Cantacronache e Nuovo Canzoniere Italiano.
Antecedente consapevole e matrice del linguaggio del cabaret d'autore milanese: la canzone d'impegno civile che, da Torino a Milano, cambia lo statuto della forma-canzone.
Cantacronache e Nuovo Canzoniere Italiano.
Materiali d'Archivio — Fondo Flavio Oreglio
Tra il 1957 e il 1958 nasce a Torino Cantacronache, primo laboratorio italiano di canzone d'impegno civile; nel 1962 a Milano il Nuovo Canzoniere Italiano ne raccoglie l'eredità spostandola verso la ricerca etnomusicologica. Lo vediamo come antecedente consapevole e matrice del linguaggio del cabaret d'autore milanese.
- Periodo
- 1957/1958 – 1962 e oltre (Cantacronache: 1958–1962; Nuovo Canzoniere Italiano: fondato nel 1962)
- Città
- Torino (Cantacronache) e Milano (Nuovo Canzoniere Italiano)
- Fondatori / gestione
- Cantacronache: Sergio Liberovici, Michele Luciano Straniero, Emilio Jona, Fausto Amodei, Margherita (Margot) Galante Garrone. Nuovo Canzoniere Italiano: Roberto Leydi e Gianni Bosio
Descrizione storica
Sul finire degli anni Cinquanta, mentre il Festival di Sanremo consacrava il modello commerciale della canzone di consumo (la «musica gastronomica» stigmatizzata da Umberto Eco), a Torino Sergio Liberovici, Michele Luciano Straniero, Emilio Jona, Fausto Amodei e Margherita Galante Garrone fondano il collettivo Cantacronache (1957–1958), primo laboratorio italiano di canzone d'impegno civile, anteriore alla stessa scuola genovese della canzone d'autore. Il nome dichiarava la vocazione: «cantare la cronaca», componendo canzoni a partire dai fatti d'attualità.
Tratto distintivo fu l'alleanza fra musicisti e uomini di lettere: ai testi del collettivo e all'omonima rivista (dal 1958) contribuirono Italo Calvino, Franco Fortini, Gianni Rodari e Umberto Eco, elevando la forma-canzone al rango delle arti istituzionalmente legittimate. La collaborazione si estese alla produzione per l'infanzia con le Cantafavole.
L'impulso di Cantacronache trovò sistematizzazione nel Nuovo Canzoniere Italiano, fondato nel 1962 a Milano da Roberto Leydi e Gianni Bosio, che spostò il baricentro verso la ricerca etnomusicologica e il recupero del canto sociale di tradizione orale. Da questa esperienza nacquero l'Istituto Ernesto de Martino, i Dischi del Sole e lo spettacolo-manifesto «Bella ciao», presentato al Festival dei Due Mondi di Spoleto nel 1964.
Protagonisti e collaborazioni
Sergio Liberovici, Michele Luciano Straniero, Emilio Jona, Fausto Amodei, Margherita Galante Garrone (Cantacronache); Italo Calvino, Franco Fortini, Gianni Rodari, Umberto Eco (collaboratori letterari); Roberto Leydi, Gianni Bosio (Nuovo Canzoniere Italiano).
La geografia di un genere.
Ogni locale è stato un laboratorio del cabaret italiano. Torna alla mappa per esplorare gli altri luoghi in cui il genere prese forma.
Torna a I Luoghi