La Borsa di Arlecchino.
Un seminterrato di piazza De Ferrari trasformato da Aldo Trionfo in crocevia di satira sociale e teatro d'avanguardia, tra i primi in Italia a mettere in scena il teatro dell'assurdo.
La Borsa di Arlecchino.
Materiali d'Archivio — Fondo Flavio Oreglio
Seminterrato di piazza De Ferrari, ritrovo degli intellettuali genovesi trasformato da Aldo Trionfo in un crocevia artistico. Vi passano Paolo Villaggio, Carmelo Bene, Paolo Poli; nel 1961 vi esordisce un giovanissimo Fabrizio De André.
- Periodo
- 1957–1961 (inaugurazione: 30 ottobre 1957)
- Città
- Genova
- Indirizzo
- Seminterrato del Caffè Borsa, Piazza De Ferrari
- Fondatori / gestione
- Direzione artistica di Aldo Trionfo
Descrizione storica
La Borsa di Arlecchino nasce a Genova a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta come nucleo generativo di una svolta estetica radicale: sotto la direzione di Aldo Trionfo, un seminterrato del Caffè Borsa diventa una «rivista da camera» o cabaret artistique capace di coniugare satira sociale e teatro d'avanguardia. Inaugurato il 30 ottobre 1957, il locale si distinse per una cifra stilistica amara e corrosiva, ospitando la prima rappresentazione italiana di testi capitali della drammaturgia dell'assurdo, tra cui «Fin de partie» («Finale di partita») di Samuel Beckett, definita da un articolo d'epoca (17 ottobre 1959) una «tragica farsa».
Paolo Poli portò a Genova il proprio repertorio poetico e canoro, con brani in francese che anticipavano la figura del moderno interprete di cabaret. Il legame con Milano fu costante: la compagnia portò in tournée presso il Teatro Gerolamo lo spettacolo «Mamma mia voglio il cerchio», definito «un cabaret assolutamente nuovo per l'epoca». Nel febbraio 1961 vi debuttò Fabrizio De André, chiamato a fare da controcanto alla recitazione di Marzia Ubaldi attraverso la traduzione di brani dei chansonnier francesi.
L'eccessiva intellettualizzazione della proposta artistica fu oggetto di dibattiti critici: un articolo del 23 aprile 1964 riporta una tavola rotonda presso gli Amici del Piccolo Teatro in cui si accusava il cabaret di essere divenuto troppo elitario.
Protagonisti e collaborazioni
Aldo Trionfo (direzione); Paolo Poli, Paolo Villaggio, Carmelo Bene (interpreti/frequentatori); Fabrizio De André e Marzia Ubaldi (debutto 1961).
La geografia di un genere.
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