Sala I A supporto del Centro Studi MusiComedians · Fondato nel 2008 Milano · Italia

Un patrimonio nato dal basso.

Genesi, missione e governance di un istituto che ha invertito la logica del museo d'impresa: prima la documentazione, poi l'impresa culturale.

L'idea dell'Archivio Storico del Cabaret Italiano (ASCI) nasce dall'attività dell'associazione Centro Studi Musicomedians, che attraverso le cinque edizioni del festival «Musicomedians – Percorsi d'Autore» (2007–2010) iniziò a raccogliere e collezionare documenti sulla storia e gli sviluppi del cabaret in Italia. È da quella collezione che, nel 2018, si costituisce ufficialmente l'Archivio. Un passaggio decisivo nel suo processo di istituzionalizzazione è la pubblicazione, nel 2019, del volume «L'arte ribelle» di Flavio Oreglio, edito da Sagoma Editore: non il prodotto di una ricerca individuale, ma la materializzazione di un lavoro collettivo che porta a sistema la storia del cabaret italiano, dalla genesi parigina e zurighese fino alle declinazioni milanesi e nazionali.

Lo stesso anno l'Archivio si dota di una prima presenza digitale, concepita come strumento di accessibilità, divulgazione e ricerca. Nel quadro di questa evoluzione, l'Archivio avvia oggi una nuova piattaforma digitale concepita come museo virtuale: uno spazio progettato per integrare accessibilità, divulgazione e ricerca, fondato su criteri di sostenibilità, aggiornamento continuo e cura archivistica. Il progetto risponde alle esigenze emerse nella letteratura sulla gestione dei patrimoni culturali digitali, che sottolinea l'importanza di una governance dedicata e di una pianificazione di lungo periodo per garantire stabilità, crescita e tutela della memoria. È in questa prospettiva che si colloca il presente museo virtuale, pensato come infrastruttura permanente e come laboratorio di conoscenza condivisa.

L'obiettivo dichiarato dall'Archivio è ampliare progressivamente l'accessibilità del patrimonio, anche attraverso la digitalizzazione dei materiali e la loro messa a disposizione online, in linea con lo standard internazionale degli archivi di spettacolo e di cultura popolare.
La missione

Conservare, interpretare, restituire.

L'ordinamento e la conservazione del patrimonio documentario sono la condizione preliminare di ogni istituzione archivistica. Ma è soltanto attraverso la mediazione pubblica — mostre, collaborazioni, pubblicazioni, relazioni internazionali — che l'Archivio diventa un vero agente culturale, capace di trasformare il deposito statico in patrimonio operante.

Il cabaret italiano sconta una condizione di relativa orfanità: la difficoltà di perimetrare un genere situato fra canzone d'autore, monologo, teatro comico e satira sociale, e la dispersione delle fonti, ne hanno a lungo ostacolato lo studio sistematico.

Trasformare il deposito statico in patrimonio operante

Un caso di studio archivistico

Il testimone come garante

Il Comitato dei Garanti è stato costituito per avvalorare — e in una certa misura certificare — la correttezza e l'attendibilità dei documenti e delle informazioni custoditi e prodotti dall'Archivio. A questo fine coinvolge personalità che non solo vantano competenze riconosciute nel settore cabarettistico, ma che sono state esse stesse protagoniste dirette della storia da ricostruire.

È proprio questa sovrapposizione fra la figura del testimone e quella del garante istituzionale a costituire un elemento di grande interesse per la teoria dell'archivio: il Comitato non giudica i documenti dall'esterno, secondo criteri astratti di pertinenza, ma li verifica dall'interno, sulla scorta di un'esperienza personale diretta.

Obiettivi e patrimonio

Un polo di riferimento nazionale

L'Archivio dispone di un consistente patrimonio — libri, una sezione audio-video con vinili originali, filmati di spettacoli e interviste esclusive ai protagonisti, articoli, locandine, materiali fotografici e copioni — e persegue obiettivi precisi.

Raccogliere, conservare, ordinare il patrimonio documentario che testimonia la presenza e l'evoluzione del genere in Italia, reperendo e acquisendo nuovo materiale.

Creare un polo di riferimento per studiosi e appassionati, attraverso programmi di ricerca, convegni di studio, corsi formativi e seminari.

Allestire mostre temporanee e, in prospettiva, un'esposizione permanente sulla storia del cabaret.

Promuovere attività didattiche con le scuole e visite guidate per gli studenti, ampliando l'accessibilità del patrimonio.

Una rete cooperante

Collaborazioni e relazioni

L'Archivio ha costruito una rete di collaborazione con le principali realtà affini, per condividere analisi e conoscenze e ricostruire con sempre maggiore precisione il «fenomeno cabaret».

Fondazione GaberArchivio Fo-RameClub TencoAssociazione Nanni SvampaArchivio del Piccolo Teatro di Milano
Azione culturale

Mostre ed eventi

Già nei primi anni l'Archivio ha messo know-how e materiali al servizio di mostre ed eventi di rilievo nazionale.

2019
Bagnacavallo (RA) · poi Milano, 2021

Tinin Mantegazza — Le sette vite di un creativo irriverente

Mostra al Museo Civico delle Cappuccine (27 aprile – 7 luglio 2019), riproposta al Teatro Munari di Milano nell'ottobre 2021 come evento inaugurale della stagione del Teatro del Buratto.

2019
Novara

NONSOLOCABARET — Gaber / Jannacci / Gufi

Mostra allestita dal 10 al 13 ottobre 2019.

2019–20
Milano · Palazzo Morando

Milano anni '60

Mostra (6 novembre 2019 – 9 febbraio 2020) a cura di Milano in Mostra, in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Milano.

2023
Firenze · Estate Fiorentina

La Gaberiana

Evento gestito dal Centro Studi Musicomedians con la direzione artistica di Andrea Scanzi e la mostra «L'Alba di Gaber» (4–19 luglio 2023).

Dalla teoria al museo digitale.

L'Archivio diventa il caso fondativo per progettare un museo d'impresa di cultura e spettacolo, nativamente digitale e conforme agli standard contemporanei di valorizzazione del patrimonio.

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