Fo · Durano · Parenti.
Al Piccolo Teatro di Milano un linguaggio satirico che scardina l'«immobilismo rivistaiolo» e si contrappone alla satira ufficiale: parola e gesto, senza sfarzo scenico.
Fo · Durano · Parenti.
Materiali d'Archivio — Fondo Flavio Oreglio
Al Piccolo Teatro, gli spettacoli «Il dito nell'occhio» (1953) e «I sani da legare» (1954) sviluppano un linguaggio satirico che scardina l'«immobilismo rivistaiolo» e si contrappone alla satira ufficiale, imponendo un paradigma comunicativo fondato su parola e gesto, epurato da ogni sfarzo scenico.
- Periodo
- 1953–1955
- Città
- Milano
- Indirizzo
- Piccolo Teatro di Milano, via Rovello
- Fondatori / gestione
- Sodalizio artistico tra Dario Fo, Franco Parenti e Giustino Durano
Descrizione storica
Il sodalizio tra Dario Fo, Franco Parenti e Giustino Durano rappresenta il superamento definitivo dei moduli della rivista tradizionale e del varietà ottocentesco. Il debutto de «Il dito nell'occhio» (1953) al Piccolo Teatro di via Rovello impone uno spettacolo epurato da sfarzi costumistici e corpi di ballo, fondato sulla vivacità dell'esecuzione e sulle composizioni mimiche di Jacques Lecoq, con musiche di Vittorio Paltrinieri e dello stesso Durano.
Secondo l'articolo de «La Martinella» di Milano (novembre 1984), «Il dito nell'occhio» e «I sani da legare» (1954) sono i prodromi della «rivista da camera», con influenza diretta su autori e registi come Giorgio Cobelli e Laura Betti. Il «Corriere della Sera» del 27 marzo 1961 conferma che il trio operava, già a metà anni Cinquanta, su una dimensione satirica cruda e priva di ipocrisie, sacrificando la civetteria dell'attore in favore di un linguaggio rigoroso.
Nonostante la cessazione del sodalizio nel 1955, il suo impatto rimase indelebile: un articolo d'archivio del 24 settembre 1973 celebra il ritorno di Fo e Parenti alla scena cabarettistica milanese come un atteso «boom» della satira d'autore.
Protagonisti e collaborazioni
Dario Fo, Franco Parenti, Giustino Durano; coreografie di Jacques Lecoq; musiche di Vittorio Paltrinieri e Giustino Durano.
La geografia di un genere.
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