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Santa Tecla.

Il «brodo primordiale» del jazz milanese: il club sotterraneo di via Santa Tecla in cui, negli intervalli delle orchestre, mossero i primi passi Gaber, Jannacci, Tenco e Celentano.

Santa Tecla
Santa Tecla
immagine in inserimento

Santa Tecla.
Materiali d'Archivio — Fondo Flavio Oreglio

Locale da ballo dedicato al jazz, nato nel sotterraneo di via Santa Tecla come club musicale ma trasformatosi rapidamente nel punto d'incontro di musicisti, pittori e poeti del dopoguerra milanese: il «brodo primordiale» da cui prenderà forma il cabaret. Vi si esibiscono, spesso negli intervalli delle orchestre jazz, giovanissimi Gaber, Jannacci, Tenco e un imberbe Celentano.

Periodo
Primi anni '50 (dopoguerra) – fine anni '50
Città
Milano
Indirizzo
Via Santa Tecla, tra Piazza Duomo e Via Larga
Fondatori / gestione
Proprietà dell'albergatore svizzero Ernest Willy Dennler; gestione e allestimento affidati a un cenacolo di giovani artisti (Enrico Baj, Sergio D'Angelo, Joe Colombo)

Descrizione storica

Il Santa Tecla nasce come music club sotterraneo nella Milano dei primi anni Cinquanta e diventa rapidamente il fulcro dell'epoca d'oro del jazz milanese, capace di attrarre musicisti come Franco Cerri, Gorni Kramer ed Enrico Intra. Il pubblico, spesso abbigliato con i maglioni neri della moda esistenzialista parigina, si mescolava a pittori, scrittori e musicisti in un clima di intensa creatività interdisciplinare.

Il locale ospitò momenti di rilievo internazionale: secondo un articolo d'archivio del 1° ottobre 1959 («Scala e Jazz per Leonard»), il direttore d'orchestra Leonard Bernstein, reduce da un successo alla Scala, scelse proprio il Santa Tecla per ascoltare il trombettista Chet Baker. La programmazione musicale, affidata a formazioni come la Milan College Jazz Society, l'Original Lambro Jazz Band e i Rocky Mountains Old Time Stompers, fece da terreno di allenamento per i futuri protagonisti della canzone d'autore e del cabaret: Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Maria Monti e Luigi Tenco mossero qui i primi passi.

Il Santa Tecla fu anche luogo di incontro decisivo: qui si conobbero il pianista Enrico Intra e i coniugi Angela e Gianni Bongiovanni, titolari di un locale nell'Hotel Derby di viale Monterosa, incontro che porrà le basi per la nascita dell'Intra's Derby Club. Il locale fu inoltre teatro della nascita ufficiale del rock 'n' roll italiano: il coreografo Bruno Dossena, dopo aver notato Adriano Celentano esibirsi negli intervalli concessi dalle orchestre jazz, lo invitò a esibirsi al Palazzo del Ghiaccio nel maggio 1957.

L'esperienza si esaurì sul finire degli anni Cinquanta, quando la spinta verso la narrazione e il cabaret cominciò a cercare nuovi contenitori — trovandoli, di lì a poco, nel Derby Club.

Protagonisti e collaborazioni

Enrico Baj, Sergio D'Angelo e Joe Colombo (allestimento e decorazione); Franco Cerri, Gorni Kramer, Enrico Intra (jazz); Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Maria Monti, Luigi Tenco, Adriano Celentano, Tony Dallara (esordi); Ornella Vanoni e Gino Paoli (frequentatori, premiati nel 1960); Tinin Mantegazza (testimone diretto dell'esperienza).

La geografia di un genere.

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