettacolo dal "titolo lunghissimo" che affronta il tema del condizionamento dell'uomo dalla macchina — tema centrale nel dibattito culturale del boom economico italiano — con un "buffo aggeggio, con stantuffi e luci al neon, che fabbrica globi" sulla pedana, una scultura di Arnaldo Pomodoro (o Gio Pomodoro, fratello di Arnaldo, entrambi scultori milanesi di fama internazionale) e musiche elettroniche e no di Franco Nebbia. La presenza di Gio Pomodoro (1930–2002) — scultore di fama internazionale, fratello di Arnaldo Pomodoro — come collaboratore di uno spettacolo al Nebbia Club è una notizia di grande rilievo, che testimonia la permeabilità tra la scena dell'arte contemporanea e quella del cabaret milanese degli anni Sessanta. L'uso di musiche elettroniche da parte di Franco Nebbia in uno spettacolo di cabaret nel 1964 è inoltre un dato di straordinaria precocità per il contesto italiano. Il formato dello spazio — "un minuscolo micropalcoscenico" dove "gli attori e i cantanti quando non usano il micropalcoscenico servono i tavoli" — è una descrizione vivida del modello del piccolo locale di cabaret in cui la separazione tra performers e pubblico era ridotta al minimo, in linea con la filosofia del Nebbia Club già documentata dalla locandina del 1965.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia;

Archivio Storico del Cabaret Italiano14 novembre 1964
Fondo RAS-16 1 immagine →
Rassegna Stampa

Ultime novità al Gerolamo

Ritaglio di quotidiano

Ritaglio di quotidiano recante brevi notizie sulla programmazione di tre teatri milanesi — Teatro Gerolamo, Teatro Manzoni e Teatro Nuovo — per la settimana del 24 maggio 1960. Il documento…

Leggi la scheda completa

Ritaglio di quotidiano recante brevi notizie sulla programmazione di tre teatri milanesi — Teatro Gerolamo, Teatro Manzoni e Teatro Nuovo — per la settimana del 24 maggio 1960. Il documento è articolato in tre brevi paragrafi: Teatro Gerolamo: "Con la replica di stasera al Teatro Gerolamo, la 'Borsa d'Arlecchino' conclude la breve 'tournée' milanese. Dal 3 all'11 giugno prossimo, torna la compagnia dell'attuale stagione. Il direttore del Gerolamo, Carlo Colombo, riporterà in questo teatro un altro spettacolo allestito dalla 'Borsa d'Arlecchino' di Genova. Si tratta di un 'Cabaret' che ha già fatto nuovo per Milano dal titolo «Mamma mia voglio il cerchio»." Teatro Manzoni: "Questa sera ultima replica di 'Liola'' di Pirandello. Domani sera alle 21.15, la Compagnia dell'Istituto Teatro di Sicilia presenterà 'L'aria del continente', una commedia in tre atti di Nino Martoglio." Teatro Nuovo: "'Il porto di casa mia' di Enrico Bassano nell'interpretazione della Compagnia Govi. Domani sera ripresa di Gildo Peragallo ingegnere di giuventù \[sic\] identici."

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano24 maggio 1960
Fondo RAS-17 1 immagine →
Rassegna Stampa

Nei cabaret di Milano

Ritaglio di quotidiano

Articolo di cronaca e costume sul Cab. 64 di Via Santa Sofia, a firma di Edgarda Ferri, corredato da quattro vignette illustrate in testa pagina firmate L. Francesconi, con relative…

Leggi la scheda completa

Articolo di cronaca e costume sul Cab. 64 di Via Santa Sofia, a firma di Edgarda Ferri, corredato da quattro vignette illustrate in testa pagina firmate L. Francesconi, con relative didascalie: "1) Il 'giornale introduttivo' di Tinin Mantegazza; 2) Il teatrino dei pupazzi di Velia; 3) La cantina 'segreta' di Pino; 4) I 'menu' della Parete." Le quattro vignette rappresentano, rispettivamente: una figura al tavolo con giornale e candele; una scena acrobatica con pupazzi e performer; bottiglie allineate in una cantina; testi scritti su una parete con scritte e frasi. Il testo è una descrizione vivace e dettagliata del locale e della sua atmosfera, organizzata intorno a quattro elementi strutturali dello spettacolo e dell'ambiente: Il locale: descritto dall'interno con grande precisione — "il buio al Cab. 64 è talmente fitto, per il fatto che ci sono soltanto pochi candeloni sui tavoli, e non c'è mai verso di vedersi in faccia. Adattato nella cantina di un bar di via Santa Sofia dal disegnatore-umorista-giornalista Tinin Mantegazza, è considerato e vuol continuare ad essere un vero cabaret: con piccolissima pedana dove c'è solo un pianoforte, e dietro una tenda di velluto rosso con frange d'oro". I tavoli sono bassi, il legno scuro; l'atmosfera ricorda "in qualche modo la scena del teatro elisabettiano". Il pubblico: "gente finisce sempre per seder sulle scale"; clientela fidelizzata, "meta sempre più esigente"; si descrive il meccanismo per cui i clienti abituali "hanno visto nascere il cabaret a Milano e adesso non vogliono compromessi". Il 'giornale introduttivo' di Tinin Mantegazza: "specie di notiziario da lui stesso esposto sui fatti re-centissimi, con battuta amara al finale"; strumento che "chi rompe paga e chi corrompe paga di meno" e "l'uomo avvisato porta i soldi in Svizzera". Lo spettacolo: descrizione di Cochi e Renato — "due ragazzi con la chitarra, giovanissimi e studenti di giorno, con facce polemicamente impassibili e, come si dice, di tolls che non perdonano nulla: soprattutto la banalità. Quasi sempre cantano in dialetto, fra poco andranno a Parigi con la loro troupe". Menzione del numero del "moscone e del leone" sulla "Danza del fuoco" di Defalla. I pupazzi di Velia Mantegazza con il racconto degli "strapelati proverbi". "Il Pino della Parete": singolare figura fissa del locale — "il Pino della Parete in via dei Borromei, dove signore in lungo e moltissima pelliccia scendono angusti scalini verso una cantina autentica" — con signora Gilda che cucina e le pareti coperte di quadri importanti, bottiglie rarissime e una curiosa tappezzeria di cartamoneta. "La Parete": elemento singolare del locale — aperta fino alle due — dove i clienti "devono essere mandati via con la forza per il specialissimo torpore che prende chiunque dopo gli specialissimi piatti". Considerazioni finali sull'ambiente, sulla clientela — "gioielli delle signore abbondano gli impermeabili e le giacche da lavoro" — e sulla filosofia del locale come luogo di incontro tra "pittori, scrittori e giornalisti, attori, cantanti e principesse".

Tecnica e supporto: Stampa tipografica offset su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero con quattro vignette illustrate a testa pagina

Archivio Storico del Cabaret Italiano1 dicembre 1965
Fondo RAS-18 1 immagine →
Rassegna Stampa

Al Cab - Milly canta milanese

Ritaglio di quotidiano

Ritaglio di quotidiano recante l'annuncio del recital di Milly al Cab 64 di Via Santa Sofia, pubblicato il 10 gennaio 1967. Il testo recita integralmente: "Milly è tornata a Milano per…

Leggi la scheda completa

Ritaglio di quotidiano recante l'annuncio del recital di Milly al Cab 64 di Via Santa Sofia, pubblicato il 10 gennaio 1967. Il testo recita integralmente: "Milly è tornata a Milano per presentare al pubblico un recital tutto dedicato alla sua città. Con il regista Filippo Crivelli ha raccolto e preparato una serie di canzoni milanesi antiche e moderne che presenta da questa sera al Cab 64 di via Santa Sofia. La famosa attrice e cantante, che da anni risiede a Roma, si fermerà a Milano per un lungo periodo: infatti, dopo le due settimane di recital al Cab, comincerà le prove di un lavoro teatrale allestito dal Piccolo Teatro."

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia; bordo decorativo a dentini perimetra il ritaglio

Archivio Storico del Cabaret Italiano10 gennaio 1967
Fondo RAS-19 1 immagine →
Rassegna Stampa

Si riapre il «Cab»

Ritaglio di quotidiano

Ritaglio di quotidiano recante l'annuncio della riapertura del Cab di Via Santa Sofia per la seconda stagione, pubblicato il 9 ottobre 1965 — lo stesso giorno in cui fu stampata la…

Leggi la scheda completa

Ritaglio di quotidiano recante l'annuncio della riapertura del Cab di Via Santa Sofia per la seconda stagione, pubblicato il 9 ottobre 1965 — lo stesso giorno in cui fu stampata la locandina "CAB — Chansonniers & Pupi" conservata nel fondo. Il testo recita integralmente: "Questa sera riprende per il secondo anno l'attività del Cab di via Santa Sofia, a Milano." "Come per la scorsa stagione, lo spettacolo del minuscolo cabaret alternerà il teatro di animazione agli chansonnier. I pupazzi di Velia Mantegazza, il teatrino del 'Signore di mezza età' di Marcello Marchesi, Jacqueline Perrotin e il duo Cochi e Renato, formano il nucleo stabile; mentre settimanalmente si alterneranno noti nomi del cabaret italiano, tra i quali: Ombretta Colli, Giorgio Gaber, Bruno Lauzi, Gino Negri, Lino Toffolo e Sandro Tuminelli." "Il teatrino di via Santa Sofia presenterà ogni sera due spettacoli: il primo dalle 22.45 alle 24 ed il secondo dalla 1.15 alle 2.30."

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano9 ottobre 1965
Fondo RAS-20 1 immagine →
Rassegna Stampa

Cabaret nuovissimo

Ritaglio di quotidiano

Ritaglio di quotidiano recante una breve notizia sul Cab. 64, pubblicata il 21 novembre 1964 — il giorno successivo all'inaugurazione del locale (20 novembre 1964). Il testo recita…

Leggi la scheda completa

Ritaglio di quotidiano recante una breve notizia sul Cab. 64, pubblicata il 21 novembre 1964 — il giorno successivo all'inaugurazione del locale (20 novembre 1964). Il testo recita integralmente: "Nuovissimo cabaret in uno scantinato (com'è d'obbligo) del centro. Si chiama Cab.'64, che è una abbreviazione di cabaret. L'animatore, espertissimo, è Mantegazza. Il programma è fatto di canzoni, naturalmente impegnate. Particolarmente applaudito Gino Negri (che anche i telespettatori conoscono: beninteso, in una versione dolcificata) per certe sue canzoni corrosive e comiche di humor nero. Con lui dividono il successo Liliana Zoboli, Pier Chini, Wanna Ibba, Jacqueline Perrotin, Cochi Ponzoni e Renato Pozzetti (che esplorano il folklore milanese)."

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano21 novembre 1964
Fondo RAS-21 1 immagine →
Rassegna Stampa

La televisione ha ucciso il cabaret

Ritaglio di quotidiano

Articolo di riflessione storica e critica sul cabaret italiano e sulla sua crisi, a firma di Giorgio Tedeschi, pubblicato il 4 agosto 1981 in occasione di una rassegna cabarettistica estiva…

Leggi la scheda completa

Articolo di riflessione storica e critica sul cabaret italiano e sulla sua crisi, a firma di Giorgio Tedeschi, pubblicato il 4 agosto 1981 in occasione di una rassegna cabarettistica estiva a Rimini.Il testo si articola in tre sezioni principali:Storia e definizione del cabaret: l'autore ricostruisce l'origine del termine — equivalente a "taverna" o "mescita di vino", poi "caffè, birrerie o simili, dove vengono offerte al pubblico esecuzioni musicali, dizioni poetiche e rappresentazioni di ridotte dimensioni" — e la sua evoluzione verso il formato moderno. Si distinguono le forme costitutive del genere: la chanson, il couplet, la causerie e la conferenza, definita come "un insieme di brevi introduzioni con cui il direttore del cabaret o il capo del complesso annuncia i vari numeri".La crisi del cabaret per colpa della televisione: l'autore sostiene che "attraverso un periglioso cammino è arrivato in televisione" e che questo ha privato il cabaret della possibilità di "godere nei vecchi locali adibiti alla cosiddetta piccola ribalta" di un contatto diretto con il pubblico. La rassegna di Rimini — presentata "sulla spiaggia e in un'Arena" — è vista come sintomo di questa trasformazione.La tradizione milanese: l'autore riconosce che "il cabaret si può dire che abbia avuto la sua infanzia a Milano e lo sviluppo vero e proprio sempre in questa città", citando il "Derby" milanese come il locale che "ha fatto la storia del cabaret" e da cui sono emersi "nomi come Renato Pozzetto, Felice Andreasi, Lino Toffolo, Enzo Jannacci, Enrico Beruschi, Beppe Grillo, Giorgio Ariani, Maurizio Micheli, Gigi Bertini, Giancarlo Nannini, Franco Lionello, Pippo Franco, Gabriella Ferri, I Guf, La Smorfia, Ernst Thöle, Gigi e Andrea e lo stesso Dino Sarti ormai più cantautore".Gli artisti presenti alla rassegna di Rimini includono: Franco Nebbia, Marco Messeri, Lucia e Paolo Poli, Renato Carpentieri, Maurizio Micheli e altri.L'articolo si chiude con la domanda: "Ed ora dalla cantina siamo passati alla spiaggia. Un passo avanti per il cabaret? Forse la prossima stagione ce lo potrà confermare."

Tecnica e supporto: Stampa tipografica offset su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano4 agosto 1981
Fondo RAS-22 1 immagine →
Rassegna Stampa

Ricordando le risate d'un tempo

Ritaglio di quotidiano

Recensione dello spettacolo teatrale "Addio cabaret" con Sandro Massimini, a firma di Enzo Siciliano, pubblicata il 5 ottobre 1985. Il documento è corredato da una fotografia in bianco e…

Leggi la scheda completa

Recensione dello spettacolo teatrale "Addio cabaret" con Sandro Massimini, a firma di Enzo Siciliano, pubblicata il 5 ottobre 1985. Il documento è corredato da una fotografia in bianco e nero con didascalia "Sandro Massimini" — ritratto dell'artista in primo piano. Il testo si articola come riflessione sul cabaret italiano degli anni Sessanta attraverso la lettura critica dello spettacolo: "Addio cabaret" è descritto come uno spettacolo costruito come "una cornice ironica che fa da tessuto all'insieme" — un varietà che "suppone una diretta televisiva, che alla sostanza, poi, è una difficoltà" — il cui presentatore era "della medesima specie (quando si tratti di favolosi anni '60 del cabaret) e un misterioso funzionario tv, del quale sentiamo la voce scendere dalla cabina di regia". I pezzi scelti raccoglievano "tanto Franco Nebbia, Vaime stesso, Gaber, Costanzo, Fo, Pogliotti. Massimini ce li metteva tutti: lui protagonista e testimone di quei Sessanta di cui si voleva inscenare l'elogio collettivo", con "nostalgia". Sandro Massimini è descritto come artista seduto su una sedia, con "accento torinese" e "una sequela di spiritosaggini firmate da Marcello Marchesi". Si rideva "per quei piccoli ricalchi sul Flaiano che sono le battute di Marchesi" e "per l'arguzia che l'attore ci metteva nel pronuncia pedemontana". Silvia Nebbia — evidenziata a pennarello — canta e balla, descritta come "disinvolta, tutto sommato, era lo spettacolo che Miti firmava, quella cosa in Lombardia di Fortini, sempre ottima musica di Carpi, ad esempio". "Per qualità niente trascurato: Silvia Nebbia ha cantato anche qualche altra canzone tratta dagli indimenticabili 'Giro vuoto' della Enba, 'Quella cosa in Lombardia' di Fortini, sempre ottima musica di Carpi, ad esempio." Gli elementi scenici usati erano "contro la muta dei neri, e coso \[sic\] il treno che va in Francia; costumi di Mariolina Bono. Applausi, applausi." La riflessione critica si allarga al genere, notando che il cabaret era "dal varietà al cabaret, dall'Argentina al Flaiano, da Scaparro a Ruggero Miti, da Ranieri a Massimini, da Del Buono e Verdone a Mazzucco e Risi. Addio cabaret, dunque, è andato in scena al Flaiano", con il Teatro di Roma che ha messo in scena il progetto in una mostra nel foyer dell'Argentina.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica offset su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero con fotografia in mezzatinta

Archivio Storico del Cabaret Italiano5 ottobre 1985
Fondo RAS-23 1 immagine →
Rassegna Stampa

Cochi e Renato: cabaret Tv con Jannacci che li scoprì

Ritaglio di quotidiano

Il documento offre uno spaccato panoramico della scena cabarettistica italiana nell'autunno 1973, documentando simultaneamente tre realtà distinte della Milano di quegli anni. La…

Leggi la scheda completa

Il documento offre uno spaccato panoramico della scena cabarettistica italiana nell'autunno 1973, documentando simultaneamente tre realtà distinte della Milano di quegli anni. La rivelazione che Enzo Jannacci fu lo scopritore di Cochi e Renato "una decina d'anni fa" — quindi intorno al 1963, in linea con la cronologia documentata nel fondo — è una delle informazioni biografiche più preziose del corpus. La formula "eravamo solo dei dilettanti di belle speranze" è perfettamente coerente con la descrizione dell'articolo ABC del 1964 ("prima erano dei semplici dilettanti che allietavano le feste domenicali dei loro amici") e con il contesto della locandina del novembre 1964 che li presenta come esordienti al Cab. 64. La presenza di Gianni Bongiovanni — fondatore del Derby Club, già documentato attraverso l'articolo di Del Buono del 1988 — come regista e proprietario del locale in due dei tre articoli della stessa pagina conferma il suo ruolo centrale nella scena milanese anche a distanza di quasi vent'anni dall'apertura del Derby. Maurizio Micheli (1944) emerge come una delle voci più consapevoli del cabaret milanese degli anni Settanta, con una riflessione teorica sul genere pienamente coerente con il dibattito documentato dal resto del fondo. La menzione di Marcello Marchesi e Maurizio Costanzo come co-autori al Derby Club testimonia la continuità della tradizione cabarettistica milanese nelle generazioni successive a quelle documentate dai materiali degli anni Sessanta.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica offset su carta da periodico; due ritagli complementari della medesima pagina, conservati sciolti; bianco e nero con fotografia in mezzatinta nella prima sezione

Archivio Storico del Cabaret Italiano10 novembre 1973
Fondo RAS-24 2 immagini →
Rassegna Stampa

Balletti, cabaret e «caffè concerto»

Ritaglio di quotidiano

Ritaglio di quotidiano recante una rassegna degli spettacoli serali in programma a Milano nella serata dell'11 marzo 1975, articolata in cinque brevi notizie relative ad altrettanti teatri…

Leggi la scheda completa

Ritaglio di quotidiano recante una rassegna degli spettacoli serali in programma a Milano nella serata dell'11 marzo 1975, articolata in cinque brevi notizie relative ad altrettanti teatri e locali:Teatro Quartiere, Piazzale Cuoco: balletto classico con stelle di livello mondiale; in cartellone Carla Fracci, Paolo Bortoluzzi, Amedeo Amodio, Vera Colombo, Jacqueline De Min, Anna Maria Razzi, Roberto Fascilla; in scena i balletti "Chopiniana", "Hamlet" dall'omonima ouverture-sinfonia di Ciaikovski e "Divertissement espagnol", antologia di celebri pezzi coreografici tratti da opere di Minkus.Palalido: il "Misto buffo" di Dario Fo, con Franca Rame e Ciccio Busacca, viene replicato "soltanto questa sera". La rappresentazione "è stata richiesta dai consigli delle fabbriche in lotta, a favore delle quali sarà devoluto l'incasso della serata che toccherà prevedibilmente i dieci milioni".Corso Manusardi: un collage di Karl Valentin, il "Charlie Chaplin tedesco", intitolato "Tingeltangel, ovvero Caffè concerto", presentato dal gruppo "Teatro degli indipendenti – Proposta per un teatro veneto", con il mimo romano Massimo De Rossi.Odeon: torna Walter Valdi, "noto cantautore milanese", con lo spettacolo "Wanted 3000 dollari" — "storie di vita, d'amore e di malavita" — con Roberto Negri al pianoforte.Cabaret "Il Refettorio": "Fino al 23 marzo è di scena Franca Valeri. Lo spettacolo è costituito da Bertolini, dal chitarrista messicano Daniel e da Foietta. Al piano-bar Giovanni del Giudice."

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero

Archivio Storico del Cabaret Italiano11 marzo 1975
Fondo RAS-25 1 immagine →
Rassegna Stampa

Coppie note all'Odeon contro la repressione

Ritaglio di quotidiano

Ritaglio di quotidiano recante l'annuncio di una serata di solidarietà politica al Teatro Odeon di Milano, intitolata "Tribunale Russell II" e dedicata alla repressione in Brasile e America…

Leggi la scheda completa

Ritaglio di quotidiano recante l'annuncio di una serata di solidarietà politica al Teatro Odeon di Milano, intitolata "Tribunale Russell II" e dedicata alla repressione in Brasile e America Latina, curata da Filippo Crivelli e Roberto Facchinetti. Il testo recita integralmente: "Alcune coppie famose del teatro, della canzone e del cabaret interverranno alla serata in programma lunedì al teatro Odeon 'contro la repressione in Brasile e America Latina'. Hanno già dato la loro adesione Cochi e Renato, Anna e Mariangela Melato, Virgilio e Lucia Savona, Nanni Svampa e Lino Patruno, Tinin e Velia Mantegazza, e perfino Milly e Milva (interpreti in anni diversi dell'Opera da tre soldi di Brecht) nonché Paolo Grassi e Giorgio Strehler per tanto tempo assieme nella conduzione del Piccolo Teatro. Altri interventi segnalati per questo spettacolo curato da Filippo Crivelli e Roberto Facchinetti (titolo: 'Tribunale Russell II'): Walter Baracchi, Umberto Bindi, Filippo Crivelli, Lucio Dalla, Donatello, Richi Gianco, Enrico Intra, Franca Mazzola, Paolo Modugno, Beppe Moraschi, Elettra Morini, Franco Nebbia, il Quarto Sistema, Bruno Telloli, Franco Trincale e Lina Volonghi."

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano19 febbraio 1974
Fondo RAS-26 1 immagine →
Rassegna Stampa

Tramonta la stagione teatrale ma resta alla ribalta il cabaret

Ritaglio di quotidiano

Ritaglio di quotidiano recante una panoramica sulla scena cabarettistica milanese della primavera 1971, a firma Luciana Jorio, con notizia secondaria sulle prime cinematografiche della…

Leggi la scheda completa

Ritaglio di quotidiano recante una panoramica sulla scena cabarettistica milanese della primavera 1971, a firma Luciana Jorio, con notizia secondaria sulle prime cinematografiche della settimana (recensione di "Cinque pezzi facili" di Bob Rafelson). Il testo principale si articola in tre sezioni relative ad altrettanti locali: Il Derby Club: "È il Derby, che la sua direzione artistica si avvale di Enzo Jannacci con i suoi 'musici' e lo spettacolo delle ultime settimane sulla sala di via Monterosa è un'antologia analogica che raccoglie le canzoni composte e interpretate dal famoso cantautore-medico e abbraccia il periodo compreso fra il 1959 e il 1964." Si cita Gianni Bongiovanni come direttore — "uno dei giovani più promettenti" — e si menzionano gli spettacoli del Derby come "gli'anziani' (si fa per dire) raccolgono ancora i mestieri". Completa lo show di Jannacci la commedia "Demoni 1971", una pièce prodotta da una compagnia di studenti universitari di Verona; "I gatti di Vicolo Miracoli" (cinque ragazzi); e "una ragazza dell'ultima inglese, da 10 anni trapiantata in Italia". L'immediato futuro prevede il ritorno di Paolo Villaggio, di Cochi e Renato e il debutto di "Ofelia" — "un'emblematica ragazza ferrarese, laureata, ventitré anni — la cui voce, dice Bongiovanni, sarà la definitiva rivelazione: un misto di Édith Piaf, Rodriguez e Édith Piaf. Si vedrà." Il programma sarà arricchito, soltanto per un po', da Pier Chini; concluderà le repliche "L'ultimo degli amanti infuocati" che "servirà di calcare le scene del cabaret per 'un ritorno purificatore alle origini', come ci ha rebellion solo all'impresario del Derby." Il Refettorio: "L'altro 'cabaret' alla moda è il Refettorio ricavato in un suggestivo locale seicentesco via S. Maurilio 4, nel cuore della vecchia Milano, diretto da Bria." Il locale presenta una copione di Zanoni, con musiche di Briani. "Il Franco Nebbia (glorioso veterano, assieme a Jannacci) presenta le canzoni di Zanoni." Il Toc Toc Club: "Ed ecco il 'Toc Toc Club', il nuovo cabaret campano che all'insegna del teatro napoletano è stato inaugurato la sera del 30 marzo, quando (Riservato Fiera) situato in viale Beatrice d'Este. Fondato da un imitatore della cere (serviva da ristorante e american bar) e diario Ferri, denota i primi passi di mettersi ufficialmente. Il prossimo programma sarà presenta il suo allucinante campionario di facce mediocrità (cantanti, attori, mimi, mimo) che illoro presenta il follò pubblico appassionato; oltre ai numeri di una stupenda troupe di ragazze e i nomina i mimi (Maurizio Michetti, Osvaldo Salvi e Anne di Castellana) che danno vita a uno spettacolo di stile clownesco. In programma il Trio Marlin: quest'ultima specializzata in motivi del '900."

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero

Archivio Storico del Cabaret Italiano24 aprile 1971
Fondo RAS-27 1 immagine →
Rassegna Stampa

La canzone milanese nacque per un puntiglio

Ritaglio di quotidiano

Articolo dedicato a Giovanni D'Anzi, detto «Giovannin tacca», in occasione di una serata celebrativa a Palazzo Serbelloni per i quarant'anni della sua carriera di compositore e musicista…

Leggi la scheda completa

Articolo dedicato a Giovanni D'Anzi, detto «Giovannin tacca», in occasione di una serata celebrativa a Palazzo Serbelloni per i quarant'anni della sua carriera di compositore e musicista milanese. Il testo ripercorre la sua storia: dalla direzione orchestrale ai successi come paroliere e compositore, fino alle canzoni più celebri tra cui Ma l'amore no, Ti dirò e Bambolina. Vengono citati gli artisti presenti alla serata — tra cui Claudio Villa, Marisa Rosa, Angela Stella, Nuto Navarrini, Cosimo Di Ceglie, Peppino Principe — e si ricordano collaborazioni con Walter Chiari, Ugo Tognazzi e Wanda Osiris.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero

Archivio Storico del Cabaret Italiano19 gennaio 1961
Fondo RAS-28 1 immagine →
Rassegna Stampa

Uno spettacolo-cabaret in riva al Naviglio

Ritaglio di quotidiano

Articolo che descrive uno spettacolo-cabaret allestito in un teatro all'aperto a Vermezzo, in riva al Naviglio, promosso dal giovane impresario Max Vita. Lo spettacolo, firmato da Marise…

Leggi la scheda completa

Articolo che descrive uno spettacolo-cabaret allestito in un teatro all'aperto a Vermezzo, in riva al Naviglio, promosso dal giovane impresario Max Vita. Lo spettacolo, firmato da Marise Flach e Angelo Corti, è una rassegna di sketches interpretati da attori-mimi secondo la moda del teatro-stenografico. Tra gli interpreti citati: Bruno Slaviero, Sonia Gessner, Liliana Zoboli, Giancarlo Caio e Lino Patruno, quest'ultimo anche accompagnatore musicale. L'iniziativa è collegata all'attività della Compagnia sociale di proposta, che opera fuori Milano durante la stagione estiva.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta, ritaglio conservato sciolto; bianco e nero

Archivio Storico del Cabaret Italiano28 luglio 1962
Fondo RAS-29 1 immagine →
Rassegna Stampa

Al Gerolamo un po' di Parigi

Ritaglio di quotidiano

Articolo che recensisce l'inaugurazione della stagione teatrale al Teatro Gerolamo di Milano con lo spettacolo dei 3 Baudets, compagnia parigina diretta da Jacques Canetti. Lo spettacolo,…

Leggi la scheda completa

Articolo che recensisce l'inaugurazione della stagione teatrale al Teatro Gerolamo di Milano con lo spettacolo dei 3 Baudets, compagnia parigina diretta da Jacques Canetti. Lo spettacolo, ispirato alla «nouvelle vague» del cabaret francese, presenta tra i principali interpreti André Pradel, mimo dalla fisionomia tormentata, e Karen, osservatrice fine e precisa. Viene inoltre citata Leny Escudero, giovane cantante-autore che reinterpreta il repertorio di Georges Mouloudji. L'articolo sottolinea la qualità della rassegna vocale e scenica del trio, menzionando brani come Le tango de l'assassin e Le mois des maris, e conclude positivamente sull'apporto della «nouvelle vague» parigina al cabaret milanese.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta, ritaglio conservato sciolto; bianco e nero

Archivio Storico del Cabaret Italiano8 ottobre 1960
Fondo RAS-30 1 immagine →
Rassegna Stampa

«Cabaret» satirico

Ritaglio di quotidiano

Articolo che recensisce lo spettacolo Come siam bravi quaggiù in scena al Teatro Gerolamo di Milano, definito un cabaret satirico spregiudicato, intelligente e garbato. Autori del copione…

Leggi la scheda completa

Articolo che recensisce lo spettacolo Come siam bravi quaggiù in scena al Teatro Gerolamo di Milano, definito un cabaret satirico spregiudicato, intelligente e garbato. Autori del copione sono Sandro Bajini e Vittorio Franceschi; tra gli interpreti Marta Wengi, Alfredo Zanenga e Massimo De Vita. Lo spettacolo viene presentato come una satira cruda del costume e della società, sulla scia di quanto già fatto nel 1954 da Parenti-Fo-Durano in Il dito nell'occhio. Il recensore sottolinea la qualità del dialogo e del linguaggio, pur segnalando l'eccessivo zelo di Massimo De Vita e un'intonazione a volte monocorde nelle ballate. Vengono menzionati alcuni quadri dello spettacolo, tra cui Idillio a Roserio, A-rialda e Filastrocca del teddy boy. Il giudizio complessivo è positivo, con ampi applausi del pubblico.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta, ritaglio conservato sciolto; bianco e nero

Archivio Storico del Cabaret Italiano27 marzo 1961
Fondo RAS-31 1 immagine →
Rassegna Stampa

Un altro cabaret

Ritaglio di quotidiano

Articolo che annuncia l'apertura di un nuovo locale teatrale-cabaret, il «Mio bar» di via Santa Sofia 24 a Milano, che si aggiunge all'Intra's, al Nebbia Club e al Lanternin. Lo spettacolo…

Leggi la scheda completa

Articolo che annuncia l'apertura di un nuovo locale teatrale-cabaret, il «Mio bar» di via Santa Sofia 24 a Milano, che si aggiunge all'Intra's, al Nebbia Club e al Lanternin. Lo spettacolo inaugurale è Cab. 64, con Pier Chini, Vanna Ibba, Jacqueline Perrotin, Cochi Ponzoni, Renato Pozzetto e Liliana Zoboli. I testi sono firmati da Giorgio Calabrese, Giulio Cisco, Dario Fo, Bruno Lauzi, Erika Kaufmann, Tinin Mantegazza, Jacqueline Perrotin e Alberto Testa, oltre a ignoti raccolti da Giorgio Bertero e Liliana Zoboli. Lo spettacolo è strutturato in due parti: la prima alle 21.30, la seconda alle 23.30 con il recital di Gino Negri e le sue «controc anzoni».

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta, ritaglio conservato sciolto;

Archivio Storico del Cabaret Italianoc lano 2 jpg
Fondo RAS-32 1 immagine →
Rassegna Stampa

Così divennero artisti

Ritaglio di quotidiano

Ampio articolo-intervista scritto da Roberto Serafin, dedicato alla storia artistica di Cochi e Renato, ripercorsa attraverso le testimonianze di Pino Pomè, gestore dell'Osteria dell'Oca…

Leggi la scheda completa

Ampio articolo-intervista scritto da Roberto Serafin, dedicato alla storia artistica di Cochi e Renato, ripercorsa attraverso le testimonianze di Pino Pomè, gestore dell'Osteria dell'Oca d'oro di via Lantasio a Milano, e di Tinin Mantegazza. Il testo narra gli esordi del duo nell'osteria, dove si esibivano gratuitamente per i clienti, e il successivo ingresso nella cooperativa del Cab. 64 in via Santa Sofia. Vengono citati altri frequentatori e compagni di percorso: Gaber, Jannacci, Dario Fo, Lino Patruno e Gino Negri, quest'ultimo ricordato come colui che li portò al Derby. L'articolo riflette sul rapporto tra autenticità e successo televisivo, con dichiarazioni di Lino Patruno sulla vocazione teatrale del duo e sulla loro libertà espressiva. Corredato da una fotografia che ritrae Cochi e Renato ai loro esordi mentre suonano la chitarra per gli avventori dell'Oca d'oro, con didascalia che menziona Maria Monti come «altra stella» del cabaret.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; una fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano8 ottobre 1974
Fondo RAS-33 1 immagine →
Rassegna Stampa

Cochi e Renato divertono alla Villa comunale

Ritaglio di quotidiano

Articolo che riferisce del debutto di Cochi e Renato come ospiti d'onore nel cabaret Quel di di festa, in replica con successo alla Villa Comunale di via Palestro a Milano. Il testo ricorda…

Leggi la scheda completa

Articolo che riferisce del debutto di Cochi e Renato come ospiti d'onore nel cabaret Quel di di festa, in replica con successo alla Villa Comunale di via Palestro a Milano. Il testo ricorda il recente impegno del duo in prosa a Spoleto, dove hanno recitato nella commedia di Flaiano Una conversazione continuamente interrotta, con la regia di Caprioli, che sarà probabilmente ripresa nella stagione successiva. In una dichiarazione, Cochi riflette sulle difficoltà del cabaret come forma teatrale e sulla fuga dei talenti verso il teatro. I due annunciano inoltre una trasmissione televisiva a puntate sulla storia dell'umorismo intitolata Il buono e il cattivo. L'articolo segnala i prossimi ospiti della Villa Comunale: Walter Chiari, Enzo Jannacci e Carlo Hurtermann.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano25 luglio 1972
Fondo RAS-34 1 immagine →
Rassegna Stampa

Ecco i «Comedians» del Naviglio

Ritaglio di quotidiano

Articolo dedicato allo spettacolo Comedians, dal testo di Trevor Griffiths, in scena al Teatro del Naviglio di Milano con la regia di Giorgio Salvatoresi. Il pezzo spiega il significato del…

Leggi la scheda completa

Articolo dedicato allo spettacolo Comedians, dal testo di Trevor Griffiths, in scena al Teatro del Naviglio di Milano con la regia di Giorgio Salvatoresi. Il pezzo spiega il significato del termine «comedians» — il comico che si avvicina di più ai cabarettisti degli anni Cinquanta — e presenta il cast: Paolo Rossi, Antonio Catania, Claudio Bisio, Renato Sarti, Gino Maringelli e Roberto Brivio. L'insegnante del gruppo è Roberto Vezzosi. L'articolo riflette sulla nuova generazione di comici italiani, cresciuta sui film di Nanni Moretti e con lo spirito dei Comedians come modello, e riporta dichiarazioni di Paolo Rossi sulla necessità di un'ambientazione più italiana per lo spettacolo. Corredato da una fotografia di Paolo Rossi con didascalia che lo identifica come uno dei «Comedians».

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; una fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano13 gennaio 1986
Fondo RAS-35 1 immagine →
Rassegna Stampa

Il pianista Intra chiede dieci milioni per danni

Ritaglio di quotidiano

Articolo del Corriere d'Informazioneche riferisce della vertenza legale intentata dal pianista jazz Enrico Intra, tramite l'avvocato Michele Catalano, contro la società «Teatrino del…

Leggi la scheda completa

Articolo del Corriere d'Informazioneche riferisce della vertenza legale intentata dal pianista jazz Enrico Intra, tramite l'avvocato Michele Catalano, contro la società «Teatrino del Corso», per un risarcimento danni di dieci milioni di lire. Intra sostiene di essere stato estromesso abusivamente dalla direzione del locale Intra's al Corso, che la società intende trasformare nel nuovo locale Il Tricheco al Corso, orientato a un pubblico «yé yé» e capelloni, ritenuto più commerciale. Intra chiede che il suo locale sopravviva almeno fino ad ottobre, come previsto contrattualmente. L'articolo inquadra la vicenda come scontro tra due generazioni e due gusti musicali — il jazz classico contro la musica «yé yé» — e la causa viene discussa davanti al pretore De Genua.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano11 maggio 1966
Fondo RAS-36 1 immagine →
Rassegna Stampa

Lunedì sera «cabaret» al Gerolamo

Ritaglio di quotidiano

Articolo che annuncia il secondo spettacolo della stagione teatrale del Gerolamo, diretto da Carlo Colombo, dopo il successo de Il traforo di Quintavalle. Il nuovo spettacolo, Il capitale…

Leggi la scheda completa

Articolo che annuncia il secondo spettacolo della stagione teatrale del Gerolamo, diretto da Carlo Colombo, dopo il successo de Il traforo di Quintavalle. Il nuovo spettacolo, Il capitale morale (sottotitolo: Piccolo compendio del bene e dei beni), è un cabaret in due tempi scritto da Sandro Bajini, con la regia di Virginio Puecher. Gli interpreti sono Liliana Zoboli, Ezio Marano, Gigi Pistilli e Roberto Pistone; le musiche originali sono di F. Nebbia. L'articolo presenta Bajini come autore già noto al pubblico del Gerolamo, al suo terzo spettacolo, e anticipa una satira più graffiante rispetto alle precedenti.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano20 ottobre 1962
Fondo RAS-37 1 immagine →
Rassegna Stampa

Novità grosse nel cabaret milanese

Ritaglio di quotidiano

Articolo firmato da Nino Petrone che passa in rassegna le novità della stagione cabarettistica milanese, con particolare attenzione al Derby Club. Vengono presentati i principali artisti in…

Leggi la scheda completa

Articolo firmato da Nino Petrone che passa in rassegna le novità della stagione cabarettistica milanese, con particolare attenzione al Derby Club. Vengono presentati i principali artisti in cartellone: Gianni Magni, descritto come «ex gufo» in gran forma; Enzo Robutti, mefistofelico emiliano con un flash sulla burocrazia ministeriale; Gianfranco Funari, sintesi del miglior cabaret romano con satira politica e canzoni musicate da Gianco, in attesa del 33 giri Nerone; Enrico Beruschi, anonimo milanese che fa ridere sul tema dell'«amatore»; il collage sudamericano I donn infam con Teo Teocolo, Armando Celso e Rudy; il duo folk I fiori. L'articolo anticipa inoltre il lancio del super-show La terza pagina, con un cast che include Lucia Dalla, Louis De Moraes, Enzo Jannacci, Cochi e Renato, I Gatti di Vicolo Miracoli, Nicola Arigliano, un gruppo tzigano e Franco Califano con il trio Cuppini-R. Negri-Nuvoloni. Si segnala infine il quindicesimo anniversario del Derby Club e il ruolo del suo fondatore Gianni Bongiovanni.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano9 febbraio 1973
Fondo RAS-38 1 immagine →
Rassegna Stampa

Recital di Poli: si riapre il Cab

Ritaglio di quotidiano

Articolo che annuncia la riapertura del locale «Cab» in via Santa Sofia a Milano, per la nuova stagione all'insegna del «Teatro Salotto», con una formula basata su recital serali dalle 22…

Leggi la scheda completa

Articolo che annuncia la riapertura del locale «Cab» in via Santa Sofia a Milano, per la nuova stagione all'insegna del «Teatro Salotto», con una formula basata su recital serali dalle 22 alle 22.30. Il programma prevede musica di chitarristi e registrazioni su nastro, a cui seguirà l'intervento di Mantegazza con il «Quotidiano parlato». Dal 3 al 13 novembre sono in programma Sessanta minuti con Paolo Poli. Vengono inoltre annunciati i recital successivi: Ombretta Colli, Franca Mazzola, Jole Silvani, Velia Mantegazza con i suoi pupazzi, Sandro Massimini, Felice Andreasi, Gigi Pistilli, Lino Toffolo e Sandro Tuminelli.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia;

Archivio Storico del Cabaret Italiano3 novembre 1966
Fondo RAS-39 1 immagine →
Rassegna Stampa

Al Derby stabile del cabaret

Ritaglio di quotidiano

Breve articolo che annuncia la nascita di una compagnia stabile al Derby Club di Milano, composta da Enzo Jannacci, Bruno Lauzi, Lino Toffolo, Felice Andreasi e Cochi e Renato, con ospite…

Leggi la scheda completa

Breve articolo che annuncia la nascita di una compagnia stabile al Derby Club di Milano, composta da Enzo Jannacci, Bruno Lauzi, Lino Toffolo, Felice Andreasi e Cochi e Renato, con ospite fisso Umberto Bindi. La compagnia, che dovrebbe restare al Derby fino a giugno, ha inaugurato la propria attività con Il motore, spettacolo di Jannacci.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano10 gennaio 1967
Fondo RAS-40 1 immagine →
Rassegna Stampa

Tutte donne al «cabaret»

Ritaglio di quotidiano

Articolo che recensisce la nuova programmazione del «Cab 64» di Mantegazza, ora quasi interamente affidata alle donne, con la sola presenza maschile di un cantante-attore che imita Peynet e…

Leggi la scheda completa

Articolo che recensisce la nuova programmazione del «Cab 64» di Mantegazza, ora quasi interamente affidata alle donne, con la sola presenza maschile di un cantante-attore che imita Peynet e due chitarristi — che di giorno lavorano come mobilieri e ascensoristi e la sera si esibiscono con i nomi di Cochi e Renato. Le protagoniste femminili sono tre: Franca Mazzola, attrice dal teatro di Giancarlo Cobelli, con un repertorio che spazia dal melodramma alla canzone in stile Marlene Dietrich, con brani ironici tra cui La smemorata; Velia Mantegazza, che presenta per la prima volta i suoi pupazzi, dopo aver ottenuto dalla questura il permesso di rappresentazione quasi un anno dopo l'apertura del locale; Claudia Laurence, cantante svedese nella compagnia di Paolo Poli dal 1959, che interpreta canzoni in inglese e tedesco dalla Belle Epoque al 1915.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano12 giugno 1965
Fondo RAS-41 1 immagine →
Rassegna Stampa

«Il dito nell'occhio» al Piccolo Teatro

Ritaglio di quotidiano

Articolo che recensisce lo spettacolo di rivista Il dito nell'occhio, in scena al Piccolo Teatro di via Rovello a Milano, prodotto dalla compagnia Franco Parenti-Dario Fo-Giustino Durano.…

Leggi la scheda completa

Articolo che recensisce lo spettacolo di rivista Il dito nell'occhio, in scena al Piccolo Teatro di via Rovello a Milano, prodotto dalla compagnia Franco Parenti-Dario Fo-Giustino Durano. Il recensore descrive uno spettacolo vivissimo, con nutriti applausi, basato sulla recitazione e sulle composizioni mimiche di Jacques Lecoq, secondo la formula di un testo spiritoso con musichette di Vittorio Paltrinieri e dello stesso Durano. La rivista tocca con ironia e garbo la storia, l'arte, lo sport e la vita moderna, mirando a effetti parodistici. Vengono citati come registi e attori Parenti, Fo e Durano, insieme a un gruppo di valenti componenti tra cui Maria Pavia, Paolo Trampus, Camillo Milli, il Colnaghi, la Galvani, Nicoletta Ramorino, Relda Ridoni, il Bagno e i Cobelli.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano17 giugno 1953
Fondo RAS-42 1 immagine →
Rassegna Stampa

Vogliono in cabaret Dario Fo e Parenti\!

Ritaglio di quotidiano

Articolo che presenta le prospettive della stagione cabarettistica milanese 1973-74, descritta come particolarmente ricca e interessante. Il pezzo si concentra sul possibile ritorno al…

Leggi la scheda completa

Articolo che presenta le prospettive della stagione cabarettistica milanese 1973-74, descritta come particolarmente ricca e interessante. Il pezzo si concentra sul possibile ritorno al cabaret di Dario Fo e Franco Parenti, definito un recupero sensazionale, e segnala altri due appuntamenti di rilievo: il ritorno di Paolo Villaggio al Derby Club e un nuovo progetto al Refettorio orientato verso giovani artisti impegnati. Le due fotografie ritraggono rispettivamente Franco Parenti e Dario Fo, con didascalia che li indica come l'atteso «boom» della nuova stagione cabarettistica milanese.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; due fotografie

Archivio Storico del Cabaret Italiano24 settembre 1973
Fondo RAS-43 1 immagine →
Rassegna Stampa

Colpito da infarto muore il comico Franco Nebbia

Ritaglio di quotidiano

Articolo necrologico scritto da Mario Palumbo dedicato a Franco Nebbia, morto a Trieste per infarto durante lo spettacolo inaugurale della stagione. Il testo ne traccia un profilo artistico…

Leggi la scheda completa

Articolo necrologico scritto da Mario Palumbo dedicato a Franco Nebbia, morto a Trieste per infarto durante lo spettacolo inaugurale della stagione. Il testo ne traccia un profilo artistico e umano: romano di nascita e milanese d'adozione, 57 anni, Nebbia viene descritto come cabarettista d'assalto, pacioso e mefistofelico nell'aspetto. Viene ripercorsa la sua carriera milanese: l'arrivo a Milano nel 1960 come pianista al «Principe e Savoia», la fondazione del «Nebbia Club» dal 1964 al 1968, la creazione del «Bullona club» nel 1976. Vengono ricordati i suoi lavori televisivi, teatrali con Del Prete e l'Aldini, e soprattutto radiofonici: per sette anni, dal 1969 al 1976, fu conduttore del Gambero, gioco a quiz ereditato da Tortora. Tra i suoi brani più celebri vengono citati Salgari, la tigre della magnesia, Primo Vangelo secondo Matteo terzo Gimondi, Balocchi e profumi e Vipera. L'articolo lo ricorda come uno dei padri del cabaret milanese.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano31 ottobre 1984
Fondo RAS-44 1 immagine →
Rassegna Stampa

Quando i fumetti mordono il potere

Ritaglio di quotidiano

Ampio articolo firmato da Leonardo Vergani che analizza il fenomeno della satira politica italiana attraverso i fumetti, prendendo spunto dal successo della satira americana post-Watergate.…

Leggi la scheda completa

Ampio articolo firmato da Leonardo Vergani che analizza il fenomeno della satira politica italiana attraverso i fumetti, prendendo spunto dal successo della satira americana post-Watergate. Il testo si concentra in particolare sui volumi Identikid di illustri conosciuti e Andiamoci piano di Tullio Pericoli ed Emanuele Pirella, pubblicati con Milano Libri, descritti come un itinerario dissecante del paese e dei suoi potenti. Vengono citati come bersagli della satira i ministri della finanza, i grandi monopolisti, i dirigenti Rai e i segretari amministrativi di partito. L'articolo riflette sulla tradizione satirica italiana, ricordando le imitazioni di Alighiero Noschese e il ruolo di attori di cabaret come Dario Fo nel far ridere dei potenti, e si interroga sulla difficoltà di fare satira in Italia dopo vent'anni di dittatura fascista e trent'anni di democrazia. Viene menzionato anche il saggio del francese Revel sulle donne italiane, e si citano Fanfani, Forlani, Malfatti, Arnaud, Rumor, Gioia e Taviani come bersagli ricorrenti della satira di costume.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano4 giugno 1974
Fondo RAS-45 1 immagine →
Rassegna Stampa

La Monti e Gaber al teatro Gerolamo

Ritaglio di quotidiano

Articolo che recensisce lo spettacolo Il Giorgio e la Maria, in scena al Teatro Gerolamo di Milano con Maria Monti e Giorgio Gaber, per la regia di Gian Carlo Cobelli. Lo spettacolo,…

Leggi la scheda completa

Articolo che recensisce lo spettacolo Il Giorgio e la Maria, in scena al Teatro Gerolamo di Milano con Maria Monti e Giorgio Gaber, per la regia di Gian Carlo Cobelli. Lo spettacolo, composto da venticinque canzoni con accenti autobiografici, racconta una storia d'amore in tono milanese. Vengono citati alcuni brani del repertorio: La ballata dei Cerutti, I tuoi occhi, La mammona, La nebbia e Si dice. Il recensore sottolinea la forte carica di personalità di Maria Monti e la piacevolezza dello spettacolo, segnalando gli ottimi riscontri di pubblico. Vengono menzionati come accompagnatori il pianista Jannacci e il bassista Pallino Solonia.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano12 aprile 1961
Fondo RAS-46 1 immagine →
Rassegna Stampa

La borsa d'Arlecchino: Ieri sera al Gerolamo

Ritaglio di quotidiano

Articolo che recensisce la prima italiana di Fin de partie di Samuel Beckett, in scena al Teatro Gerolamo di Milano nella versione italiana, prodotta da una Compagnia di teatranti di…

Leggi la scheda completa

Articolo che recensisce la prima italiana di Fin de partie di Samuel Beckett, in scena al Teatro Gerolamo di Milano nella versione italiana, prodotta da una Compagnia di teatranti di Losanna. Lo spettacolo, già rappresentato a Venezia e in febbraio al Gerolamo nella versione originale, viene descritto come una tragica farsa dal tono beckettiano amaro, corrosivo e «grandguignolesco», con una distensione finale. Il recensore illustra la trama: in un'isola deserta, quattro ruderi umani — Hamm, un cieco paralitico; i suoi genitori privi di gambe, relegati in bidoni della spazzatura; e il servo Clov — sopravvivono in una capanna, in un'atmosfera di allucinazione dove il tempo non ha più senso. La fotografia ritrae uno degli interpreti in costume di scena.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; una fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano17 ottobre 1959
Fondo RAS-47 1 immagine →
Rassegna Stampa

Incontro con i «sei»

Ritaglio di quotidiano

Articolo che annuncia la registrazione negli studi televisivi milanesi dello spettacolo di canzoni Incontro con i sei, con il complesso cabaret del «gruppo motore» composto da Enzo…

Leggi la scheda completa

Articolo che annuncia la registrazione negli studi televisivi milanesi dello spettacolo di canzoni Incontro con i sei, con il complesso cabaret del «gruppo motore» composto da Enzo Jannacci, Bruno Lauzi, Lino Toffolo, Felice Andreassi, Cochi e Renato. La regia è di Raffaele Meloni, i testi di Enrico Vaime. Lo spettacolo sarà completato da un balletto con funzione di raccordo tra i numeri, presentato da Renata Mauro. Vengono dettagliati i brani in programma per ciascun artista: Jannacci con Sei minuti all'alba e Il palo; Toffolo con L'ubriaco e Gastu mai pensà; Lauzi con Il poeta e Una storia; Andreassi con Le campane e Il capitano; Cochi e Renato con Liza-beat. L'articolo segnala inoltre la prossima realizzazione presso il centro di produzione di Torino del Balletto Stress, opera coreografico-musicale di Ugo Dell'Ara su musiche di Pietro Piccioni.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano23 maggio 1967
Fondo RAS-48 1 immagine →
Rassegna Stampa

La fine degli «idropati»

Ritaglio di quotidiano

Articolo del Corriere della Sera di corrispondenza da Parigi che riferisce dell'ultima adunanza solenne degli «idropati» alla Sorbona, presieduta dal ministro della Pubblica Istruzione. Il…

Leggi la scheda completa

Articolo del Corriere della Sera di corrispondenza da Parigi che riferisce dell'ultima adunanza solenne degli «idropati» alla Sorbona, presieduta dal ministro della Pubblica Istruzione. Il testo ripercorre la storia del cenacolo degli idropati, fondato nel 1878 da Émile Goudeau, che inventò il nome hydropathes (idrozampe), e ne ricorda i principali esponenti: il poeta parnassiano Maurice Rollinat, e artisti della «Comédie Française», dell'Opéra Comique e dell'Odéon. Vengono citati anche i nomi illustri che frequentarono il sodalizio: Sarah Bernhardt, Richepin, Paul Bourget, Henri Régnier, Edmond Harcourt, Georges d'Esparbès, Jean Rameau. L'articolo traccia il legame tra gli idropati e le origini del «Chat noir», e riflette sul passaggio del testimone alle nuove generazioni, con l'invito a lavorare per l'arte secondo il proprio talento e la propria fantasia, senza preoccupazioni mercantili.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano29 dicembre 1919
Fondo RAS-49 1 immagine →
Rassegna Stampa

Milly stasera sarà di scena al Lido

Ritaglio di quotidiano

Articolo che annuncia una serie di tre spettacoli dedicati al cabaret italiano, curati da Filippo Crivelli e Pitta de Cecco, in scena al teatro «La Perla» del Lido di Venezia. La prima…

Leggi la scheda completa

Articolo che annuncia una serie di tre spettacoli dedicati al cabaret italiano, curati da Filippo Crivelli e Pitta de Cecco, in scena al teatro «La Perla» del Lido di Venezia. La prima serata ospita i pionieri del cabaret da canzone: Franca Valeri, Enzo Jannacci, Franco Nebbia, Gianni Magni e Felice Andreassi. La seconda serata è dedicata alla canzone: Milly si esibirà in un repertorio che va da Bertolt Brecht a Cesare Pavese, mentre Edmonde Aldini canterà canzoni di teodoraki; compaiono anche Duilio Del Prete e Leo Ferre. La terza serata, il sabato, vedrà protagonisti alcuni esponenti del cabaret di oggi: Roberto Brivio, Lino Patruno, Nanni Svampa con i Magni — già componenti de «I gufi» —, Cochi e Renato, Franca Mazzola e Augusto Mazzotti.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano3 settembre 1971
Fondo RAS-50 1 immagine →
Rassegna Stampa

Cabaret o teatro?

Ritaglio di quotidiano

Articolo firmato L.J. che recensisce il debutto al Teatro Nuovo di Saltimbanchi si muore, commedia musicale in due tempi da un'idea di Jannacci, con regia collettiva, interpretata da Enzo…

Leggi la scheda completa

Articolo firmato L.J. che recensisce il debutto al Teatro Nuovo di Saltimbanchi si muore, commedia musicale in due tempi da un'idea di Jannacci, con regia collettiva, interpretata da Enzo Jannacci, Lino Toffolo, Cochi e Renato e dal cantante Teo, sosia di Celentano. La vicenda narra di un gruppo di guitti di periferia che si illudono di sfondare in televisione e vengono convocati per un'audizione da un fantomatico «padrone». Il recensore distingue lo spettacolo dal cabaret puro, definendolo una commedia musicale teatrale, pur con trama esile, e ne sottolinea il valore come satira della televisione e della massificazione. Riporta le dichiarazioni dei protagonisti sulla libertà creativa contrapposta all'individualismo televisivo.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano9 ottobre 1969
Fondo RAS-51 1 immagine →
Rassegna Stampa

Il cabaret si allarga

Ritaglio di quotidiano

Articolo che recensisce Saltimbanchi si muore, in scena al Teatro Nuovo di Milano con Enzo Jannacci, Lino Toffolo, Cochi e Renato, il giorno successivo al debutto. Il recensore inquadra lo…

Leggi la scheda completa

Articolo che recensisce Saltimbanchi si muore, in scena al Teatro Nuovo di Milano con Enzo Jannacci, Lino Toffolo, Cochi e Renato, il giorno successivo al debutto. Il recensore inquadra lo spettacolo nel contesto del cabaret milanese, fenomeno in crisi dopo i momenti di grande popolarità, e lo definisce un cabaret più largo, un tentativo di costruire un'ossatura teatrale a sostegno degli esili fili cabarettistici. La trama — quattro poveracci che sognano di sfondare in televisione e vengono poi buttati fuori — è descritta come un semplice pretesto per permettere a ciascun artista di esibirsi nel proprio repertorio: Toffolo con il suo inno dell'imbriago, Cochi e Renato con le storielle assurde, Jannacci con le ballate di periferia. L'articolo ricorda inoltre il travolgente successo passato di Jannacci con Vengo anch'io.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano10 ottobre 1969
Fondo RAS-52 1 immagine →
Rassegna Stampa

Carte d'arancio alla Muffola

Raccolta di ritagli giornalistici

Tre ritagli relativi alla mostra Le carte d'arancio allestita alla Galleria La Muffola di via Lentasio 5, Milano, con la collezione dello scenografo e pittore Luca Crippa, composta da 2500…

Leggi la scheda completa

Tre ritagli relativi alla mostra Le carte d'arancio allestita alla Galleria La Muffola di via Lentasio 5, Milano, con la collezione dello scenografo e pittore Luca Crippa, composta da 2500 carte veline usate per avvolgere gli agrumi, raccolte in dieci anni frequentando il Verziere. La mostra, prima del genere in Italia, presenta carte dalla fine dell'Ottocento ai giorni nostri, descritte come documenti della grafica pubblicitaria popolare: vi compaiono l'effige di Napoleone, l'omino di Lascia o raddoppia, motivi liberty e simboli contemporanei. Il primo ritaglio, firmato da Renzo Barbieri, definisce il collezionista il «Christian Dior degli aranci». Il terzo ritaglio, tratto da L'Eco della Stampa con un testo dello stesso Crippa intitolato Da Napoleone a Mike Bongiorno, approfondisce il valore grafico e culturale delle carte, citando il precedente olandese del grafico Ton de Heus, che aveva presentato la propria collezione ad Amsterdam nel 1956.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano e da rivista; tre ritagli conservati sciolti; bianco e nero; nessuna fotografia; il terzo ritaglio reca timbri e annotazioni manoscritte in inchiostro rosso e viola

Archivio Storico del Cabaret Italianogennaio-febbraio 1961
Fondo RAS-53 3 immagini →
Rassegna Stampa

A «La muffola» chi canta e chi espone

Ritaglio di quotidiano

Articolo che presenta il programma espositivo della Galleria La Muffola per il mese di dicembre 1960. Fino al 5 dicembre prosegue la personale di disegni e ceramiche di Gigi Caldanzano,…

Leggi la scheda completa

Articolo che presenta il programma espositivo della Galleria La Muffola per il mese di dicembre 1960. Fino al 5 dicembre prosegue la personale di disegni e ceramiche di Gigi Caldanzano, inaugurata con una vernissage cui hanno partecipato nomi noti del mondo dell'arte, della cultura e del giornalismo. Dal 5 al 31 dicembre esporrà i suoi disegni il veneziano Ennio Toniolo, ventiseienne noto anche per la costruzione di un panfilo avviata nel 1956 e in procinto di essere varato. Dal 12 dicembre la galleria ospiterà inoltre ceramiche di Stefano D'Amico e una rassegna di stampe originali dei tessuti di Portofino. L'articolo segnala che alle vernissage della Muffola interverranno anche cantanti, tra cui Maria Monti e Giorgio Gaber, per offrire agli invitati recital di motivi di successo.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano2 dicembre 1960
Fondo RAS-54 1 immagine →
Rassegna Stampa

Corriere parigino

Ritaglio di quotidiano

Ampio articolo di corrispondenza da Parigi, firmato p.c., che descrive la decadenza spirituale e culturale di Montmartre, un tempo cuore pulsante della vita artistica e bohémienne parigina.…

Leggi la scheda completa

Ampio articolo di corrispondenza da Parigi, firmato p.c., che descrive la decadenza spirituale e culturale di Montmartre, un tempo cuore pulsante della vita artistica e bohémienne parigina. Il testo contrappone lo sfarzo luminoso dei 931 locali notturni alla tristezza profonda che pervade la città, definita dal collega Weaver del Daily News «la capitale più triste d'Europa». L'autore ripercorre la stagione d'oro di Montmartre, quando nelle sale del Chat Noir si riunivano gli Hydropathes — tra cui Aristide Bruant, Maurice Donnay e Jehan Rictus — e quando la collina ospitava ingegni come Baudelaire e Verlaine, scrittori come Francis Carco e pittori come Mac Orlan. A quella Montmartre si è sostituita una versione svuotata, popolata da Cosacchi d'occasione, falsi gauchos argentini, danzatrici turche e persiane, in una giostra di esotismo artificioso. L'articolo si chiude con una nota malinconica sul rifugio silenzioso delle roseraies montmartroise, dove una piccola orchestra suona Giovinezza e canzoni napoletane, simbolo di una gioia inutile e di un piacere senza piacere.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto in quattro sezioni; bianco e nero; nessuna fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano26 giugno 1932
Fondo RAS-55 4 immagini →
Rassegna Stampa

Sotto la cupola

Ritaglio di quotidiano

Articolo del Corriere della Sera di corrispondenza da Parigi, firmato P.C., che prende spunto dall'imminente ingresso di Maurice Donnay nell'Académie française per riflettere sulle…

Leggi la scheda completa

Articolo del Corriere della Sera di corrispondenza da Parigi, firmato P.C., che prende spunto dall'imminente ingresso di Maurice Donnay nell'Académie française per riflettere sulle dinamiche e le contraddizioni dell'istituzione accademica. Il testo traccia un profilo di Donnay: originario di Montmartre, iniziò la carriera come autore di canzoni da caffè-concerto, uscito dalla scuola di ingegneria, e fu invitato a recitare versi al Chat Noir, dove il giorno dopo il padrone lo rimproverò per aver disonorato il palcoscenico con un cabaret. Da quella esperienza Donnay sviluppò uno stile raffinato, dialogico e satirico, considerato il più sincero interprete del «pariginesimo». L'articolo allarga poi la riflessione all'Accademia in generale: ne critica l'inerzia, la lentezza nel lavoro di revisione del dizionario, la tendenza alla cooptazione e all'autoreferenzialità, e contrappone la baldanza giovanile alla ragionevolezza dell'età matura. Viene citato anche Edmondo Rostand, in attesa che l'Accademia gli apra le porte, e si menziona il dramma Chantecler che Coquelin attendeva con impazienza.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto in tre sezioni; bianco e nero; nessuna fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano20 dicembre 1907
Fondo RAS-56 3 immagini →
Rassegna Stampa

Articolo su Umberto Simonetta

Ritaglio di quotidiano

Articolo-intervista firmato Roberto Serafin con Umberto Simonetta, scrittore, commediografo e nuovo direttore del Teatro Gerolamo di Milano. Simonetta illustra la sua visione del…

Leggi la scheda completa

Articolo-intervista firmato Roberto Serafin con Umberto Simonetta, scrittore, commediografo e nuovo direttore del Teatro Gerolamo di Milano. Simonetta illustra la sua visione del teatro-cabaret, definendo il Gerolamo un teatro di nicchia, parente artistico dei locali che ospitano spettacoli con musiche o scene mimate. Racconta le difficoltà della gestione precedente e la sua intenzione di rivolgersi a un pubblico giovane, dai 18 ai 45 anni, cercando testi italiani contemporanei che sappiano far ridere. Nella stagione in corso ha trovato tra i testi più riusciti C'era tanta gente soprano di Michel Strehler e C'era tanta gente soprano — commedia che si replica con successo. Simonetta cita come modelli i Gobbi e Dario Fo ai tempi della sua società con Parenti, e riflette sul fenomeno Legnanesi come esempio di successo popolare meritato. Accenna inoltre a un progetto cinematografico, un film tratto dal suo Giovane Normale e un secondo lungometraggio su Dino Risi con Lino Tognazzi.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero

Archivio Storico del Cabaret Italianoanni '70
Fondo RAS-57 1 immagine →
Rassegna Stampa

Programmazione teatrale milanese

Raccolta di ritagli giornalistici — rubriche di programmazione teatrale

Quattro testate diverse: L'Avvenire, Corriere della Sera, La Notte, Corriere d'Informazione; autori non identificabili. Raccolta di quattro ritagli di rubriche di programmazione teatrale e…

Leggi la scheda completa

Quattro testate diverse: L'Avvenire, Corriere della Sera, La Notte, Corriere d'Informazione; autori non identificabili. Raccolta di quattro ritagli di rubriche di programmazione teatrale e cabarettistica milanese, provenienti da testate diverse e riferibili allo stesso periodo. Il primo ritaglio, da L'Avvenire, è una pagina completa di programmazione Teatri/Cinema suddivisa per zone della città, con una sezione dedicata al cabaret e varietà che cita La Bullona, il Derby, il Colibri', la Cupola e il Refettorio. Il secondo ritaglio, dal Corriere della Sera, è una rubrica Oggi e domani con programmazione teatrale completa e una sezione cabaret che elenca gli stessi locali con i relativi spettacoli; include inoltre una locandina del Il Giornale Nuovo con programmazione teatrale e una rubrica di serate musicali al Conservatorio. Il terzo ritaglio, da La Notte, è una rubrica Cabaret che elenca Derby Club, La Bullona, La Cupola Privé e Nuovo Refettorio con artisti e orari; tra gli spettacoli citati Cantacortile '76 con Renzo Schiroli, Gianni Bambozzi e I Gatti Folk, e un recital di Juliette Greco. Il quarto ritaglio, dal Corriere d'Informazione, è una rubrica Cabaret più sintetica con i programmi di Derby, La Bullona, La Cupola, Jolly e Il Refettorio. Ricorrono in tutti i ritagli i nomi di Gianni Magni, Galimba, Patrucco, James Jotti, Franco Visentin e I Gatti Folk.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; quattro ritagli conservati sciolti; bianco e nero; nessuna fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italianoanni '70
Fondo RAS-58 4 immagini →
Rassegna Stampa

Kranz, ci hai condannato a morte

Ritaglio da periodico illustrato

Articolo firmato Gastone De Luca, seconda puntata della rubrica Quelli del cabaret, che analizza il passaggio del cabaret milanese dalla dimensione dei piccoli locali alla televisione, e le…

Leggi la scheda completa

Articolo firmato Gastone De Luca, seconda puntata della rubrica Quelli del cabaret, che analizza il passaggio del cabaret milanese dalla dimensione dei piccoli locali alla televisione, e le tensioni che ne sono derivate. Il testo ripercorre la storia del cabaret milanese dal 1968, segnalando come il successo televisivo di Cochi e Renato, Paolo Villaggio e I Gufi abbia trasformato il genere in merce di consumo, suscitando il risentimento dei cabarettisti rimasti nei locali. Vengono citati come figure di riferimento Felice Andreasi, Tony Renis, Franco Nebbia, Jannacci e Toffolo, e come nuove leve Livia Cerini, I Gatti di Vicolo Miracoli e Maurizio Micheli. L'articolo allarga lo sguardo al cabaret romano, citando Dino Sarti, Pino Caruso, Oreste Lionello, Enrico Montesano e Gianfranco Funari, e a quello bolognese con il localino Dada Club. Si riflette infine sulla nascita di un «cast misto» del cabaret nazionale e sul ruolo della televisione come nuovo linguaggio del genere. Le fotografie ritraggono Paolo Villaggio nella macchietta del professor Kranz e il complesso dei Gufi.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da periodico illustrato; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; due fotografie

Archivio Storico del Cabaret Italianonovembre 1978
Fondo RAS-59 1 immagine →
Documento
Rassegna Stampa

Cantina e calzamaglia ed è subito cabaret, RadiocorriereTV

Articolo da periodico illustrato — servizio in più pagine

Ampio servizio firmato Antonio Cocchia, prima puntata di un approfondimento sul cabaret italiano e sul suo rapporto con la televisione, pubblicato in occasione del successo del programma…

Leggi la scheda completa

Ampio servizio firmato Antonio Cocchia, prima puntata di un approfondimento sul cabaret italiano e sul suo rapporto con la televisione, pubblicato in occasione del successo del programma Non stop. Il testo ripercorre le origini del cabaret europeo dal Chat Noir di Parigi di Rodolphe Salis, attraverso le esperienze tedesche degli Elf Scharfrichter con Wedekind e quelle russe del Pipistrello di Mosca, fino all'approdo italiano. Per l'Italia si ricostruisce la nascita del fenomeno milanese negli anni Sessanta, con la storia del Derby, gestito da Gianni Bongiovanni con il pianista Enrico Intra, e del Nebbia Club, fondato da Franco Nebbia nel settembre 1964, dove si aggregarono Tinin Mantegazza, Enzo Jannacci, Maria Monti, Giorgio Gaber, Lino Patruno, I Gufi, Nanni Svampa, Gianni Magni e Roberto Brivio. Vengono riportate dichiarazioni di Franco Nebbia e Tinin Mantegazza sulle origini politiche e culturali del movimento. Il servizio riflette inoltre sul passaggio del cabaret alla televisione attraverso Non stop, con dichiarazioni di Lino Patruno sull'incompatibilità tra cabaret e TV e di Enrico Beruschi sul contributo dei cabarettisti al varietà televisivo. L'articolo si chiude con un profilo di Gino Negri, indicato come il più bravo cabarettista della scena milanese. Le fotografie ritraggono I Gufi, Enzo Jannacci con Nicola Arigliano, Giorgio Gaber, Franco Nebbia con Chicca Minini e Maria Grazia Bon, Cochi e Renato, Duilio Del Prete e I Gatti di Vicolo Miracoli.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da periodico illustrato; quattro pagine (pp. 34-37) conservate in formato PDF; bianco e nero; diverse fotografie

Archivio Storico del Cabaret Italiano20 gennaio 1979
Fondo RAS-60 Vedi i documenti (PDF) →
Documento
Rassegna Stampa

Show-Up - È tornato il cabaret

Articoli da bollettino aziendale

Due pagine del bollettino aziendale Lo Scudo BP che documentano le edizioni 1967 e 1968 dello Show-Up, rassegna teatrale interna denominata «Autunno Teatrale BP». Il primo documento, del…

Leggi la scheda completa

Due pagine del bollettino aziendale Lo Scudo BP che documentano le edizioni 1967 e 1968 dello Show-Up, rassegna teatrale interna denominata «Autunno Teatrale BP». Il primo documento, del dicembre 1967, riporta in rassegna fotografica quattro eventi: il minicabaret del Gruppo «La Ciciarera», che ha alternato sketches su temi di attualità a canzoni dialettali e jazz con repertorio Dylan e Prévert; la commedia La Capannina di André Roussin, messa in scena dal Gruppo Arte Drammatica «Compagnia Minima» con la regia di Mirton Vajani Bramucci; una serata di cortometraggi animati di Bruno Bozzetto, con presentazione e dibattito; lo spettacolo Allodole per un collare di Vanna Spagnuolo, regia di Athos Brinkmann, a chiusura della rassegna. Il secondo documento, del maggio 1968, recensisce la seconda edizione dello Show-Up, cabaret messo in scena da un gruppo di giovani in parte esterni alla BP, diretto da Roberto Carusi, con Marco Lombardi, Willy Marconi, Sandro Rimoldi e Leda Vacchini tra gli interpreti. Il testo esprime un giudizio complessivamente positivo, suggerendo per la terza edizione un maggiore filo conduttore e una più uniforme atmosfera tra i numeri.D

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da bollettino aziendale; due pagine conservate in formato PDF; bianco e nero

Archivio Storico del Cabaret Italianodicembre 1967; maggio 1968
Fondo RAS-61 Vedi i documenti (PDF) →
Rassegna Stampa

Satira e spaghetti tornano di moda

Raccolta di ritagli giornalistici — inchiesta in più puntate

Raccolta di ritagli appartenenti a una inchiesta in più puntate sul teatro-cabaret milanese, pubblicata su La Notte e firmata nella prima puntata da Giuseppe Bonazzoli. Il materiale si…

Leggi la scheda completa

Raccolta di ritagli appartenenti a una inchiesta in più puntate sul teatro-cabaret milanese, pubblicata su La Notte e firmata nella prima puntata da Giuseppe Bonazzoli. Il materiale si articola in tre nuclei tematici. Il primo, L'esempio del Refettorio, presenta il locale di via S. Maurilio 14 gestito dall'ex Gufo Roberto Brivio, con trecento posti, impianto stereofonico e camerieri in divisa, descritto come motore della rinascita del cabaret milanese nell'autunno 1970; Brivio e il responsabile delle pubbliche relazioni Augusto Cartier illustrano il modello del locale — abbonamento da tremila lire, duemila per spettacolo con consumazione — e i progetti di espansione verso il ristorante, le jazz session nella «Navata» e il noleggio dello spettacolo completo per feste e riunioni. Il secondo nucleo è una premessa storica che ripercorre le origini del cabaret dal Caveau parigino del 1729, passando per il Chat Noir di Rodolphe Salis del 1881 e il teatro d'ombre di Henri Rivière e Caran d'Ache, fino all'arrivo in Italia negli anni Venti con il teatrino di Anton Giulio Bragaglia a Roma. Il terzo nucleo ricostruisce le vicende del cabaret milanese: l'esplosione del fenomeno tra il 1962 e il 1965, il successivo esaurimento causato dalla noia del pubblico e dalla fuga degli artisti verso cinema e televisione, e la ripresa dell'autunno 1970 con il Refettorio, il Derby Club in procinto di ristrutturazione, il Jolly Club e il teatro Colibrì. La fotografia ritrae Roberto Brivio in una scena dello spettacolo Il monsignore chiama, la signora risponde.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; cinque ritagli conservati sciolti; bianco e nero; una fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano1970-1971
Fondo RAS-62 5 immagini →
Rassegna Stampa

Chi ha ucciso il cabaret?

Ritaglio da periodico illustrato

Lungo articolo firmato da Tinin Mantegazza che analizza le cause della crisi del cabaret milanese, ripercorrendone la storia dalla nascita negli anni Sessanta fino alla metà degli anni…

Leggi la scheda completa

Lungo articolo firmato da Tinin Mantegazza che analizza le cause della crisi del cabaret milanese, ripercorrendone la storia dalla nascita negli anni Sessanta fino alla metà degli anni Settanta. Il testo distingue nettamente il cabaret milanese — teatrale, satirico, politicamente impegnato — da quello romano, frivolo e mondano. Mantegazza ricostruisce l'ambiente delle origini: le osterie, i dancing, le cantine dove si formarono Gaber, Jannacci, Maria Monti e Felice Andreasi, con riferimenti alle cave esistenzialiste Arethusa e Santa Tecla e alla «Borsa d'Arlecchino». Ricorda poi la stagione d'oro del Nebbia Club e del Cab. 64, dove si forgiarono i Gobbi, Bonucci, Valeri e Caprioli, e la vigilia del 1968 con Cochi e Renato, Liliana Zoboli, I Gufi, Bruno Lauzi, Jannacci e Toffolo. Individua le cause della crisi nella televisione, che ha sfruttato il cabaret come fornitore di prodotti impoverendolo, e nella perdita del pubblico originario. Chiude con un appello a ritrovare la qualità del teatro satirico e provocatorio, citando la canzone «Libertà» come avvertimento contro il potere verticistico. Le fotografie ritraggono I Gufi nel 1966 con didascalia che segnala la successiva separazione dei componenti, e Giorgio Gaber con Maria Monti.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da periodico illustrato; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; due fotografie

Archivio Storico del Cabaret Italiano1975
Fondo RAS-63 1 immagine →
Documento
Rassegna Stampa

Il Potere della Stampa

Bollettino di agenzia giornalistica

Bollettino quotidiano dell'agenzia Il Potere della Stampa, con sede a Napoli in via Solitaria 42, numero 1.489 dell'anno ottavo, indirizzato alla Galleria d'arte La Muffola di via Lentasio…

Leggi la scheda completa

Bollettino quotidiano dell'agenzia Il Potere della Stampa, con sede a Napoli in via Solitaria 42, numero 1.489 dell'anno ottavo, indirizzato alla Galleria d'arte La Muffola di via Lentasio 5, Milano. Il documento raccoglie notizie miscellanee di carattere culturale, istituzionale e internazionale: la costituzione dell'Istituto Bustese Aiuto Studenti a Busto Arsizio; i corsi di lingua tedesca dell'Associazione Amici della Lingua Tedesca di Napoli; le attività dell'Associazione Italiana per i Rapporti Culturali con la Polonia e del Centro per lo Sviluppo delle Relazioni con la Cina; due nuove riviste austriache di politica estera. Di specifico interesse archivistico è il breve comunicato che annuncia l'inaugurazione della Galleria d'arte La Muffola in via Lentasio 5 a Milano, diretta dal disegnatore Tinin Mantegazza e dedicata al disegno e all'oggetto d'arte applicata, con prima mostra del savonese Gigi Caldanzano (disegni e ceramiche). La quinta pagina riporta inoltre una citazione dall'economista e demografo francese Alfred Sauvy sulla previsione economica.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da bollettino di agenzia

Archivio Storico del Cabaret Italiano21 novembre 1960
Fondo RAS-64 Vedi il documento (PDF) →
Rassegna Stampa

Debutta Paolo Poli con «Il novellino»

Ritaglio giornalistico

Articolo che annuncia il debutto al Teatro Gerolamo di Milano dello spettacolo-cabaret Il novellino, composizione in due tempi di Paolo Poli, già ospite del locale di piazza Beccaria e…

Leggi la scheda completa

Articolo che annuncia il debutto al Teatro Gerolamo di Milano dello spettacolo-cabaret Il novellino, composizione in due tempi di Paolo Poli, già ospite del locale di piazza Beccaria e proveniente dalla «Borsa d'Arlecchino» di Genova, focolaio di anticonformisti del teatro. Lo spettacolo, con cui Poli si stacca definitivamente dalla «Borsa d'Arlecchino», è composto da sketches, canti, musiche, pantomime e balletti ispirati alla letteratura del 1200. Poli è coadiuvato dalla ballerina Claudia Lawrence e dal chitarrista-cantante Armando Celso. L'articolo descrive l'intento dello spettacolo come un viaggio idealistico, scherzoso e satirico, volutamente accessibile anche al pubblico meno provveduto. Lo spettacolo va in scena alle 21.30 sul palcoscenico del locale di piazza Beccaria.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano4 aprile 1961
Fondo RAS-65 1 immagine →
Rassegna Stampa

La satira contro la società del miracolo

Ritaglio giornalistico

Articolo che ripercorre la storia del teatro Parioli di Roma, dalle origini come cineretto di quartiere fino alla sua trasformazione in teatro di satira politica e sociale nel dopoguerra.…

Leggi la scheda completa

Articolo che ripercorre la storia del teatro Parioli di Roma, dalle origini come cineretto di quartiere fino alla sua trasformazione in teatro di satira politica e sociale nel dopoguerra. Il testo ricostruisce le vicende proprietarie del locale: dalla gestione di Elia Federici al colonnello Avorio, fino all'incontro nel 1958 con Carmelo Zambardino, già direttore del Sistina, che ne curò la radicale ristrutturazione portandolo a settecento posti e trasformandolo in un teatro medio, raccolto e non angusto. Viene ricordato lo spettacolo inaugurale Girotondo di Arthur Schnitzler, che aveva provocato scandalo e censura a Vienna cinquant'anni prima, con Calindri, Checchi e la Moriconi tra gli interpreti. L'articolo rievoca i numerosi artisti che hanno calcato il palcoscenico del Parioli: Dario Fo, Sandra Mondaini, Aldo Fabrizi, Nino Taranto, Renato Rascel, Giuditta Saltarini, Anna Proclemer, Peppino De Filippo e Stéphane Cucciolla. Si anticipa infine il nuovo ruolo del Parioli, annunciato da Alberto Lionello e Rodolfo Valentino di Ciao Rudy, come sala di quartiere aperta a un pubblico allargato e non più legato a una sola classe sociale.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano9 dicembre 1977
Fondo RAS-66 1 immagine →
Rassegna Stampa

Scala e Jazz per Leonard Bernstein

Ritaglio giornalistico

Breve articolo che riferisce della visita di Leonard Bernstein alla «cave» esistenzialista di via Santa Tecla a Milano, dopo il suo concerto alla Scala, per ascoltare il trombettista…

Leggi la scheda completa

Breve articolo che riferisce della visita di Leonard Bernstein alla «cave» esistenzialista di via Santa Tecla a Milano, dopo il suo concerto alla Scala, per ascoltare il trombettista americano Chet Baker. Il professor Clivio, presente nel locale, avrebbe commentato con ironia la presenza del musicista, sottolineando come la sua abituale frequentazione del posto rendesse l'episodio tutt'altro che straordinario

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano1 ottobre 1959
Fondo RAS-67 1 immagine →
Rassegna Stampa

I «cantastorie» della linea grafica

Ritaglio giornalistico

Articolo firmato Elp. che presenta la Galleria La Muffola di via Lentasio a Milano, diretta dai due giovani disegnatori Agostino Mantegazza detto Tinin e Luciano Consigli, entrambi…

Leggi la scheda completa

Articolo firmato Elp. che presenta la Galleria La Muffola di via Lentasio a Milano, diretta dai due giovani disegnatori Agostino Mantegazza detto Tinin e Luciano Consigli, entrambi professionisti del giornalismo grafico. Il testo ripercorre le mostre ospitate dalla galleria dalla sua apertura — disegni e incisioni di Eugenio Tomiolo, carte d'arancia di Luca Crippa, stampe serigrafiche — e ricorda le esposizioni di Franco Rognoni, Emanuele Luzzati e Maria Perego, quest'ultima autrice di pupazzi. Viene citato anche Alberto Longoni come narratore tra il reale e il fiabesco. L'articolo sottolinea la vocazione della galleria verso il settore grafico e l'illustrazione intesa come fatto compiuto, e segnala i progetti futuri: libri d'arte, cartoline e una possibile rivista. Il luogo viene descritto come punto di ritrovo di cantastorie autentici, tra cui Maria Monti, Giorgio Gaber e Paolo Poli. La fotografia ritrae Maria Monti mentre canta per gli amici di Mantegazza e Consigli.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto, con strappo nel margine inferiore sinistro; seppia; una fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano15 luglio 1961
Fondo RAS-68 1 immagine →
Rassegna Stampa

Si apre «La Muffola»

Ritaglio giornalistico

Breve articolo della rubrica Milano bene, testata La Notte, che annuncia l'inaugurazione della Galleria d'arte La Muffola in via Lentasio 5 a Milano, fondata dal disegnatore Tinin…

Leggi la scheda completa

Breve articolo della rubrica Milano bene, testata La Notte, che annuncia l'inaugurazione della Galleria d'arte La Muffola in via Lentasio 5 a Milano, fondata dal disegnatore Tinin Mantegazza. Il nome della galleria viene spiegato come derivato dal francese moufle, piccolo forno per ceramiche. La mostra inaugurale presenta disegni e vasi del savonese Gigi Caldanzano, trentanovenne «firma» di Albissola, i cui «pezzi unici» vengono valorizzati in controtendenza rispetto alla produzione ceramica in serie. L'articolo sottolinea la scelta polemica di Mantegazza di inaugurare con un artista figurativo, e si conclude con un augurio di significativo successo per la nuova galleria.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia;

Archivio Storico del Cabaret Italiano16 novembre 1960
Fondo RAS-69 1 immagine →
Rassegna Stampa

Zelig, il cabaret dei giovani abita qui

Ritaglio giornalistico

Articolo che descrive l'inaugurazione del nuovo locale Zelig in viale Monza 140 a Milano, gestito dalla Cooperativa «Il Mandorlo», che gestisce anche l'«Ultimo Metrò». Il locale, nato negli…

Leggi la scheda completa

Articolo che descrive l'inaugurazione del nuovo locale Zelig in viale Monza 140 a Milano, gestito dalla Cooperativa «Il Mandorlo», che gestisce anche l'«Ultimo Metrò». Il locale, nato negli spazi che videro il Tricheco negli anni Sessanta e più recentemente il Teatro Officina, si propone come cabaret nel senso del camaleontismo, puntando sulle generazioni emergenti di comici e sulla musica. La serata inaugurale ha visto proiezioni di immagini giganti e colorate sulle case di fronte al locale tramite i «Cannon space», musica del gruppo Musaik e la presenza sul palco di alcuni dei comici dei Comedians: Antonio Catania, Gigio Alberti, Silvio Orlando e Paolo Rossi, con la regia di Gabriele Salvatores e la consulenza di Gino e Michele. Tra gli ospiti Angela Finocchiaro, Pongo e Davide Riondino, e nomi affermati del cabaret come Nanni Svampa e Umberto Smaila. La fotografia ritrae le proiezioni giganti all'inaugurazione dello Zelig.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; una fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano14 maggio 1986
Fondo RAS-70 1 immagine →
Rassegna Stampa

Corriere parigino - Il ricordo dello «Chat Noir»

Ritaglio giornalistico

Ampio articolo di corrispondenza da Parigi, firmato s.a., che ripercorre la storia del Chat Noir in occasione del cinquantenario della sua fondazione, celebrato con una serata presieduta…

Leggi la scheda completa

Ampio articolo di corrispondenza da Parigi, firmato s.a., che ripercorre la storia del Chat Noir in occasione del cinquantenario della sua fondazione, celebrato con una serata presieduta dall'accademico Maurice Donnay nel Circolo degli Escholiers. Il testo traccia un profilo di Rodolphe Salis, descritto come un impostore e blagueur venuto di provincia a conquistare Parigi, che fondò dapprima l'École Vivante e l'École iriso-subversive de Chicago prima di improvvisarsi «gentiluomo-cabarettiere». Viene ricostruita la storia della prima «boîte» del Chat Noir, una botteguccia stretta con pochi tavoli e un pianoforte, che adottò come mascotte un gatto nero trovato per strada, attirando la «schiera famélica» di poeti, musicisti e pittori di Montmartre — tra cui Willette, Rivière, Steinlen, Villiers de l'Isle-Adam, Jean Moréas, Alphonse Allais, Jean Rameau, Maurice Rollinat, Georges d'Esparbès, Samain, Raoul Ponchon e Maurice Donnay. Si ricorda il celebre corteo notturno sulla Butte in cui Salis, in abito da prefetto, guidò la processione verso il secondo Chat Noir, più spazioso e lussuoso. Viene inoltre menzionato il teatro d'ombre con le marionette del Guignol portate da Georges Auriol, i «Sergots» di Jouy, e le opere di Caran d'Ache, Steinlen e Willette. L'articolo si chiude ricordando che il Chat Noir era già morto quando Donnay fu accolto tra gli Accademici a Palazzo Mazarino, e che fu proprio al Chat Noir che Donnay iniziò la sua carriera di drammaturgo.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; quattro sezioni di ritaglio conservate sciolte; bianco e nero; nessuna fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano
Fondo RAS-71 4 immagini →
Rassegna Stampa

L'età d'oro dei «quattro gatti», artisti anarchici di Barcellona

Ritaglio giornalistico

Ampio articolo di corrispondenza da Barcellona firmato da Eugenio Montale, che ripercorre la storia del locale bohémien Els Quatre Gats — la birreria della calle de Montesión dove si…

Leggi la scheda completa

Ampio articolo di corrispondenza da Barcellona firmato da Eugenio Montale, che ripercorre la storia del locale bohémien Els Quatre Gats — la birreria della calle de Montesión dove si riunirono dal 1897 gli artisti catalani d'avanguardia — come contesto formativo di Picasso e della generazione modernista barcellonese. Il testo descrive il locale come il Chat Noir del modernismo catalano, frequentato da Santiago Rusiñol, Ramon Casas, Utrillo, Nonell, Mir e altri, e ne ricostruisce la formula: una scuola impressionistico-espressionista, sperimentale e rigorosamente studiata, con un repertorio che spaziava dai Nabis francesi alla scoperta del Greco. Vengono tracciati i profili dei principali frequentatori: Casas, ritrattista dell'epoca; Nonell, pittore di gitani e poveri morto a trentasette anni; Joaquín Mir; e soprattutto Picasso, arrivato a Barcellona nel 1895 giovanissimo. Si ricorda la chiusura del locale nel 1903 e la successiva dispersione degli artisti. L'articolo è completato da una sezione intitolata Due sofferenze sulla cultura catalana contemporanea, e da un accenno alla Vergine Nera di Montserrat come simbolo religioso e identitario catalano.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; due sezioni di ritaglio conservate sciolte; bianco e nero; nessuna fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano11 agosto 1954
Fondo RAS-72 2 immagini →
Rassegna Stampa

Necrologio di Aristide Bruant

Ritaglio giornalistico

Articolo di corrispondenza da Parigi firmato P.C., dedicato alla morte di Aristide Bruant, canzonettista e figura leggendaria di Montmartre, scomparso mentre si preparava a tornare in…

Leggi la scheda completa

Articolo di corrispondenza da Parigi firmato P.C., dedicato alla morte di Aristide Bruant, canzonettista e figura leggendaria di Montmartre, scomparso mentre si preparava a tornare in campagna per la primavera. Il testo ne traccia un ampio profilo umano e artistico: pezzo d'uomo alto e tarchiato, noto anche per il suo costume caratteristico — cappellaccio a larghe tese, grande sciarpa rossa garibaldina, giacca di velluto nero e pantaloni nei coturni. Viene ricostruita la sua carriera al Chat Noir e soprattutto al Mirliton — parola che significa una specie di zampogna villereccia — dove trattava i clienti con insolenza deliberata, imponendo silenzio battendo il randello sul tavolo per scandire le strofe delle sue canzoni popolari sulle miserie dei paria, dei venditori ambulanti, dei pregiudicati e delle donne perdute. Tra i brani citati, A Biribi, sulle sofferenze dei condannati militari nella colonia penale algerina soppressa dopo un'inchiesta del giornalista Albert Londres. L'articolo ricorda anche il tentativo di Yvette Guilbert di rievocare i tempi eroici della canzone parigina, e il ritorno di Bruant sulle scene dopo anni di assenza, accolto con successo da un pubblico che lo credeva capace di ringiovanire per incanto. Si menziona infine il suo imitatore più famoso, «le Bruyant Alexandre», diventato cieco e ridotto a vendere le sue canzoni per strada.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; nessuna fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano18 febbraio 1925
Fondo RAS-73 3 immagini →
Rassegna Stampa

Come si allevano i figli

Ritaglio da periodico illustrato - sketch umoristico illustrato

Pagina umoristica composta da uno sketch dialogato e da una striscia di quattro vignette, entrambi illustrati da Tinin Mantegazza. Lo sketch, ambientato in una famiglia borghese alla…

Leggi la scheda completa

Pagina umoristica composta da uno sketch dialogato e da una striscia di quattro vignette, entrambi illustrati da Tinin Mantegazza. Lo sketch, ambientato in una famiglia borghese alla vigilia di una domenica d'agosto, mette in scena un dialogo tra marito, moglie e il figlio adolescente Luigino sul tema dell'orientamento professionale e dell'educazione dei figli. Il padre vorrebbe indirizzare il figlio verso una carriera, la madre difende la sua autonomia, mentre Luigino — con ironica maturità — rivendica il diritto di scegliere da solo il proprio futuro, smontando con argomenti le velleità educative dei genitori. La striscia in basso, in quattro tavole numerate, sviluppa gag visive sul medesimo tema generazionale. Il tono è satirico e bonario, in linea con lo stile cabarettistico di Mantegazza.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da periodico illustrato; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; sei vignette a disegno

Archivio Storico del Cabaret Italiano
Fondo RAS-74 1 immagine →
Rassegna Stampa

La donna moderna

Ritaglio giornalistico - testo e illustrazioni umoristiche

Articolo satirico del Il Candido, n. 8, firmato Mantegazza, testo e illustrazioni, sul tema della «motorizzazione domestica» e del suo effetto sulla vita coniugale. Il pezzo descrive con…

Leggi la scheda completa

Articolo satirico del Il Candido, n. 8, firmato Mantegazza, testo e illustrazioni, sul tema della «motorizzazione domestica» e del suo effetto sulla vita coniugale. Il pezzo descrive con tono paradossale la trasformazione della casa in un'officina elettromeccanica a causa della proliferazione di elettrodomestici, e la conseguente fuga del marito, affamato e in cerca di calore familiare, di fronte a una moglie sempre più assorbita dalla manutenzione tecnica della casa. Il testo si chiude con un'immagine iperbolica della tecnologia domestica che invade ogni aspetto della vita familiare, fino a corrompere persino i giocattoli dei figli. Le tre illustrazioni, firmate Mantegazza, ritraggono rispettivamente una donna alle prese con un macchinario elettrodomestico mostruoso, una donna in tuta da meccanico con attrezzi, e un uomo sconsolato davanti al cofano aperto di un'utilitaria.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da periodico; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; tre illustrazioni

Archivio Storico del Cabaret Italiano23 febbraio 1958
Fondo RAS-75 1 immagine →
Rassegna Stampa

Latin lover e scherzi d'una volta...

Ritaglio giornalistico - recensione libraria

Recensione firmata Enzo Rava di due volumi pubblicati da Bompiani nel 1970: Il sesso è necessario? di James Thurber ed E.B. White, e Il manuale del latin lover di Agostino Mantegazza. Il…

Leggi la scheda completa

Recensione firmata Enzo Rava di due volumi pubblicati da Bompiani nel 1970: Il sesso è necessario? di James Thurber ed E.B. White, e Il manuale del latin lover di Agostino Mantegazza. Il recensore introduce il primo libro come un classico del costume americano degli anni Trenta, bestseller scanzonato e dissacratorio sull'esplosione pansessualistica dell'epoca. Confronta poi il volume di Mantegazza, definendolo l'equivalente italiano e contemporaneo, ambientato nelle melanconie e bizzarrie del «sesso di casa» degli anni Cinquanta italiani. Pur riconoscendo i limiti di un'opera difficilmente esportabile rispetto al modello americano, Rava ne apprezza il disegno cattivo quanto basta e la capacità di costruire, attraverso una serie ordinata di tavole, una storia dalla conclusione melanconica e «italianamente» conformista. L'illustrazione, firmata Mantegazza, ritrae un uomo seduto a un tavolo da bar mentre scrive, con un fumetto di pensiero contenente le parole «Piebe» e

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; una illustrazione

Archivio Storico del Cabaret Italiano7 agosto 1970
Fondo RAS-76 1 immagine →
Rassegna Stampa

Teatro Gerolamo

Ritaglio giornalistico - recensione libraria

Profilo storico-cronistico del Teatro Gerolamo di Milano. Si ricorda la fondazione nel 1868 sulle rovine del vicino Teatro Fiando e la sua destinazione quasi esclusiva agli spettacoli di…

Leggi la scheda completa

Profilo storico-cronistico del Teatro Gerolamo di Milano. Si ricorda la fondazione nel 1868 sulle rovine del vicino Teatro Fiando e la sua destinazione quasi esclusiva agli spettacoli di marionette. Si narra che nel 1957, dopo l'abbandono da parte della famiglia Colla, Paolo Grassi lo salvò dall'imminente demolizione ottenendo una correzione al piano regolatore. Diretto con passione da Carlo Colombo, divenne per un paio d'anni punto d'incontro di spettacoli internazionali e, dal 1960, sede stabile della Compagnia Stabile Milanese con repertorio in vernacolo. L'articolo annuncia la nuova veste di Ente Autonomo, che consentirà di ampliare l'attività aprendosi al decentramento regionale: nelle assenze della compagnia il teatro ospiterà recitals e spettacoli di cabaret di carattere prevalentemente meneghino. Lo statuto prevede inoltre il recupero dell'antica tradizione marionettistica, con una prima iniziativa a dicembre (uno spettacolo natalizio e una breve commedia milanese).

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da quotidiano; ritaglio conservato sciolto; bianco e nero; una illustrazione

Archivio Storico del Cabaret Italiano1959–1960 ca
Fondo RAS-77 1 immagine →
Rassegna Stampa

Il nostro modo di ridere incanta la città dell'"esprit"

Ritaglio giornalistico - recensione libraria

Corrispondenza da Parigi sul successo del trio comico italiano Franca Valeri – Vittorio Caprioli – Alberto Bonucci (i futuri "Gobbi") in una vecchia boîte parigina, dove avrebbero costretto…

Leggi la scheda completa

Corrispondenza da Parigi sul successo del trio comico italiano Franca Valeri – Vittorio Caprioli – Alberto Bonucci (i futuri "Gobbi") in una vecchia boîte parigina, dove avrebbero costretto il pubblico "a una nuova ginnastica mentale nell'aura rarefatta della fantasia". L'inviato ricorda come i tre fossero le "giovani promesse" del Carosello napoletano e ne ripercorre la notorietà: la fama radiofonica di Franca Valeri (la rubrica della "Signorina snob"), il rapporto con la Biennale di Venezia e il Piccolo Teatro, il richiamo a Sarah Bernhardt. L'articolo riflette sulla difficoltà del comico italiano "razionale" rispetto al gusto parigino e sull'esprit francese, contrapponendo la comicità del trio al neorealismo di De Sica e ragionando sulla complicità necessaria tra attori e pubblico per far presa sullo spettatore d'Oltralpe.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica a caratteri mobili su carta di giornale; ritaglio sciolto.

Archivio Storico del Cabaret Italiano1952–1954 ca.
Fondo RAS-78 1 immagine →
Rassegna Stampa

Non è vero ma ci credo

Articolo da periodico illustrato con tavola illustrata

Articolo firmato Enrico M. Ricciuti sul tema della superstizione in Italia, che prende spunto da due episodi contemporanei: il licenziamento di dipendenti da parte di un commerciante romano…

Leggi la scheda completa

Articolo firmato Enrico M. Ricciuti sul tema della superstizione in Italia, che prende spunto da due episodi contemporanei: il licenziamento di dipendenti da parte di un commerciante romano convinto che «portassero jella», e la condanna da parte di una rivista cattolica di certe forme di superstizione rivolte ai religiosi. Il testo riflette ironicamente sulla persistenza della superstizione nella società italiana moderna, citando lo studio della rivista ecclesiastica e richiamando episodi medievali come le credenze nel malocchio e nei fattucchieri. L'articolo si conclude con una nota sul comportamento superstizioso persino di illustri personaggi storici come Verdi. La seconda pagina è occupata interamente dalla tavola Lo zodiaco di Mantegazza, con dodici illustrazioni umoristiche dei segni zodiacali — Vergine, Acquario, Gemelli, Sagittario, Pesci, Cancro, Leone, Bilancia, Scorpione, Toro, Ariete e Capricorno — corredata da una didascalia che spiega come Tinin Mantegazza abbia reinterpretato i segni dello zodiaco diventati comuni sulle pagine di quotidiani e periodici.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da periodico illustrato; due pagine conservate in formato digitale; bianco e nero; una vignetta nel testo e una tavola a piena pagina con dodici illustrazioni zodiacali

Archivio Storico del Cabaret Italiano
Fondo RAS-79 2 immagini →
Rassegna Stampa

Una mostra per Topo Gigio

Ritaglio giornalistico con busta dell'Eco della Stampa

Breve articolo con fotografia che annuncia e recensisce la mostra di Maria Perego alla Galleria La Muffola di via Lentasio a Milano. Maria Perego, notissima pupazzettista che ha dato alla…

Leggi la scheda completa

Breve articolo con fotografia che annuncia e recensisce la mostra di Maria Perego alla Galleria La Muffola di via Lentasio a Milano. Maria Perego, notissima pupazzettista che ha dato alla televisione alcuni dei personaggi più popolari, tra cui il celebre Topo Gigio, ha esposto alcune delle sue creazioni. L'articolo segnala il vivissimo successo della mostra. La fotografia ritrae Maria Perego seduta tra i suoi pupazzi, tra cui è riconoscibile un'arpa e alcune figure di fantasia.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da periodico; ritaglio conservato con busta originale dell'Eco della Stampa (60° anno, n. 19), recante timbro in inchiostro viola e annotazioni in inchiostro rosso; bianco e nero; una fotografia

Archivio Storico del Cabaret Italiano4 aprile 1961
Fondo RAS-80 1 immagine →
Riviste & Periodici

L'Equivoco — Giornalino curioso di Carlo Silva

Documento a stampa — Due numeri di periodico umoristico Numeri conservati: Anno I°, N. 20, giovedì 9 luglio 1959 Anno I°, N. 22, giovedì 23 luglio 1959

Due numeri del settimanale umoristico "L'Equivoco — Giornalino curioso di Carlo Silva", pubblicati nel luglio 1959. Entrambi i numeri recano illustrazioni firmate Tinin Mantegazza, che…

Leggi la scheda completa

Due numeri del settimanale umoristico "L'Equivoco — Giornalino curioso di Carlo Silva", pubblicati nel luglio 1959. Entrambi i numeri recano illustrazioni firmate Tinin Mantegazza, che appare come collaboratore fisso della testata. N. 20 (9 luglio 1959): La pagina conservata ospita due articoli principali con illustrazioni di Mantegazza: "Appunti" — cronaca ironica della partita Milan-Juventus con descrizioni caricaturali delle azioni di gioco; vignetta di Mantegazza raffigurante un calciatore in posa goffa con pallone. Nella sezione centrale: vignetta del "Tour del Liechtenstein" — umorismo sul ciclismo minore — e "Gioco di 'punto'" con illustrazione di un giocatore di pallone. "La posta di Carlo Silva" — rubrica di risposta ai lettori con tono umoristico; lettere da Napoli e Ferrara su Ercole Baldini al Giro d'Italia e sul nuovo codice della strada, con citazione finale de "Le mie prigioni" di Silvio Pellico. N. 22 (23 luglio 1959): La testata del N. 22 — meglio conservata — mostra il logo "L'Equivoco" in rosso e la firma "Giornalino curioso di Carlo Silva" in corsivo. La prima pagina ospita: "Quando a San Siro c'è la nebbia" — racconto umoristico di una partita di calcio nella nebbia milanese, narrato in prima persona da un tifoso che commenta la partita accompagnato da una signora. Tre vignette di Mantegazza: un ciclista sul marciapiede ("Avevo sempre sognato di fare il calciatore"); una figura in equilibrio su pattini; un personaggio con lancia e armatura medievale.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica bicolore (rosso e nero) su carta da giornale; formato tabloid; testate in rosso su fondo bianco con titolo "L'Equivoco"

Archivio Storico del Cabaret Italianoluglio 1959
Fondo RIV-01 3 immagini →
Riviste & Periodici

La Martinella di Milano

Servizio in più pagine

Ampio servizio storico firmato da Enrico Borgatti che ripercorre l'intera storia del cabaret milanese dalle origini europee fino agli anni Ottanta. Il testo si articola in sezioni…

Leggi la scheda completa

Ampio servizio storico firmato da Enrico Borgatti che ripercorre l'intera storia del cabaret milanese dalle origini europee fino agli anni Ottanta. Il testo si articola in sezioni tematiche. La prima ricostruisce le origini del termine «cabaret» e la nascita del Chat Noir a Parigi per opera di Rodolphe Salis nel 1881, con la successiva diffusione in Germania, Austria, Russia, Boemia e Svizzera, e la nascita del cabaret Voltaire di Zurigo. Segue una sezione sul cabaret in Italia, con la premessa che il fenomeno trovò terreno fertile a Milano dopo il 1960, ostacolato in precedenza dalla censura fascista e dalla cultura umoristica legata alla carta stampata. Viene poi ricostruita la storia del Derby Club, fondato nel 1962 da Enrico Intra e Gianni Bongiovanni adattando il «Whisky a Gogo» di via Monterosa, dove si esibirono Pupo De Luca, Dino Piana, Franco Cerri, Pallino Salonia, Enzo Jannacci, Walter Valdi, Silverio Pisu e Tinin Mantegazza. Una sezione è dedicata alla scissione del 1964 con la nascita del Nebbia Club di Franco Nebbia e del Club 64 dei coniugi Mantegazza in via Santa Sofia, dove emersero Cochi e Renato, Bruno Lauzi, Liliana Zoboli, Lino Toffolo, Jacqueline Perrotin, Gino Negri e ospiti come Gaber, Jannacci, Milly, Paolo Poli, Franco Battiato e Renato Maddalena. Seguono sezioni dedicate agli anni d'oro del cabaret nella seconda metà degli anni Sessanta, con I Gufi, Paolo Villaggio, Gianni Caiafa, Roberto Marelli e Anna Priori; al declino degli anni Settanta, con la satira politica che sostituisce il puro divertimento; all'apertura nel 1970 del Refettorio da parte di Roberto Brivio; e infine al Club Ca' Bianca, aperto nel 1983 in zona Ticinese da Roberto e Rudi Margara. Le fotografie ritraggono Gianni Bongiovanni, Maria Monti, Walter Valdi, I Gatti di Vicolo Miracoli, I Gufi, Roberto Brivio, Edith Peters, Diego Abatantuono con Gianni Caiafa, Nanni Svampa, Giorgio Gaslini con Tony Scott, e una foto storica del 1965 al Derby con Gaber, Augusto Martelli, Sergio Endrigo, Cochi Ponzoni, Renato Pozzetto, Enzo Jannacci, Bruno Lauzi e Umberto Bindi.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da periodico; sei pagine; bianco e nero; numerose fotografie

Archivio Storico del Cabaret Italianonovembre 1984
Fondo RIV-02 6 immagini →
Riviste & Periodici

Il Bertoldo di notte

Servizio in più pagine

Ampio servizio firmato da Corrado Corradi che documenta l'esplosione del fenomeno del teatro-cabaret a Milano nell'autunno 1964, con l'apertura in tre mesi di tre nuovi locali. Il testo si…

Leggi la scheda completa

Ampio servizio firmato da Corrado Corradi che documenta l'esplosione del fenomeno del teatro-cabaret a Milano nell'autunno 1964, con l'apertura in tre mesi di tre nuovi locali. Il testo si articola in una serie di interviste e reportage dai principali locali della scena. Al Derby, nato da una serata improvvisata di Maria Monti ed Enzo Jannacci in un piccolo «Whisky a gogo» di periferia, viene riconosciuto il merito di aver inventato il teatro-cabaret milanese. Al Nebbia Club di piazza Pio XI, descritto come uno dei più vecchi angoli di Milano, si assiste allo spettacolo Il Mitone di Nuccio Ambrosino, con Sandro Massimini, Liù Bosisio, Duilio Del Prete e Lino Robi, e al «Franco Nebbia Mini-Show», con interventi di Nanni Svampa. Al Lanternin di via Fabio Filzi, locale di tipo parigino gestito dal signor Palumbo, si esibisce il quartetto soprannominato «I Gufi» — Nanni Svampa, Roberto Brivio, Gianni Magni e Lino Patruno. All'Intra's Club di viale Monterosa si preferisce il cabaret non politicamente impegnato, con una formula leggera alternata a sketch filmati di Charlot. Il Cab. 64 di via Santa Sofia, in procinto di aprire il 10 novembre con la regia di Tinin Mantegazza, punta su un laboratorio sperimentale aperto a tutti. Vengono inoltre riportate interviste a Dario Fo, a Filippo Crivelli regista dello spettacolo della Milly al Gerolamo, e a Enzo Jannacci, definito il più grande mattatore del teatro-cabaret milanese. Le fotografie ritraggono scene degli spettacoli al Nebbia Club con Sandro Massimini e Liù Bosisio, Duilio Del Prete, e scene al Lanternin.

Tecnica e supporto: Stampa tipografica su carta da periodico illustrato; bianco e nero; numerose fotografie

Archivio Storico del Cabaret Italianonovembre 1964
Fondo RIV-03 4 immagini →
Scene di Cabaret

Giorgio Gaber, Maria Monti e Pallino Salonia (contrabbasso) suonano alla Muffola sotto lo sguardo vigile di Tinin Mantegazza

Archivio Storico del Cabaret Italiano
Fondo SCE-01 Guarda l’immagine →
Scene di Cabaret

Cochi e Renato a Cesenatico suonano davanti a Dario Fo e Lina Volonghi (anni '60 - tra 1963 è 1966)

Archivio Storico del Cabaret Italiano
Fondo SCE-06 Guarda l’immagine →
Scene di Cabaret

Santa Tecla (1958) foto di gruppo transitorio con Giorgo Gaber alla chitarra e Luigi Tenco al Sax. Sullo sfondo Paolo Tomelleri, Gianfranco Reverberi e Rolando Ceragioli

Archivio Storico del Cabaret Italiano
Fondo SCE-08 Guarda l’immagine →
Scene di Cabaret

Giorgio Gaber all'Intra's Derby Club (da sinistra: Enrico Intra, Pupo De Luca, Pallino Salonia, Franco Cerri) Foto tratta dall'articolo "La Rivoluzione degli arrabbiati" - TV SORRISI E CANZONI - ILLUSTRAZIONE N. 7 del 14 febbraio 1965

Archivio Storico del Cabaret Italiano
Fondo SCE-09 Guarda l’immagine →
Scene di Cabaret

I Gufi al LANTERNIN - Foto tratta dall'articolo "La Rivoluzione degli arrabbiati" - TV SORRISI E CANZONI - ILLUSTRAZIONE N. 7 del 14 febbraio 1965

Archivio Storico del Cabaret Italiano
Fondo SCE-21 Guarda l’immagine →
Scene di Cabaret

Foto dell'Intra's Derby Club - Foto tratta dall'articolo "La Rivoluzione degli arrabbiati" - TV SORRISI E CANZONI - ILLUSTRAZIONE N. 7 del 14 febbraio 1965

Archivio Storico del Cabaret Italiano
Fondo SCE-24 Guarda l’immagine →
Scene di Cabaret

Inaugurazione Muffola 16 novembre 1960 In ptimo piano Pino Pomè titolare dell'osteria L'Oca d'Oro incaricato del catering

Archivio Storico del Cabaret Italiano
Fondo SCE-45 Guarda l’immagine →
Scene di Cabaret

Il pubblico del Refettorio di Roberto Brivio (foto dall'archivio di Roberto Carusi)

Archivio Storico del Cabaret Italiano
Fondo SCE-55 Guarda l’immagine →
Le schede qui riprodotte corrispondono ai fondi digitalizzati e catalogati a oggi (187 unità, di cui 70 Scene di Cabaret). Il lavoro di ricerca dell’Archivio del Cabaret Italiano prosegue, senza fretta: ma senza sosta, per arricchire le Collezioni e renderle quanto più fruibili digitalmente. La Sala di consultazione — con ricerca full-text, schede catalografiche complete e riproduzioni digitali ad alta risoluzione — resta l'obiettivo finale del progetto.

Ogni documento, una voce.

I materiali dell'Archivio non sono reperti inerti: sono testimonianze che, messe in relazione, ricostruiscono la storia di un genere e della sua impresa culturale.

Segui il percorso storico
Pubblicazioni · Fondo PUB-01

Cabaret, questo sconosciuto

Contributo nel «Report 2025 sull’Umorismo» · Osservatorio Feldman

Tipologia
Contributo in volume collettaneo (report annuale)
Autore
Flavio Oreglio
Contenitore
REPORT 2025 sull'Umorismo, a cura dell'Associazione Osservatorio Feldman, in collaborazione con Sagoma Editore
Data
2026 (Report 2025, pubblicato nel 2026)
Collocazione
Sezione "Comedy", pp. 46-53
ISBN
9788865061893

Descrizione

"Cabaret, questo sconosciuto" è il saggio firmato da Flavio Oreglio all'interno del REPORT 2025 sull'Umorismo, pubblicazione annuale realizzata dall'Associazione Osservatorio Feldman in collaborazione con Sagoma Editore (lo stesso editore del volume L'arte ribelle. Storia del cabaret da Parigi a Milano, 2019, sempre di Oreglio). Il volume raccoglie contributi multidisciplinari sull'umorismo — arte, diritto, etologia, filosofia, linguistica, marketing, neuroscienza, politica, psicologia, stand-up, teatro, tecnologia — firmati, tra gli altri, da Natalino Balasso, Renato Sarti, Federico Faloppa e Maurizio Molinari, con postfazione di Antonello Taurino dedicata ai cent'anni di Dario Fo.

Il contributo di Oreglio, frutto — come dichiarato dall'autore — di oltre trent'anni di studi su fonti storiche, documenti d'epoca, testimonianze dirette e letteratura critica internazionale, condensa l'impianto teorico e metodologico che ha guidato la costituzione del Centro Studi Musicomedians e, da questo, dell'Archivio Storico del Cabaret Italiano (attivo dal 2018). Il saggio muove da una constatazione: nell'ambiente professionale che si è a lungo autodefinito "cabarettistico" manca una definizione condivisa e storicamente fondata di cosa sia il cabaret, sostituita da definizioni soggettive e impressionistiche.

L'argomentazione si sviluppa in tappe: (1) il cabaret è un fenomeno storicamente determinato, nato a Parigi nel 1881 con lo Chat Noir di Rodolphe Salis, non come genere di spettacolo ma come format artistico legato a un luogo fisico (il cabaret artistique), che fa convivere pittura, poesia, chanson, satira grafica e sperimentazione verbale senza includere, nella sua configurazione originaria, i comici in senso moderno; (2) in Italia il modello attecchisce nel secondo dopoguerra, soprattutto a Milano, ma resta un fenomeno circoscritto che — secondo la ricostruzione storica di Oreglio — si conclude tra il 1968 e i primi anni Settanta; (3) da allora il termine "cabaret" sopravvive solo come etichetta ombrello applicata, per consuetudine linguistica priva di fondamento storico, alla comicità dal vivo in genere; (4) da qui l'errore concettuale cabaret = comicità, che la tesi definisce una "tradizione immaginaria"; (5) la distinzione fra spirito (opposizione, sperimentazione, libertà espressiva) e forma storica del cabaret, per evitare sia la nostalgia paralizzante sia la mitizzazione indiscriminata delle figure del passato; (6) la proposta conclusiva di una "rivoluzione semantica": abbandonare progressivamente il termine "cabaret" per descrivere il presente, a favore di categorie più precise — comedy, comedy club, live-performer, entertainer — e di una definizione dei luoghi basata sulla presenza di una direzione artistica (piccolo palcoscenico) piuttosto che sulla semplice esistenza di un palco.

Per l'Archivio Storico del Cabaret Italiano, il testo ha un valore particolare: essendo firmato dal fondatore dello stesso Centro Studi Musicomedians da cui l'Archivio è nato, costituisce una fonte primaria e insieme una dichiarazione di metodo — utile sia come riferimento teorico per la catalogazione (distinzione fra cabaret storico e comicità contemporanea), sia come possibile contenuto editoriale per la sezione "Voce d'autore" o per un futuro approfondimento critico collegato a "Il Percorso".

Parole chiave

cabaret; storia culturale; semantica; terminologia; Chat Noir; cabaret artistique; Milano; comicità dal vivo; genealogia; mitizzazione; nostalgia; comedy; entertainment; live-performer; direzione artistica

Nota sull’autore

Laureato in scienze biologiche con specializzazione in Ecologia, il "poeta catartico" di zelighiana memoria è pianista appassionato di Ragtime e cantautore cultore del genere teatro-canzone. Coordina da più di vent'anni il Centro Studi Musicomedians che ha portato alla costituzione dell'Archivio Storico del Cabaret Italiano e alla pubblicazione del libro L'arte ribelle – Storia del cabaret da Parigi a Milano (Sagoma Editore, 2019). Negli ultimi anni ha definito una sua personale forma teatrale denominata "Teatro Cantastorie".

Tecnica e supporto

Volume a stampa, formato pubblicazione fuori commercio; progetto editoriale Associazione Osservatorio Feldman, realizzazione editoriale Sagoma Editore; Editor in Chief Matteo Andreone; progetto grafico e impaginazione Carlo Amatetti. Contributo di Flavio Oreglio: pp. 46-53, sezione tematica "Comedy", testo su due colonne con apparato di parole chiave e nota biografica a corredo. File digitale in formato PDF (documento acquisito in Archivio).

Dati editoriali

Titolo: REPORT 2025 sull'Umorismo. Editore/curatela: Associazione Osservatorio Feldman, in collaborazione con Sagoma Editore. Copyright: © 2026 Osservatorio Feldman, Sagoma Editore. ISBN: 9788865061893. Pubblicazione fuori commercio; è vietata la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mezzo, senza autorizzazione scritta dell'editore.

Archivio Storico del Cabaret Italiano — Fondo Flavio Oreglio · 2026

Pubblicazioni · Fondo PUB-02

L'arte ribelle

Storia del cabaret da Parigi a Milano

Tipologia
Monografia a stampa (saggio storico-documentario)
Autore
Flavio Oreglio
Editore
Sagoma Editore, collana "Che storia!"
Anno
2019
Prefazioni
Enrico Intra, Roberto Carusi, Tinin Mantegazza, Roberto Brivio
Postfazione
Saverio Raimondo

Descrizione

L'arte ribelle. Storia del cabaret da Parigi a Milano. Dallo Chat Noir degli Idropatici al Derby del Gruppo Motore è la monografia pubblicata nel 2019 da Sagoma Editore (collana "Che storia!") a firma di Flavio Oreglio, fondatore e direttore dell'Archivio Storico del Cabaret Italiano. Il volume costituisce l'esito editoriale di oltre trent'anni di ricerca condotta dall'autore attraverso il Centro Studi Musicomedians, e rappresenta — per dichiarazione dello stesso Oreglio — il primo tentativo sistematico di raccontare in Italia la storia del cabaret come fenomeno storicamente determinato, distinto dalla comicità, con cui viene spesso e impropriamente confuso.

Il libro ripercorre un arco cronologico che va dalla nascita del cabaret a Parigi nel 1881 — con il circolo dei "Idropatici" (Les Hydropathes) di Émile Goudeau e lo Chat Noir di Rodolphe Salis — fino all'esplosione del fenomeno in Italia negli anni Sessanta e Settanta, con un focus sulla scena milanese del Derby Club e del "Gruppo Motore" di Enzo Jannacci. Il racconto attraversa oltre un secolo di cultura — parole, poesia, musica, pittura, canzone — intrecciando figure e movimenti eterogenei: da Toulouse-Lautrec a Cochi e Renato, da Filippo Tommaso Marinetti a Giorgio Gaber, da Manet a Dario Fo (che in copertina appare nei panni del cabarettista parigino Aristide Bruant, come ritratto a suo tempo da Toulouse-Lautrec), passando per Enzo Jannacci e Paul Gauguin. Il volume dà inoltre spazio ai precedenti italiani (Petrolini, Cecchelin, De Angelis, Teatro dei Gobbi, Paolo Poli, il trio Fo-Durano-Parenti) e alla linea della canzone d'autore, da Aristide Bruant a Georges Brassens, Boris Vian e Jacques Brel, fino a Cantacronache e al Nuovo Canzoniere Italiano.

La tesi centrale del libro — poi ulteriormente sviluppata da Oreglio nel contributo "Cabaret, questo sconosciuto" (Report 2025 sull'Umorismo, Osservatorio Feldman) — è che il cabaret non coincida con i comici né con la comicità: nato come cabaret artistique, un format che fa convivere pittura, poesia, satira grafica e chanson in un luogo fisico, il cabaret si configura come una delle manifestazioni più evolute di quella che l'autore definisce "arte ribelle", espressione di un'indole libertaria e di un pensiero critico da sempre presenti nell'underground della storia culturale. L'indagine si avvale di oltre 150 fotografie e di interviste esclusive ai protagonisti ancora viventi dell'epoca d'oro del cabaret milanese, materiali raccolti attraverso il lavoro dell'Archivio Storico del Cabaret Italiano, di cui Oreglio è fondatore e direttore.

Per l'Archivio, il volume ha un'importanza fondativa: è la fonte primaria più citata nella letteratura secondaria sul cabaret milanese (compresa la ricostruzione storica della "geografia dei locali" — Santa Tecla, Derby Club, Nebbia Club, Cab 64, Muffola — che si basa in larga parte sui dati raccolti in questo libro), ed è il documento che lega esplicitamente la produzione editoriale di Oreglio all'attività di ricerca e catalogazione dell'Archivio stesso.

Recensioni

"Chi erano i cabarettisti? Lo ricorda benissimo l'autore di questo libro-documento che dovrebbe far arrossire chi ha raccontato altro sulla nascita e l'affermarsi di questa forma di spettacolo" — Enrico Intra.
"Un libro come questo è importante: recupera e documenta una storia assai poco raccontata, prima ancora che dimenticata" — Saverio Raimondo.

Nota sull’autore

Flavio Oreglio, laureato in Scienze Biologiche con specializzazione in Ecologia, è comedian, musicista e cultore del Teatro Canzone. Dal 2018 dirige l'Archivio Storico del Cabaret Italiano, gestito in collaborazione con il Centro Studi Musicomedians, associazione dedita da oltre vent'anni alla ricerca sulla storia del cabaret. L'arte ribelle (2019) è il principale esito editoriale di questa attività di ricerca; è seguito, nello stesso solco, dal volume Brev Art – Vent'anni di momenti catartici (Sagoma, 2020) e dal contributo "Cabaret, questo sconosciuto" nel Report 2025 sull'Umorismo (Osservatorio Feldman).

Tecnica e supporto

Volume a stampa, brossura; 256 pagine; oltre 150 fotografie in bianco e nero e a colori; apparato di interviste esclusive ai protagonisti viventi del cabaret italiano. Collana "Che storia!", Sagoma Editore. Disponibile anche in formato digitale (PDF/ePub).

Dati editoriali

Titolo completo: L'arte ribelle. Storia del cabaret da Parigi a Milano. Dallo Chat Noir degli Idropatici al Derby del Gruppo Motore. Autore: Flavio Oreglio. Editore: Sagoma Editore (Vimercate), collana "Che storia!". Anno: 2019. Pagine: 256. Prezzo di copertina al lancio: € 20. ISBN edizione a stampa: 9788865061008 (fonte: Libraccio.it). ISBN edizione digitale/PDF: 9788865061053 (fonte: Perlego) — le due sigle si riferiscono presumibilmente a due diversi formati/edizioni del volume; si segnala la discrepanza per verifica diretta.

Archivio Storico del Cabaret Italiano — Fondo Flavio Oreglio · 2019